giulia
Lv 4
giulia ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiuto storia dell'arte ? 10 punti asssicurati?

mi dovete trovare qualche informazione su caravaggio e sulla sua opera cena in emmaus prendete anche da wikipedia ma è poco

2 risposte

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  • xyz
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Cena in Emmaus è un dipinto ad olio su tela (139 × 195 cm) realizzato nel 1596-1598 dal pittore italiano Caravaggio.

    La cena in Emmaus di Londra è contemporanea al San Giovanni Battista, ed è stata riconosciuta come quella commissionata a pagata da 150 scudi il 7 gennaio 1602. Rappresenta il culmine dell'azione dell'episodio descritto nel Vangelo, Luca (24:13-32), due discepoli di Cristo, Cleofa a sinistra e l'altro a destra, riconoscono Cristo risorto, che si era presentato loro come un viandante e che avevano invitato a cena, nel momento in cui compie il gesto della benedizione del pane, fondando così il sacramento dell'Eucarestia. Cristo è rappresentato con le fattezze del Buon Pastore, immagine frequente nell'Arte paleocristiana, un giovane imberbe dall'aspetto androgino, che simboleggia la promessa di vita eterna, la rinascita, e l'armonia, intesa come unione di contrari.

    I due discepoli mostrano stupore, Cleofa si alza dalla sedia e mostra in primo piano il gomito piegato; l'altro vestito da pellegrino con la conchiglia sul petto, allarga le braccia con un gesto che mima simbolicamente la croce, e unisce la zona in ombra con quella dove cade la luce; anche il braccio di Cristo, proteso in avanti, dipinto di scorcio, dà l'impressione di profondità spaziale; il quarto personaggio, l'oste, mostra uno stupore senza consapevolezza, non coglie il significato dell'episodio cui sta assistendo; il discepolo posto di spalle, infine, funge da espediente per coinvolgere più direttamente lo spettatore nella scena.

    Come nella tradizione della pittura veneta e lombarda, Caravaggio dà risalto al brano di natura morta sul tavolo, con i vari oggetti descritti con grande virtuosismo, unendo ancora una volta realismo e simbolismo in un linguaggio unico.

    La brocca di vetro e il bicchiere riflettono la luce, il pollo con le gambe stecchite è stato interpretato come simbolo della morte, anche se non tutti gli esperti di iconografia concordano, la canestra di frutta, soggetto analogo ad un altro celebre dipinto del Merisi, che pende pericolosamente sul bordo del tavolo, contiene diversi frutti, dipinti magistralmente con le loro imperfezioni. Anche nella frutta si possono trovare significati teologici: l'uva nera indica la morte, l'uva bianca la resurrezione, le melagrane sono simboli di Cristo, i pomi possono essere intesi come frutti di Grazia o riportare al significato del peccato, infine l'ombra della canestra crea sul tavolo l'immagine del pesce, altro segno cristologico. Anche in quest'opera la luce divina, che illumina uno spazio in penombra è determinante per gli effetti pittorici e cromatici.

    TI HO PRESO ANCHE QUESTA SI QLELLA PENSI SIA CORTA

    GIALLO D'ESTATE “CENA IN EMMAUS” di CARAVAGGIO Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, dal nome del suo paese di origine, in provincia di Bergamo, nacque il 28 settembre 1573. Venne istruito nell'arte della pittura dal maestro Simone Peterzano intorno al 1584 . Caravaggio dipinse per qualche anno in Lombardia, intorno al 1590, ma il suo genio non esplose fino al suo arrivo a Roma. Dal 1606 al 1610, anno in cui morì a Porto Ercole, nei pressi di Agrigento, la vita di Caravaggio si snodò in un susseguirsi di fughe ossessive, in seguito alle risse sanguinose e perfino a qualche delitto in cui lo coinvolse il suo carattere emotivo ed irascibile. I suoi spostamenti toccarono il Lazio, Napoli, Malta, isola in cui egli entrò dapprima nell'ordine dei Cavalieri ed in cui fu poi imprigionato, Siracusa, Messina e Palermo, in Sicilia . In molti di questi luoghi nacquero i suoi numerosi capolavori. Tra i suoi dipinti più famosi vi sono : la Madonna del Rosario, Le Sette Opere di Misericordia, La Decapitazione del Battista, La Resurrezione di Lazzaro, La natività, La Vergine col Bambino, due Flagellazioni, Salomè e due versioni della Cena in Emmaus. Il capolavoro intitolato “Cena in Emmaus”, già nella Collezione dei Marchesi Patrizi di Roma, fu donato alla Pinacoteca nel 1939 dagli “Amici di Brera”. E' un'opera della maturità di Caravaggio, eseguita a Roma o a Zagarolo tra il 1605 e il 1606, dopo la fuga da Roma verso Napoli. Il soggetto si rifà ad una racconto evangelico: Gesù, dopo la sua morte e resurrezione, appare a due discepoli in cammino verso Emmaus sotto le spoglie di un viandante. Resta con loro a cena e qui si rivela attraverso il gesto dello spezzare del pane. Le testimonianze storiche sulla produzione dell'opera sono del Bellori che scrive : “Il Caravaggio colorì al Marchese Patrizii la Cena di Emaus, nella quale vi è Cristo in mezzo che benedice il pane, ed uno degli apostoli a sedere nel riconoscerlo apre le braccia, e l'altro ferma le mani su la mensa e lo riguarda con maraviglia ; evvi dietro l'oste con la cuffia in capo ed una vecchia che porta le vivande”. La figura del Cristo nell'atto di benedire il pane è al centro dell'immagine e su di essa si concentrano gli sguardi intenti e stupiti dei due discepoli. Gli abiti di Cristo e die discepoli non sono, co

  • 1 decennio fa

    Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nasce a Milano nel 1571. Si forma presso la bottega del pittore Simone Peterzano nella città di Milano dove recepisce i modi di due tradizioni diverse: da un lato il realismo lombardo, dall'altro il rinascimento veneto, con il quale viene in contatto quando Peterzano lo porta con se in alcuni viaggi a Venezia, dove conosce l'arte del Tintoretto.

