Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Quando è stato scritto il Pentateuco? Quanti secoli prima di Cristo?

4 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    ti metto la stella...

    La scrittura dei cinque libretti del Pentateuco avvenne

    * per epoche successive

    * con materiale sovrapposto, aggiunto, mescolato

    * attraverso stili e mentalità diverse

    * ma con una tale continuità culturale.che permise verso la fine del II-I secolo a.C di precisare attraverso la redazione finale il patrimonio della fede ebraica

    La moderna critica biblica ritiene che almeno 4 grandi correnti intellettuali abbiano messo mano alla redazione del Pentateuco. Esse sono definite fonti e vengono richiamate mediante sigle

    * scuola Jawista o J

    * scuola Eloista o E

    * scuola Deuteronomista o D

    * scuola Sacerdotale o P

    otremmo aggiungere la scuola Rabbinica che a partire dall’età ellenistica operò

    * la redazione definitiva dei testi biblici

    * la loro traduzione in greco (detta dei 70)

    * i grandi commenti della Mishnà, della Toseftà, dei due Talmud etc.

    1. La scuola Jawista (J)

    Sorge presumibilmente attorno alla casa regnante di Giuda, con capitale Gerusalemme. Questa scuola opera dal periodo salomonico (secolo X-VII) fino alla vigilia dell’esilio dopo la distruzione del tempio e della monarchia (587 a.C). Le date sono molto approssimative e non abbiamo grandi certezze in proposito.

    Scopo degl’intellettuali J è esaltare la gloria della nazione ebraica e rivendicare il possesso della terra come affidata da Dio a un popolo unico ed eletto.

    Il nome di Dio usato dalla scuola J è appunto Jahwè.

    Il suo eroe è Mosè a cui Jahwè.

    · ha manifestato il suo nome sul monte Sinai

    · ha affidato la legge

    · ha realizzato la promessa della terra.

    Nel raccogliere il materiale, la scuola J rannoda letterariamente le cosmogonie antiche, le epopee di Patriarchi, i miti, le imprese degli eroi, le antiche tradizioni allo scopo di affermare la casata regnante della stirpe di David.

    2. La scuola Elohista (E)

    Prende avvio probabilmente attorno alla casa regnante del nord con capitale Samaria, a seguito della scissione dal regno del sud subito dopo la morte di Salomone (secolo X-VIII).

    Anche da parte di questi circoli intellettuali venne operata una raccolta delle tradizioni di diverse tribu, delle cosmogonie mesopotamiche e delle epopee di antichi eroi.

    Scopo degl’intellettuali J è esaltare il tempo mitico di Israele del deserto, quando esisteva una migliore fedeltà alle cosiddette tradizioni genuine.

    Anche da parte di E ai miti e ai racconti vengono mescolate usanze, leggi, costumi e norme del culto. Sia appartenenti al mondo agricolo che alle città.

    3. La scuola Deuteronomista (D)

    Rappresentò una svolta nella vita culturale e politica d’Israele. Nel VII secolo si avvera un momento storico interessante: mentre la potenza assira appare in declino, il giovane re Giosia attua una grande riforma che appare come una nuova costituzione civile e religiosa. Tutto questo è reso possibile mediante una rilettura moderna delle radici e delle tradizioni ebraiche.

    Scopo dei circoli D è una riscrittura delle storie antiche ma soprattutto l’esposizione del nuovo modo di vivere la fede e interpretare i costumi ebraici.

    Il libro del Deuteronomio (deuteros=secondo nomos=legge) è soltanto la sezione più appariscente della nuova cultura. In realtà tutto il Pentateuco viene ripensato e redatto da capo.

    4. La scuola Sacerdotale (P)

    Il gruppo che prende in mano la guida culturale d’Israele dopo l’invasione dei neobabilonesi del 587 e in seguito alla distruzione del tempio, alla soppressione della monarchia e dei gruppi politici ad essa legati, è rappresentato dalla vecchia casta sacerdotale (di cui Ezechiele ed Esdra sono soltanto i nomi più noti). La guida della classe sacerdotale si rivolge

    * sia a coloro che si sono stabiliti nella diaspora dopo la deportazione

    * sia per quanti sono rimasti in patria

    Unico riferimento culturale e religioso sono i custodi del culto, anche se ormai privi del tempio. Essi daranno un’impronta decisiva alla tradizione israelitica.

    La classe sacerdotale dà vita a un nuovo grande movimento intellettuale chiamato scuola P.

    Scopo della scuola P , approfittando dell’apparente catastrofe morale, è dotare Israele di una nuova coscienza.

