Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 1 decennio fa

Ci conviene costruire centrali atomiche o comprare elettricità dai Paesi UE?

Questa domanda mi sorge in base a queste considerazioni:

1) Nei primi otto mesi del 2009 la domanda di energia elettrica risulta a causa della crisi economica in flessione di un -7,6% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Tuttavia dal 1990 al 2007 si nota una crescita regolare del totale degli impieghi finali di elettrica dal 15.4% al 18,6 %.

2) Malgrado i miglioramenti registrati nell’andamento della crisi, tutti gli indicatori si trovano però ancora su livelli molto più bassi rispetto a quelli pre-crisi.

Per gli anni successivi al 2009, le stime migliori danno una crescita del PIL su livelli prossimi a quelli del decennio pre-crisi. (1,2 - 1,3 %).

3) L’analisi dei dati storici dal 1968 al 2008 evidenzia che il sistema elettrico

italiano – dopo una fase di sviluppo caratterizzata da tassi molto elevati – attraversa ormai dalla metà degli anni ‘80 una fase più matura, con tassi medi annui di crescita compresi tra il 2% ed il 3% per anno.

4) Va detto che in Italia è richiesta energia elettrica per circa 0,266 kWh per ogni euro di prodotto interno lordo (dati 2008), confermando così sostenuto impiego della risorsa elettrica alla formazione del PIL nazionale.

5) Sono stati prospettati due scenari di crescita; entrambi, tuttavia, sviluppati in modo che si tenga conto di una dinamica più contenuta dell’intensità elettrica nel periodo in esame:

 quello “di sviluppo” in cui si ipotizza per il periodo 2008 - 2019 una crescita dell’intensità elettrica pari ad un tasso medio di circa +1,1 % per anno,

quello di “scenario base”, con tasso medio di incremento dell’intensità elettrica nullo, sviluppato su una ipotesi di più incisiva attuazione degli obbiettivi di risparmio energetico.

6) Sulla base di tali considerazioni, nel periodo 2008 – 2019 si stima una evoluzione della domanda di energia elettrica con un tasso medio annuo del +1,6% nello scenario di sviluppo (ipotesi superiore) – corrispondente a 405,0 TWh nel 2019.

Nello scenario base si ipotizza invece un tasso medio del +0,5% per anno

(ipotesi inferiore), col quale si prevede una domanda elettrica di 360,0 TWh nel

2019.

Le stime fanno osservare che è prevedibile dover ancora attendere tra i 3 ed i 5 anni, a seconda dello scenario cui si fa riferimento, prima di tornare ai valori di domanda elettrica osservati nel biennio 2007-2008.

7) Per quanto riguarda i principali settori di consumo – e sempre con riguardo allo scenario di sviluppo l’industria si conferma ancora il settore più rilevante sotto l’aspetto dei consumi elettrici ma con un peso in riduzione; nel 2019 la sua quota sarà inferiore alla metà dei consumi, 41% circa, con uno sviluppo (+0,3%) al disotto di quello medio.

Fonti: TERNA - Previsioni della domanda elettrica in Italia e del fabbisogno di potenza necessario anni 2009 2019. http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=RXbT...

Si noti INFINE che in Italia la potenza installata (cioè il numero e la potenza delle centrali), contrariamente a quanto comunemente si crede, è di gran lunga sufficiente a coprire i consumi della nazione; le centrali sono infatti in grado di fornire una potenza massima di oltre 98 GW (con una potenza media disponibile di 63,5 GW)

Fonti: Terna: Dati statistici sull'energia elettrica in Italia nel 2008 - Comunicato stampa

Ma in base a queste previsioni veramente CI OCCORRE INVESTIRE IN CENTRALI NUCLEARI QUANDO IL PREZZO DI ACQUISTO DI ELETTRICITÀ DA PAESI EUROPEI CHE LA PRODUCONO COL NUCLEARE RISULTA INFERIORE sia oggi che nel futuro a causa della diminuzione della richiesta in Europa per lo spostamento delle produzioni nei paesi emergenti?

Mah! A voi la parola.

Aggiornamento:

@TUTTI. Ho volutamente evitato di parlare delle ricadute su ambiente e sicurezza. Il punto che volevo mettere in evidenza è: SIAMO SICURI CHE IN UN PAESE CHE STA SMANTELLANDO DEFINITIVAMENTE LA STRUTTURA INDUSTRIALE CONVENGA PUNTARE A PRODUZIONI DI ENERGIA MASSIVE?

Inoltre siamo tanto sicuri che per il futuro occorano ancora quantità di energia per lo sviluppo di forze produttive pari a quelli degli anni '60?

Inine come ottenere l'indipendenza energetica puntando sulle fonti tradizionali se l'Italia non ha Uranio, Carbone, Petrolio, fonti che si trovano tutte in Paesi insicuri politicamente?

Io non ho certezze, se non quella che ogni uso di energia da fonti non rinnovabili comporta un suo degradamento a livello di inutilizzo (II e III principio della Termodinamica).

