Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 1 decennio fa

La strana sfortuna di Di Pietro: incontra sempre gente nei guai ?

[domanda già segnala riproposta all'infinito ]

di Paolo Bracalini

Il tycoon milanese finito in galera dopo aver finanziato il suo partito è solo l’ultima delle frequentazioni spericolate dell’ex pm. Da Contrada a Mautone

Roma - A questo punto i casi sono due: o è lui che porta iella a chi lo incrocia, o è lui che è iellato nelle frequentazioni. Tutte le volte gli capita la stessa cosa. Incontra qualcuno, lo prende con sé, magari ci va a cena e lo fotografano, e poi quello che fa? Finisce indagato, magari arrestato. E così se si applica il metodo dipietresco del «non poteva non sapere», finisce che l’ex inquisitore diventa vittima del suo stesso argomento, costretto a svicolare dalle domande che da ex pm rivolgerebbe implacabilmente a sé medesimo.

L’incidente capita spesso, anche se a volte è pure capitato che fosse lui stesso a indagare sugli ex amici, molti di quelli di Mani pulite per esempio, da Gorrini a Rea a D’Adamo a Pillitteri, compagni di serate dell’ex pm Di Pietro, poi tutti indagati dall’ex pm. Qualcuno potrebbe addirittura sostenere che in quei casi la frequentazione sia stata un pretesto per ottenere informazioni poi utili all’accusa. Capitò anche, a Di Pietro, di difendere un vecchio amico d’infanzia, Pasqualino Cianci, e di passare subito dopo tra gli accusatori dell’amico (guadagnandosi per questo una sospensione dall’Ordine degli avvocati). Ma la iella c’è, non può che esserci se ti invitano ad una cena con un parterre non solo di incensurati, ma di colonnelli e generali dei carabinieri, e che tra questi ci sia un vicequestore che, guarda la iella, solo nove giorni dopo viene arrestato con un’accusa devastante: aver favorito le stragi di mafia. Dategli un ferro di cavallo o un corno anti-malocchio, perché quella volta con Bruno Contrada c’era anche il carabiniere zelante che ha fotografato tutto, così che - se sei veramente sfortunato - può anche capitarti che qualcuno le tiri fuori, quelle foto, magari dopo 17 anni.

Lasciate perdere che Contrada fosse già sospeso dal Sisde, prima di quella cena, e che difficilmente ad un tavolo di alti ufficiali e agenti segreti quella notizia sarebbe sfuggita, qui il punto riguarda la malasorte. La sua, o quella di chi lo incontra. Perché non è successo solo una volta, ma diverse altre. Aveva un braccio destro che si chiamava Mauro Mautone, al ministero delle Infrastrutture, uno che aveva la pazienza di andare sempre appresso a lui (lo disse lui stesso davanti al popolo di Montenero di Bisaccia), ma che ad un certo punto, per la famosa iella, finisce nei guai. Era anche amico del figlio di Tonino (forse la iella si eredita?), quando Mautone faceva il provveditore alle Opere pubbliche del Molise e della Campania, e riceveva spesso telefonate da Di Pietro jr che segnalava e raccomandava. In base alla legge di Tonino-Murphy, avendo avuto rapporti con Di Pietro, gli succede qualcosa.

Il primo a saperlo, non si sa come - del resto siamo nel campo dell’occultismo - è lo stesso Di Pietro, ma poi la notizia diventa ufficiale: Mautone viene indagato dalla procura di Napoli, che ipotizza un «sistema di potere» con possibili «infiltrazioni della criminalità organizzata nei rilevanti e onerosi lavori pubblici». Di Pietro, anche quella volta, è costretto a spiegare che non sapeva, ma il metodo del «non poteva non sapere» (chi fosse Mautone, da lui trasferito nel proprio ministero) gli si ritorce contro, e ne nasce un caso che fa parecchio male all’immagine del partito.

