Lino ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Storia diritto costituzionale italiano................?

Mi Spiegate brevemente i passaggi più importanti della storia del diritto costituzionale italiano????

In cambio al più bravo darò ovviamente punti.

Grazie

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il diritto costituzionale è l'insieme delle norme che garantiscono le libertà e i diritti fondamentali dei cittadini, stabilendo i principi ai quali deve ispirarsi l'intero ordinamento giuridico (ossia, la cosiddetta forma di stato), regolano il funzionamento degli organi dello Stato, le loro competenze e i loro rapporti (ossia, la cosiddetta forma di governo).

    Di norma la principale fonte del diritto costituzionale è la costituzione o legge fondamentale, cui si affiancano le leggi costituzionali, alcune leggi ordinarie di attuazione o specificazione del dettato costituzionale, le sentenze della Corte costituzionale e consuetudini costituzionali.

    AMBITI TEMATICI DEL DIRITTO COSTITUZIONALE ITALIANO

    1. Concetti fondamentali

    1. Ordinamento giuridico

    2. Forme di stato e forme di governo

    2. La formazione dell'ordinamento italiano

    1. Statuto albertino

    2. Regime fascista

    3. Periodo costituzionale transitorio e Assemblea costituente

    4. Costituzione della Repubblica

    3. Rappresentanza politica

    1.Popolo e corpo elettorale

    2. Sistemi elettorali

    3. Status di parlamentare

    4. Parlamento

    4.Attività parlamentari

    1. Funzione legislativa

    2. Funzione di revisione costituzionale

    3. Funzione di controllo e di indirizzo

    4. Funzione di inchiesta

    5. Sistema delle fonti del diritto

    6. Presidente della Repubblica

    7. Governo e pubbliche amministrazioni

    8. Autonomie locali

    9. Libertà e diritti fondamentali

    10. Garanzie giurisdizionali

    11. Giustizia costituzionale

    L'Associazione Italiana dei Costituzionalisti(A.I.C.) è un'importante associazione di professori di diritto costituzionale.

    Ciao e spero di esserti stato utile !

  • 1 decennio fa

    La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.Lo Stato italiano nasce da un punto di vista istituzionale, con la legge del 17 marzo 1861 che attribuisce a Vittorio Emanuele II, «re di Sardegna», e ai suoi successori, il titolo di «re d'Italia». È la nascita giuridica di uno Stato italiano (anche se altri stati avevano già portato tale nome nel passato, dal regno longobardo per finire al regno napoleonico). La continuità tra il Regno di Sardegna e quello d'Italia è normalmente sostenuta in base all'estensione dell'applicazione della sua legge fondamentale, lo Statuto albertino concesso da Carlo Alberto di Savoia nel 1848, a tutti i territori del regno d'Italia progressivamente annessi al regno sabaudo nel corso delle guerre d'indipendenza. La conservazione dell'ordinale dinastico da parte di Vittorio Emanuele, e l'estensione dello Statuto albertino ai territori annessi hanno portato gli storici a parlare di "piemontesizzazione" dello stato italiano ad opera dei Savoia.Anche a causa della mancanza di rigidità dello Statuto, col giungere del fascismo lo Stato fu deviato verso un regime autoritario dove le forme di libertà pubblica fin qui garantite vennero stravolte: le opposizioni vennero bloccate o eliminate, la Camera dei Deputati fu abolita e sostituita dalla «Camera dei fasci e delle corporazioni», il diritto di voto fu cancellato; diritti, come quello di riunione e di libertà di stampa, furono piegati in garanzia dello Stato fascista, mentre il partito unico fascista non funzionò come strumento di partecipazione, ma come strumento di intruppamento della società civile e di mobilitazione politica pilotata dall'alto. Tuttavia lo Statuto albertino, nonostante le modifiche, non fu formalmente abolito.apporti con la Chiesa cattolica vennero invece sanati e rinsaldati tramite i Patti Lateranensi del 1929, che ristabilirono ampie relazioni politico-diplomatiche tra la Santa Sede e lo Stato italiano.Il 25 luglio 1943, verso la fine della seconda guerra mondiale, Benito Mussolini perse il potere, il re Vittorio Emanuele III nominò il maresciallo Pietro Badoglio per presiedere un governo che ripristinò in parte le libertà dello statuto; iniziò così il cosiddetto «regime transitorio», di cinque anni, che terminò con l'entrata in vigore della nuova Costituzione e le successive elezioni politiche dell'aprile 1948, le prime della storia repubblicana. Ricomparvero quindi i partiti antifascisti costretti alla clandestinità, riuniti nel Comitato di liberazione nazionale, decisi a modificare radicalmente le istituzioni per fondare uno Stato democratico.

    Con il progredire e il delinearsi della situazione, con i partiti antifascisti che iniziavano ad entrare nel governo, non fu possibile al re di riproporre uno Statuto albertino eventualmente modificato e la stessa monarchia, giudicata compromessa con il precedente regime, era messa in discussione. La divergenza, in clima ancora bellico, trovò una soluzione temporanea, una «tregua istituzionale», in cui si stabiliva: la necessità di trasferire i poteri del re al figlio (ci fu un proclama del re il 12 aprile 1944), il quale doveva assumere la carica provvisoria di luogotenente del regno, mettendo da parte temporaneamente la questione istituzionale; quindi la convocazione di un'Assemblea Costituente incaricata di scrivere una nuova carta costituzionale, eletta a suffragio universale (giugno 1944)[2]. Fu poi esteso il diritto di voto alle donne (febbraio 1945)[3] e, ormai raggiunto il silenzio delle armi, fu indetto il referendum per la scelta fra repubblica e monarchia (marzo 1946).Dopo i sei anni della seconda guerra mondiale e i venti anni della dittatura, il 2 giugno 1946 si svolsero contemporaneamente il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente, con la partecipazione dell'89% degli aventi diritto[5]. Il 54% dei voti (più di 12 milioni) fu per lo stato repubblicano, superando di 2 milioni i voti a favore dei monarchici (che contestarono l'esito[6]).

    L'Assemblea fu eletta con un sistema proporzionale e furono assegnati 556 seggi, distribuiti in 31 collegi elettorali.

    Ora i partiti del Comitato di liberazione nazionale cessarono di considerarsi uguali, si poté constatare il loro grado d'influenza. Dominarono le elezioni tre grandi formazioni: la Democrazia Cristiana, che ottenne il 35,2% dei voti e 207 seggi; il Partito socialista, 20,7% dei voti e 115 seggi; il Partito comunista, 18,9% e 104 seggi. La tradizione liberale (riunita nella coalizione Unione Democratica Nazionale), protagonista della politica italiana nel periodo precedente la dittatura fascista, ottenne 41 deputati, con quindi il 6

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