17 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Costruire centrali nucleari nel nostro paese non conviene in ogni caso, nemmeno se il tasso di sviluppo e quindi la richiesta energetica fosse il triplo di quello prevedibile. E questo per diversi motivi che sono stati ripetuti infinite volte:

    1- i costi esorbitanti: di investimento tecnologico sugli impianti, di esercizio in condizioni di sicurezza adeguata (sia come safety che come security) e di dismissione in condizioni sicure degli impianti che hanno in ogni caso un tempo di obsolescenza non superiore ai 10 anni.

    2- L' esaurimento entro la metà del secolo del combustibile radioattivo

    3- Il MAI risolto problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, che va a incidere enormemente sul debito lasciato alle generazioni future come millenaria gestione del rischio.

    4- La contaminazione radioattiva comunque registrabile ai limiti dei valori di soglia nelle zone circostanti gli insediamenti per tempi prolungati e i cui effetti di rischio sono quanto meno dubbi.

    5- Le condizioni del nostro territorio e soprattutto la grande cialtroneria nazionale e locale con cui si sono sempre gestite le problematiche produttive nel loro impatto ambientale. Questa incapacità trova riscontro nell' attuale gestione (non gestione) degli impianti a suo tempo dismessi.

    6- La logica opposizione delle popolazioni locali e degli interessi dei gruppi di potere locali (per cui gli stessi che votano sì al nucleare poi si oppongono a che le centrali vengano realizzate nei loro bacini elettorali) con conseguenti ulteriori ritardi nella costruzione degli impianti e ulteriore aumento dei costi.

    In conclusione, il problema energetico va risolto non mettendosi su una strada di retroguardia che altri paesi che l' hanno percorsa prima di noi stanno ora abbandonando, ma riducendo gli sprechi energetici e sviluppando al più presto l' applicazione su scala estesa dell' energia da fonti rinnovabili in modo quanto più possibile delocalizzato sul territorio.

    Un ritorno al nucleare qui, nel nostro paese, avrebbe come unico effetto al di là degli slogan pubblicitari propugnati da chi nella stessa pubblicità al nucleare trova il suo interesse, quello di far aumentare la ricchezza dei gruppi di potere industriali e politici esistenti, rendendo ancora più evidente lo stato di vassallaggio medioevale da cui questo paese è condizionato. Una centrale nucleare sia pure di ultima generazione in un paese gestito secondo criteri medioevali e tribali non credo possa tranquillizzare nessuno al di là delle pur valide considerazioni economiche.

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  • 1 decennio fa

    Mi sono letto il rapporto che hai linkato, ma non ho ben capito come fai ad affermare che "le centrali sono infatti in grado di fornire una potenza massima di oltre 98 GW"... se questa è una tua considerazione personale devi dirlo, sennò devi inserire la fonte anche di questo.

    Oltre questo c'è da dire che lo stesso rapporto cita: "si stima un fabbisogno in potenza di planning necessario a livello nazionale di circa 89 GW al 2019", quindi quasi al limite della presunta portata delle centrali elettriche.

    Vorrei porre poi l'attenzione che Terna non produce energia ma è l'ente che gestice la rete elettrica, quindi essa fa una pianificazione in termini di tenuta della rete e non di produzione in quanto tale.

    Nel rapporto inoltre non si parla di "incidenza ambientale" delle centrali e nè di costi di produzione dell'energia... che penso siano le cose fondamentali.

    Consideriamo il fatto che stanno entrando in produzione sempre più auto elettriche, che necessitano di essere caricate con energia elettrica (quindi aumento di produzione), ma che con il sistema attuale ci sarebbe un abbattimento di gas inquinanti solo del 50% per autoveicolo poichè le centrali funzionano ancora con combustibile naturale (petrolio, carbone, ecc).

    Considera anche che l'aumento della domanda sarà anche nei paesi dell'Unione che, per soddisfare le esigenze interne al limite, aumenteranno il costo dell'energia da esportazione... quindi maggior costo elettrico nazionale pro-capite.

    Ora, il problema non è se costruire centrali nucleari o puntare alle fonti rinnovabili... il problema è solo che dobbiamo cambiare e svilupparci sennò ci ritroveremo con una scure sulla testa che bloccherà il paese; se il cittadino medio può accettare di rimanere al buio per risparmiare, le industrie non possono sicuramente spegnere gli impianti, non lo possono fare gli uffici e nemmeno tutti i sistemi strategici che sono basati sull'energia elettrica (praticamente tutto).

    Questa è la mia considerazione.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io penso solo una cosa : Noi siamo l' ultimo paese UE come produzione di energia pulita, tutti gli stati si stanno dando da fare per aumentare tale produzione , chiedo agli amici di andare a vedere cosa sta facendo la Germania la quale pensa che entro i prossimi 5 anni inizierà a vendere energia che a lei costerà zero ( costi di semplice manutenzione impianti, fotovoltaici, eolici, e ora sfruttano anche le maree.) ma l' Italia il nostro governo pensa al nucleare quando gli altri pensano a ben altro.