Gli è ri-successo ancora, perché in base alla nota legge, la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo. Nel 2008 una società televisiva, Sei Milano, offre un contributo di 50mila euro all’Idv di Tonino. Un caso curioso, perché dal 2002 Sei Milano non esiste più. Generosità postuma? Semplicemente un’elargizione (perfettamente regolare) del proprietario della tv, Raimondo Lagostena (titolare del gruppo Odeon), evidentemente amico e supporter di Di Pietro, che infatti scelse le reti Odeon per pubblicizzare il partito. E che succede anche stavolta? Il solito: Lagostena è stato accusato di presunte false fatturazioni e fondi neri sulla cessione di spazi tv, ed adesso si trova in carcere. La sfortuna ha colpito ancora, senza che Tonino c’entrasse qualcosa. La iella lo perseguita, facendogli conoscere persone che di lì a poco vengono inquisite o peggio. Dev’essersene accorto anche lui, perché è corso ai ripari e ha cambiato metodo. Ora gli inquisiti (vedi De Luca in Campania) li sceglie in anticipo lui.

Voi che ne pensate di questo ,sembrano coincidenze o sono fatti gravi che inclinano la figura del cavaliere senza macchia , il quale cerca di moralizzare mentre sarebbe bene moralizzarlo a quanto si legge non ha buone frequentazioni ???

6 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il marciume italiano si è aggregato a sinistra come si aggregrerebbe l'immondizia alla sommità di un ponte durante un'alluvione.

    Con Di Pietro ed i suoi seguaci l'Italia ha toccato il fondo,quando lo sento parlare e poi rinnegarsi con i suoi stessi metodi giustizialisti tipo ex Unine Sovietica mi fa vergognare di essere suo concittadino.

    Ciancimino,Travaglio,Santoro e Di Pietro fanno parte di un unico progetto: eliminare la democrazia dalle leggi Italiane.

  • 1 decennio fa

    Penso che sia un truffatore ignorante, ingorante ma furbo, sicuramente molto più di chi lo vota.

  • 1 decennio fa

    De Magistris si sta grattando, a pelle!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    dai oggi cambia,parlaci di questo

    Ciancimino, accuse a Forza Italia

    "Frutto della trattativa con la mafia"

    di SALVO PALAZZOLO

    Massimo Ciancimino

    PALERMO - Massimo Ciancimino torna a deporre al processo che vede imputato l'ex generale del Ros ed ex capo dei servizi segreti Mario Mori e parla della "terza fase" della trattativa che sarebbe stata intavolata fra Cosa nostra ed esponenti delle istituzioni a partire dal 1992, l'anno delle stragi Falcone e Borsellino. "Nel 1994, l'ingegner Lo Verde, alias Bernardo Provenzano, mi fece avere tramite il suo entourage una lettera destinata a Dell'Utri e Berlusconi - rivela Ciancimino - Io la portai subito a mio padre, che all'epoca era in carcere: lui mi disse che con quella lettera si voleva richiamare Berlusconi e Dell'Utri, perché ritornassero nei ranghi. Mio padre mi diceva che il partito di Forza Italia era nato grazie alla trattativa e che Berlusconi era il frutto di tutti questi accordi".

    C'è quella lettera al centro della deposizione di Massimo Ciancimino. "Ne è rimasta solo una parte - dice il testimone rispondendo alle domande del pubblico ministero Antonio Ingroia - eppure, fino a pochi giorni prima della perquisizione fatta dai carabinieri nel 2005 a casa mia, nell'ambito di un'altra indagine, il documento era intero. Ne sono sicuro. Non so cosa sia successo dopo".

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  • 1 decennio fa

    Stivi, non puoi sempre citare robe del Giornale, poi scritti da questi giornalisti prezzolati, cerca cose migliori, oggi per esempio c'era un bell'articolo su Repubblica che dava contro Aptero, pensavo lo postassi perchè era uno dei tuoi. Guarda che Bracalini non lo sopportano nemmeno dentro il Giornale.

    Avevo dimenticato, te lo dico perchè se no non ti risponde più nessuno e io invece vorrei che tu avessi molto successo, sai che da buon Gramsciano, a me piace sapere come la pensa il mio avversario e tu per me sei il mio preferito. :) Lo dico però seriamente, trovo in te il vero pidiellino classico, se poi mi confermi che guardi pure il gf e amici, ti sposo pure, platonicamente sia chiaro, sono etero convinto, tranquillo

  • B.FAIR
    Lv 4
    1 decennio fa

    Effetto Ciancimino ??

    Permaloso.

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