    Scomparso il regno di David, privato del tempio e finanche della sovranità nella terra promessa Israele diventa un popolo sacerdotale che:

    * sotto qualsiasi cielo

    * da qualunque angolo della terra

    * eleverà lode a Jahwè

    * resterà fedele alla tradizione di Mosè.

    Da parte della scuola P la storia del popolo viene ancora una volta integralmente riscritta e rivissuta sotto il profilo del culto.

    Finanche le antiche cosmogonie e i miti delle origini (presi in prestito dagli ambienti siriaco-mesopotamici) vengono interpretati allo scopo di esaltare il sabato, la circoncisione, le leggi della purità rituale etc.

    Vengono scritti ex novo nuovi testi che attualmente troviamo all’interno del libro dell’Esodo, del libro dei Numeri e soprattutto del libro del Levitico

    Il Libro della Genesi (ebraico בראשית bereshìt, "in principio", dall'incipit; greco Γένεσις ghènesis, "nascita", "creazione", "origine"; latino Genesis; arabo ﺟﺍﻧﺰﻱ gānazī), comunemente citato come Genesi (femminile), è il primo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana.

    È scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte (vedi Ipotesi documentale).

    Nei primi 11 dei suoi 50 capitoli descrive la cosiddetta "preistoria biblica" (creazione, peccato originale, diluvio), e nei rimanenti la storia dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele e di Giuseppe, le cui vite si collocano nel vicino oriente (soprattutto Palestina) del II millennio a.C. (la datazione dei patriarchi, tradizionale ma ipotetica, è attorno al 1800-1700 a.C., vedi Storia degli Ebrei).

    Secondo la tradizione ebraica e cristiana, prima della diffusione del metodo critico applicato alla Bibbia, il libro della Genesi sarebbe stato scritto da Mosè in persona nel deserto e fu completato nel 1513 a.C. Questa opinione è mantenuta tuttora da alcune confessioni religiose cristiane più legate all'interpretazione letterale del testo biblico.

    La maggioranza degli esegeti moderni ritiene che la Genesi sia in realtà una raccolta, formatasi in epoca post-esilica, di vari scritti di epoche diverse. Secondo questa teoria, nota come ipotesi documentale, la composizione letteraria del libro sarebbe avvenuta nel corso dei secoli fino alla redazione del documento sacerdotale, che avrebbe inglobato versioni precedenti elaborate dalla tradizione Jahwista ed Elohista.

    Alcuni degli indizi che hanno fatto supporre un continuo rimaneggiamento del testo biblico sono per esempio i diversi utilizzi del nome di Dio, Jhwh ed Elohim, le molte diversità stilistiche testuali e la presenza di duplicazioni, come i due racconti della creazione. Intervallati a questi racconti vi sono quattro liste genealogiche.

    Racconto sacerdotale [modifica]

    Il racconto della prima creazione usa lo schema letterario dei sette giorni. Il racconto suppone uno stato iniziale informe, in cui predominavano le tenebre e l'acqua (1,1-2). La creazione avviene per separazioni successive: nel primo giorno viene separata la luce dalle tenebre (1,3-5); nel secondo giorno vengono separate le acque superiori (che si pensava stessero sopra la volta stellare) dalle acque inferiori (1,6-8); nel terzo giorno nelle acque inferiori viene separata la terra e viene generato il regno vegetale (1,9-13); il quarto giorno vengono poste nel firmamento le due luci maggiori, il sole e la luna (1,14-19: separazione del giorno dalla notte); il quinto giorno vengono creati gli esseri marini e gli uccelli, e vengono benedetti perché possano moltiplicarsi (1,20-23); nel sesto giorno vengono creati gli animali (1,24-25); viene poi creato l'uomo (1,26-31), destinato a dominare su tutto il resto della creazione, creato uomo e donna ad immagine e somiglianza di Dio, benedetto perché sia fecondo.

    Il settimo giorno Dio porta a compimento il lavoro che aveva fatto e cessa da ogni suo lavoro. Dio benedice e consacra il settimo giorno (2,1-3a). Ciò diventerà, nell'ebraismo, il precetto del riposo del sabato.

    Racconto Jahvista [modifica]

    « il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. »

    (Genesi 2,7)

    Il secondo racconto della creazione è di tipo Jahvista ed ha le seguenti caratteristiche:

    * Dio è descritto in modo popolare, immediato, antropomorfico. Dio infatti plasma l’uomo con la polvere della terra e soffia nelle sue narici, pianta un giardino, fa germogliare dal suolo le piante, plasma gli animali, toglie una costola dal fianco dell’uomo per plasmare la donna e richiude la carne al suo posto.

