Dragon ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiutoooooooo!!!! mi serve il pensiero di Leopardi attraverso i grandi idilli?

mi serve il pensiero di leopardi atrraverso lo studio dei grandi idilli....x favore qualcuno mi aiuti

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    'ultima stagione leopardiana, che si colloca dopo il 30 e dopo l'allontanamento definitivo da Recanati, segna una svolta di grande rilievo rispetto alla poesia precedente. Presupposto fìlosofìco della scrittura poetica di Leopardi resta sempre quel pessimismo assoluto, su basi materialistiche, a cui il poeta era approdato tra il '24 e il '25. Ma, dopo il distacco rassegnato e ironico della fase delle Operette, dopo il ripiegamento sull'io ed il ricupero dell'età giovanile proprio della fase dei grandi idilli Leopardi ristabilisce un contatto diretto con gli uomini, le idee, i problemi del suo tempo. Non solo, ma appare più orgoglioso di sé, della propria grandezza spirituale, più pronto e combattivo nel diffondere le sue idee, nel contrapporle polemicamente alle tendenze dominanti dell'epoca. L'apertura si verifica anche sul piano umano, interpersonale. Nasce a Firenze la fraterna amicizia con Antonio Panieri, e si colloca negli anni fiorentini la prima vera esperienza amorosa di Leopardi: non più un amore adolescenziale, tutto risolto nel chiuso dell'immaginazione, ma un'autentica passione, vissuta con intenso fervore per una dama fiorentina, Fanny Targioni Tozzetti. La delusione cocente subita in tale rapporto segna per Leopardi la fine dell'inganno estremo, che aveva creduto eterno: l'amore. Dalla passione e dalla delusione nasce il cosiddetto "ciclo di Aspasia", dal nome greco con cui, in una di queste liriche, il poeta designa la donna amata (Aspasia era la cortigiana amata da Pericle nel V secolo a. C.). Ma, soprattutto, si instaura in questo periodo un rapporto intenso con le correnti ideologiche del tempo. La critica leopardiana si indirizza contro tutte le ideologie ottimistiche che esaltano il progresso e profetizzano un miglioramento indefinito della vita degli uomini, grazie alle nuove scienze sociali ed economiche e alle scoperte della tecnologia moderna;

    bersaglio polemico sono inoltre le tendenze di tipo spiritualistico e neocattolico che, tramontato l'Illuminismo, si vanno sempre più affermando nel periodo della Restaurazione combinandosi talora con l'ottimismo delle correnti liberali moderate, e che inneggiano al posto privilegiato destinato da Dio all'uomo nel cosmo. A queste ideologie Leopardi contrappone, con una durezza che tocca spesso lo scherno, le proprie concezioni pessimistiche che escludono ogni miglioramento della condizione, umana, affermando che l'infelicità e la sofferenza sono dati di natura, eterni e immodificabili. Allo spiritualismo di tipo religioso, che cerca consolazione nell'aldilà. Leopardi contrappone invece il suo duro materialismo che esclude ogni speranza in un'altra vita, bollando quelle credenze come favole infantili e sciocche, al tempo stesso vili e superbe.

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