    A vent'anni si trasferisce a Roma, prima presso Lorenzo Siciliano, di seguito presso Antiveduto Gramatica, poi presso il Cavalier d'Arpino.

    Costui gli affida l'esecuzione di quadri di genere, rappresentanti fiori o frutta, genere disprezzato dagli accademici del tempo perchè ritenuti soggetti inferiori rispetto a dipinti in cui venivano rappresentate figure umane. Egli inventa un suo particolare repertorio dipingendo giovani presi dalla strada, messi in posa, accompagnati da cesti di frutta, calici e oggetti di vetro.

    Tra i primi dipinti dell'artista c'è il Bacchino malato, oggi alla galleria Borghese di Roma, dipinto nel 1591 circa, che viene considerato un autoritratto eseguito nel periodo in cui fu ricoverato in ospedale per malaria; inoltre, del primo periodo della sua attività sono: il Ragazzo morso da un ramarro, il Giovane con cesto di frutta e Bacco degli Uffizi. Rivela la sua predilezione per soggetti popolareschi e musicali nei dipinti come I bari, La buona ventura, Il suonatore di liuto. Esemplare è il Canestro di frutta, oggi a Milano alla Pinacoteca Ambrosiana, in cui rappresenta gli oggetti così come sono in realtà: la foglia secca, la mela bacata, senza cercare di abbellire la natura , ma rappresentandola così com'è.

    Il suo primo quadro di figure, dipinto nel 1595 circa, è il Riposo durante la fuga in Egitto, nel quale è chiaro il richiamo ai grandi maestri bergamaschi e bresciani come Savoldo, Lorenzo Lotto e Moretto. Ma è altrettanto evidente il richiamo alla cultura romana dimostrato dall'angelo rappresentato di spalle che è il perno dell'intera composizione. In questo periodo abbandona la bottega del Cavalier d'Arpino e passa sotto la protezione del cardinal Francesco Maria Del Monte che lo immette in un ambiente culturale molto più stimolante, esegue infatti in questo periodo Testa di Medusa, San Giovanni Battista, L'amore vittorioso, Giuditta e Oloferne.

    La sua maturazione verso uno stile personale è evidente soprattutto nei dipinti della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma per la quale esegue tre dipinti: la Vocazione di San Matteo, il Martirio di San Matteo e San Matteo e l'angelo. Con il Martirio di San Matteo ha inizio la poetica caravaggesca del rapporto luce-ombra che poi si svilupperà nelle opere successive. Nel dipinto rappresentante la Vocazione di San Matteo il racconto è immerso nella realtà del tempo, con personaggi con abiti moderni. La luce è l'elemento caratterizzante l'intera opera. E' una luce soffusa che entra da una finestra fuori scena sulla sinistra illuminando il braccio del Cristo che emerge dall'ombra sulla destra. Il taglio della luce conduce l'occhio dello spettatore da destra verso sinistra, dal gruppo di personaggi al gesto di Cristo.

    Del dipinto rappresentante San Matteo e l'angelo esistevano due versioni, ma il primo fu rifiutato dai committenti perchè rappresentava un San Matteo popolano in atteggiamento ritenuto scandaloso all'epoca. Oggi questo dipinto è andato perduto. Prima di compiere quest'opera Caravaggio riceve la commissioni per altri due dipinti per la cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo: Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo. Il pittore interpreta i due avvenimenti sacri come fatti semplicemente umani eliminando ogni richiamo a schemi prefissati.

    Successivamente esegue per la chiesa di Santa Maria in Vallicella la Deposizione, oggi alla pinacoteca Vaticana. La composizione ha una struttura piramidale che ricorda le composizioni michelangiolesche.

    Esegue in questo periodo opere come la Madonna dei Pellegrini la Madonna dei Palafrenieri e la Morte della Vergine per Santa Maria della Scala in Trastevere, che fu rifiutata dai committenti per ragioni di decoro, oggi infatti il dipinto si trova al museo del Louvre.

    Tra il 1606 e il 1607 Caravaggio vive nella città di Napoli, qui si conservano alcune sue importanti opere: la tela con Le sette opere di Misericordia, conservata al Pio monte di Misericordia e La flagellazione di Cristo, conservata al museo di Capodimonte.

    Nel 1608 Il pittore si trova a Malta dove viene nominato cavaliere, il gesto rappresenta una riabilitazione per la vita sregolata dell'artista che dovette fuggire da Roma dopo aver ucciso un uomo durante una rissa. Qui esegue quella che è la sua tela più vasta: la Decollazione del Battista. La scena è piuttosto spoglia, rappresenta un ambiente squallido, con colori spenti.

    Dopo essere stato espulso dall'ordine dei cavalieri di Malta fugge a Siracusa dove dipinge il Seppellimento di Santa Lucia e anche in questo caso, come nelle successive opere reali

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