    * già il racconto sacerdotale poneva l’uomo al centro del creato. In questo racconto la sottolineatura è più marcata perché l’uomo è creato per primo e tutto il resto viene creato in sua funzione: per il suo nutrimento, le piante e per la sua compagnia, gli animali. Dando il nome agli animali l’uomo viene proclamato signore di tutto il creato.

    * nel racconto è presupposto un substrato mesopotamico: i canali, i fiumi ed una civiltà già agricola, dove si coltiva la terra.

    * il giardino dell'Eden o paradiso terrestre indica un luogo fantastico dove è iniziata la vita umana. Qui tutto viene dato da Dio senza fatica, altrove occorre sudare per ricavare i frutti della terra. La ricchezza di acqua è un grande segno della benedizione di Dio.

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  • 1 decennio fa

    Intorno al IV sec ac.

    I giudei samaritani dispongono di una propria versione della Torah più Giosuè che si è fissata a partire dal IV secolo a.C. Ritengono questi sei libri gli unici ispirati, rigettando Profeti e Scritti. Non si tratta di una traduzione essendo il testo in ebraico, seppure scritto in alfabeto samaritano, simile all'alfabeto fenicio e diverso dalla normale scrittura quadrata ebraica.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Pentateuco_samaritano

    Nonostante gli studi abbiano da tempo dimostrato che, ad esempio, il Pentateuco, i cosiddetti Cinque Libri di Mosè, non possono essere di Mosè [10] (come riconosceva già Spinoza), la Chiesa cattolica insiste sulla sua paternità. Ma le parti più antiche di questi libri, talune sezioni dell'Esodo, giungono fino al IX secolo, mentre Mosè visse nel XIII o XIV secolo - anche ammesso che la sua figura sia storicamente attendibile, il che viene negato da non pochi studiosi moderni [11]. A ogni modo, di lui non sono state tramandate testimonianze autentiche.

    Contro la composizione del Pentateuco ad opera di Mosè depongono, per altro, alcuni toponimi nati certamente in epoca postmosaica (Bertholet, 322). La compilazione da parte di un solo autore è contraddetta, inoltre, da varie incongruenze, quali la definizione della durata del diluvio, che passa da 40 a 150 giorni, nonché da molti doppioni, come le due narrazioni della creazione, la duplice proibizione alimentare, il doppio Decalogo e altri passi. L'origine del Decalogo, i Dieci Comandamenti, che Dio avrebbe fatto avere a Mosè, viene posta dalla letteratura specialistica almeno mezzo millennio dopo la sua vita presunta, se non ancora più tardi [12]. Parti consistenti del Pentateuco, non meno di circa 60 capp. del Secondo, Terzo, Quarto Libro, attribuiti a Mosè, vissuto presumibilmente nel XIII o XIV secolo a.C., furono prodotti o collazionati da sacerdoti ebrei addirittura dopo il sec. V [13]. Allo stesso modo, scritti risalenti al II e al I secolo a. C. furono attribuiti a Davide o a suo figlio Salomone, benché costoro siano vissuti quasi un millennio prima, precisamente nel sec. X.

    10 Cfr. ad esempio C. Kuhl, Die Entstehung des A. Ts., 53 sgg.

    11 Così, ad. es., B.G. Hölscher, 86. Cfr. in proposito soprattutto Asswald, 132 sgg; 479; 482 sgg. Cfr. anche 173 sgg., specialmente 182. L'autrice non dubita della storicítà di Mosè (p. 485). Circa l'epoca dell'origine della Genesi, vedi ad es. Eissfeldt, Die Genesis der Genesis, 26 sgg.

    12 Hölscher, 129. J. Meinhold, Der Dekalog, 15. Menes, 47 sgg.

    13 Delitzsch, Die große Täuschung, 1, 52 sg. Cfr. anche Mensching,

    Leben u. Legende, 24 sg.

    http://anticristiano.altervista.org/popup.php?a=2&...

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  • Lele
    Lv 5
    1 decennio fa

    Torah è una parola ebraica che significa insegnamento o legge. Con questo termine si indicano i primi 5 libri del Tanakh, conosciuti anche col nome greco di Pentateuco ("cinque libri", in greco), forse in riferimento al rotolo di pergamena in cui sono scritti.

    Secondo la tradizione ebraica la Torah sarebbe stata scritta da Mosè in persona. Secondo l'esegesi biblica moderna, invece, dopo studi che sono cominciati nel XVIII secolo, il Pentateuco sarebbe una raccolta, formatasi in epoca post-esilio, di vari scritti di epoche precedenti.

    Una ipotesi riferisce del X/IX secolo a.C.

    Fonte/i: wiki
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Dovrebbe essere stato scritto da Mosè, ma in reltà non è sicuro niente.

    La versione ufficiale dice circa 1'200 a.C. mi sembra.

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