    E poi se è vero che siamo il paese del sole in confronto alla Germania dovremmo produrre il doppio ,invece non arriviamo neppure a un ventesimo.

    Ciao

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    a dir la verità non conviene ne costruire centrali nucleari(per i motivi da te elencati)ne comprare energia da altri paesi(l'indipendenza energetica è importante per il progresso del paese).

    rimane una terza via che è quella di riuscire a produrre abbastanza energia per soddisfare il fabbisogno del paese da fonti pulite e rinnovabili.

    abbiamo sole,vento e mare in abbondanza per farlo,servono solo investimenti nella ricerca e seri progetti da realizzare in tempi brevi.

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  • Gasp
    Lv 5
    1 decennio fa

    mi chiedo che senso ha acquistare tecnologie obsolete per costruire centrali o investire in energie esauribili come l' uranio?

    ma si sa io sono ignorante al punto che non riesco a capire nemmeno l'utilità di costruire un ponte sullo stretto

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    personalmente sono favorevole alla costruzione di centrali nucleari. Certo se ci fosse un'alternativa più pulita sarebbe il massimo. Comunque credo che si debba trovare una soluzione al problema energia elettrica. Ricordate quando TUTTA L'ITALIA rimase al buio per quasi due giorni perchè si erano rotte due linee elettriche che ci fornivano corrente dall'estero? Non vorrei si ripetesse, quindi sono d'accordo nelle nuove centrali

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ma Jimmy mi stupisco di te! è chiaro che occorre!

    (A CONFINDUSTRIA) è per il bene del nostro paese...

    Fonte/i: Vedere chi ci guadagna con le centrali nucleari e scoprire che sono sempre gli stessi... VERGOGNA D'ITALIA costoro...
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  • 1 decennio fa

    La questione dell energia nucleare è quantomai demagogica, almeno per l Italia di oggi, per diversi motivi: primo, il pareggio tra costi ed energia che sarà venduta (che tra l altro quella sfruttata è il 5% di quella totale) e i tempi con i quali sarebbero costruite (tra una balla e l altra si avrà questo pareggio fra minimo 30/35 anni - circa 9 anni solo per costruire la centrale stessa), secondo, a costruire le centrali saranno sopratutto grandi imprese e noi sappiamo, invece, che per far ripartire l economia bisogna coinvolgere le imprese medio/piccole (si potrebbe citare anche l infiltrazione mafiosa, ma per una volta faccio l errore di "dimeticarmela"...) che appunto verrebbero coinvolte con le energie tipo il fotovoltaico, ecc..., come ultima cosa, ma non meno importante, i costi, ma si sa, ormai stiamo uscendo dalla crsisi e abbiamo tutti il sorriso stampato in faccia...

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  • romano
    Lv 4
    1 decennio fa

    E puntare sull'energia rinnovabile ?

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    il problema deve essere affrontato nella sua ampienzza e non solo in un mero calcolo da commercialista.

    1. interessi di sicurezza nazionale. come pretendi una indipendenza nazionale a livello di politica interna ed estera se dipendi da nazioni straniere, che in caso di conflitti d'interessi possono chiudere il rubinetto energetico oppure ricattare l'Italia? quindi vuoi una indipendenza energetica o no? questo non e' un problema da poco se vedi la politica di altre potenze mondiali come USA, UK, francia, germania ecc..

    2. effetto serra e ambiente. oggi giorno pensare que il fabbisogno di energia possa essere colmato solo da l'energia rinnovabile e' naif. il restante del fabbisogno energetico, non coperto dal rinnovabile, (come per es. di notte dove il sole non c'e' e le batterie di accumulo di energia on sono sufficienti per coprire il bisogno energetico) deve essere coperto dal non rinnovabile. due opzioni: energie dal combustibile fossile o nucleare. il combustibile fossile, oggigiorno e' cosiderato piu' pericoloso per l'ambiete per le alte emissioni di co2 nell'atmosfera che causa un forte acceleramento dell'effetto serra.

    3. economico. basare il fabbisogno enegetico in chiave "conservativo" limita l'eventuale crescita economica e la spinta su nuove direzione tecnologicamente avanzate.

    4. centrali nucleari di nuova generazione. diversi centri di ricerca tra cui quello di rubbia, stanno mettendo a punto o serimentando nuovi composti virtualmente infiniti presenti su terra. tra vent'anni, quando queste centrali saranno operative al max, non si usera' piu' uranio.

    il problema e' piu' complesso con diversi punti di visti, limitare il discorso ad calcoli di budget con stime di crescita economica e' intellettualmente sbagliato

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  • 1 decennio fa

    L' Italia è un paese ricco di sole e di vento e vanno bene le centrali eoliche e fotovoltaiche di facile installazione. Il nucleare oltre ad essere pericoloso è anche molto costoso. Se poi con la scusa del nucleare si vuole costruire la bomba atomica per difenderci è un altro discorso. L' Iran vuole il nucleare per distruggere Israele.

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