Lillyna ha chiesto in Relazioni e famigliaAmici · 10 anni fa

riassunto il banbino con il pigiama a righe entro 5 min perfavore?

3 risposte

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  • 10 anni fa
    Migliore risposta

    TRAMA

    Bruno è un bambino di otto anni, che nel 1942, durante la seconda guerra mondiale vive una vita agiata e confortevole in una bella casa di Berlino. Suo padre Ralf è un ufficiale nazista autoritario che, dopo una promozione, si trasferisce con la famiglia in campagna per incarichi di lavoro. Bruno non è affatto contento di questo trasferimento: deve lasciare la sua bella casa e i suoi amici. Nella nuova casa non ha nessuno con cui giocare; in più sua mamma gli proibisce di "esplorare" i dintorni, vietandogli anche solo di andare nel giardino sul retro. Dalla finestra della sua camera, però, Bruno vede ogni giorno delle persone all'interno di un recinto, tutte uguali e vestite con un "pigiama a righe". La mamma, a disagio di fronte alle sue domande, gli lascia credere che siano "contadini" al lavoro in una "fattoria". A Bruno però viene espressamente vietato di andare alla fattoria per giocare con i bambini che si trovano lì, perché sono "strani" e "diversi" da lui.

    Intanto a casa di Bruno arriva un nuovo tutore, che educa lui e la sorella maggiore Gretel di 12 anni secondo l'ideologia nazista. Gretel, affascinata anche da un giovane tenente delle SS, Kotler, comincia ad aderire a questa ideologia; Bruno, invece, non riesce a capire perché gli ebrei debbano essere considerati cattivi, anche perché Pavel, un prigioniero ebreo che lavora in casa, è molto gentile con il bambino. Finalmente Bruno scopre il modo per "evadere" da casa e si lancia nell'esplorazione del bosco vicino, fin quando non arriva alla tanto agognata fattoria, in realtà un campo di concentramento, dove conosce Shmuel, un bambino ebreo rinchiuso nel campo che diventa suo amico.

    Un giorno, Bruno scopre di poter passare sotto il filo spinato che lo separa dal campo, e si offre così di aiutare Shmuel a trovare il suo papà, che non vede da tre giorni. Shmuel procura un altro "pigiama" e Bruno, mimetizzato, entra nel lager. Ad un certo punto scoppia un gran trambusto: le guardie armate di bastone spingono gli ebrei e li fanno entrare in un edificio di cemento. Dopo essersi spogliati pensando si dovessero fare una doccia, Bruno e Shmuel, tenendosi per mano, vedono aprire una botola sul tetto dell'edificio da dove esce del gas. Quando il papà di Bruno arriva alla camera a gas c'è solo silenzio: la loro morte è già giunta.

    LIBRO

    IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE: recensione.

    Il bambino col pigiama a righe, è questo il titolo del romanzo scritto da Boyne John, ambientato nel 1940, periodo nazista, ad “auscit”. È questo il nome che dà Bruno, un bambino di appena nove anni, al luogo dove è costretto a trasferirsi con la famiglia a causa del lavoro del padre. Qui Bruno vive delle esperienze e vede delle cose che non capisce, ma che comunque nessun bambino e nessun adulto dovrebbe mai vedere. La casa ad “auscit” è completamente diversa dalla casa in cui Bruno abitava inizialmente, infatti questa era molto più piccola, e dalla sua finestra non vede più strade e bancarelle, ma soltanto una grande rete che contiene delle persone: queste portano tutte lo stesso pigiama a righe e un berretto di tela in testa. Bruno adorava la casa di Berlino, soprattutto perché era grande ed ogni giorno aveva sempre qualcosa di nuovo da esplorare, ma lì ad auscit non c’è nulla da esplorare. Questo spinge il bambino a cercare divertimento al di fuori delle mura domestiche e ad esplorare la grande rete che ogni giorno vede dalla sua finestra. E li oltre la rete trova un nuovo amico : Shmuel. I due bambini, anche se diversi per alcuni versi, sono molto simili. Durante l’anno diventano grandi amici, anche se si limitano a parlare, perché a causa della rete che li divide non possono giocare assieme. Bruno decide di tenere la famiglia all’oscuro della sua nuova amicizia e di far si che sia tutta per se. Ed ogni giorno di quell’ anno esce di nascosto per andare a trovare il suo amico. Dopo un anno trascorso ad “aucsit” la madre decide di riportarlo a Berlino, e così Bruno decide di compire con Shmuel la sua ultima grande esplorazione.

    Il titolo del libro è naturalmente riferito al modo di vestire di Shmuel e di tutte quelle altre persone al di là della rete, che Bruno chiama appunto in pigiama.

    Il protagonista di questo libro è Bruno un bambino di nove anni che è costretto al trasferimento da Berlino ad “auscit” a causa del lavoro del padre. La passione di bruno è esplorare e scoprire cose nuove. Con questo personaggio l’autore ci fa vivere una vicenda, che è stata sicuramente una delle peggiori avvenute nel corso della storia, attraverso gi occhi di un bambino, che sicuramente non capisce la gravità della situazione. Un bambino che subisce forti condizionamenti dai parenti ( in modo particolare dal padre), ma il cui modo di pensare ed agire resta innocente ed ingenuo. Il padre di Bruno lavora nell’esercito, ed’è a causa del suo lavoro che la famiglia è co

    Fonte/i: NN SO VEDI TU QUALE TI SEMBRA Più ADATTO
  • 10 anni fa

    Bruno è un bambino di otto anni che vive a Berlino con il padre Louis (un ufficiale nazista), la madre Elsa e la sorella Gretel. Un giorno il padre, in seguito ad una promozione, viene trasferito vicino al campo di concentramento di Auschwitz per ordine di Hitler, e trasloca con tutta la famiglia.

    Bruno all'inizio non è contento della sistemazione, soprattutto perché non ha nessuno con cui giocare. Pertanto decide di "esplorare" il giardino dietro la casa, fino ad arrivare alla recinzione del campo di sterminio, dove incontra Shmuel, un bambino ebreo della sua stessa età (nato il suo stesso giorno).

    Bruno non sa cosa succede nel campo e quasi ogni pomeriggio lui e Shmuel si siedono uno da una parte e l'altro dall'altra della rete e parlano.

    Un giorno Shmuel dice a Bruno che non trova più suo padre e gli chiede se lo può aiutare a cercarlo. Shmuel procura a Bruno un "pigiama a righe" e Bruno entra nel campo passando sotto la rete per questa "avventura". I due amici finiscono in un gruppo di condannati a morte e vengono mandati nelle camere a gas dove muoiono tenendosi per mano.

    Dovendo ripartire, i parenti del bambino non potendolo trovare più, grazie ad alcuni indizi lasciati involontariamente da Bruno, vengono condotti vicino alla recinzione del campo dove trovano i suoi vestiti a terra e si accorgono, ormai troppo tardi, di quello che è successo al bambino.

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