cortomaltese ha chiesto in Matematica e scienzeIngegneria · 1 decennio fa

E se facessimo le strutture d'emergenza per i terremotati .....con i Lego?

MI chiedevo viste le immense difficoltà a ricostruire in poco tempo le aree terremotate,l'impossibilità a volte di raggiungerle con materiali e prefabbricati,perchè non ingegnerizzare dei lego giganti usando le plastiche riciclate?Basterebbe una base grande come la casa che contenga come nei lego tutti gli elementi,quindi tetto porte e finestre e tutti i blocchetti necessari alla sua costruzione occuperebbero veramente poco spazio ed in poco peso avremmo una abitazione antisismica,smontabile e riutilizzabile ad un costo irrisorio.

Aggiornamento:

e non necessiterebbe di mano d'opera specializzata per essere montata...

Aggiornamento 2:

e se esiste già....perchè abbiamo abruzzesi ancora nei containers e si distribuiscono teli di plastica e corde ad Haiti?

Aggiornamento 3:

Sarebbe bello che la plastica che ricicliamo andasse alla protezione civile, con il nostro contributo quindi costruire con essa elementi per tali strutture utilizzando fabbriche finanziate dallo stato e non private....sogno?Forse,ma quello che vedo intorno ai terremotati sono incubi!!

10 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sono ingegnere civile e ti assicuro che soluzioni per creare in breve tempo campi confortevoli e riutilizzabili ne esistono diverse e da molti anni, anche meno sofisticate e costose di quelle indicate da chi mi precede.

    Ti porto un esempio concreto relativo all'ambito professionale in cui sono inserita da più di 15 anni.

    I cantieri per le opere d'arti all'estero (ponti, strade, ferrovie, ecc..) quando i lavori si svolgono in zone raggiungibili dalle città principali del paese unicamente attraverso lunghi percorsi su pista o via aerea, quindi isolate e sprovviste di strutture abitative di standard europeo, di acqua corrente, elettricità, ecc...prevedono:

    Le basi di vita per il personale espatriato composte da case individuali, camere singole con servizi, mensa, bar, club, infermeria impianti depurazione a volte piscina e campi da tennis...

    In ogni caso devono essere messi in opera:

    1) impianti per la produzione di aggregati, calcestruzzo, bitume ecc..

    2) uffici completamente informatizzati collegati in reseau locale e satellitare, officine, magazzini.. ecc

    Questi complessi vengono montati e smontati (se il contratto non prevede che divengano proprietà del governo del posto) nell'arco di 2/3 mesi .Ti assicuro che si tratta di installazioni oltre che confortevoli e salubri, anche molte volte esteticamente gradevoli.

    Per montare le basi di vita normalmente, si utilizzano strutture prefabbricate (una villa di 80/90 sqm si monta in 6/7 giorni, compresi attrezzature interne,collegamenti acqua, elettricità ecc..) o container che arrivano già pronti all'uso (servizi, attrezzature, ecc...) estremamente salubri e confortevoli.

    Non vado nei dettagli, sarebbe fuori luogo, ma sottolineo che questi complessi (sia le basi di vita, se necessarie, che tutto il resto) vengono allestiti in zone in cui bisogna iniziare ale volte con preparare il terreno, quasi sempre trovare l' acqua, quindi installare pompe e depuratori, provvedersi di adeguati impianti per la produzione di energia elettrica (gruppi elettronici, pannelli solari, ecc..) provvedere alle basi di fondazione, a tutte le canalizzazioni interrate per la distribuzione dei servizi, fognature....ecc.

    Last but not least quasi tutto il materiale necessario viene importato dall'Europa tramite nave e trasportato in luogo via terra. Tempi e verifica della completezza e conformità della spedizione devono essere organizzati con estrema precisione, in quanto errori o mancanza di parti possono causare ritardo nella messa in opera delle infrastrutture, quindi dell'inizio dei lavori del progetto, con le evidenti consequenze economiche contrattuali.

    Il tutto deve essere fatto in modo da garantire, il comfort di standard europeo, la sicurezza igienico/sanitaria e alle volte quella fisica, del personale che vi lavora, perché in caso di incidenti le assicurazioni pagano ma verificano se vi sono state carenze organizzative, negligenze, ecc...ed i primi a pagare sono i direttori di cantiere;), quindi si fa attenzione.

    Perché tutta questa lunga premessa? Per dirti che in tutti i settori (sociale, commerciale, finanziario, ingegneristico, sanitario,ecc...) i "problemi tecnici" possono sempre trovare una soluzione razionale ed efficiente se affrontati da i tecnici "indipendenti" operanti in quel settore, i quali hanno l' unico scopo di risolverli possibilmente in fretta e bene.

    Viceversa far gestire gli "stessi problemi" da persone scelte in base ad interessi politici o lobbistici che per ignoranza, malafede, interessi personali non sanno o non vogliono risolverli, li trasforma da "problemi tecnici risolvibili" in "catastrofi sociali irreversibili".

  • 1 decennio fa

    @Cortomaltese, @giannino @lucrezia

    ho letto le risposte di tutti, ho preparato una risposta anch'io e la ho cancellata per tendere al Bene.

    Lucrezia ha detto una cosa vera: ricordo un campo di 4000 tecnici euopei ( 1970 - fra cui Ansaldo) con asilo, cappella, sala riunioni-teatro-balera, aeroporto costruito per lo staff europeo per la costruzione della diga di Inga sul fiume Congo (Zaire). Tanto di cappello!

    Giannino ha inquadrato perfettamente le fasi di una emergenza e soluzioni teniche che derivano da altre Discipline e che sarebbero utilissime AI TECNICI E ALLE POPOLAZIONI in questi terribili casi.

    Purtroppo NON SONO "POLITICAMENTE CORRETTI" e qui mi fermo.

    Mi è scappato di scrivere ancora ma ho di nuovo cancellato; mi complimento con Giannino per la sua lungimiranza e la padronanza di problemi considerati "arditi" e mi associo; scambi su tecnologie "ardite" fra professionisti sono benvenute.

    Addendum.

    Riapro la risposta: ma dove è finito il treno attrezzato che si vedeva in deposito della stazine di Boogna per le emergenze?

    Fonte/i: 1. Terremoto del Friuli, Gente Friulana, ricostruzione del Friuli. 2. Genialità degli ingengeri italiani.
  • 1 decennio fa

    Sai che esistono già?

    C'è una ditta americana che ha depositato il brevetto.. l'ho visto mesi fa su un documentario americano sulle abitazioni ecosostenibili..

    L'Ikea ha ripreso l'idea ed ha fabbricato in Inghilterra il primo paese "componibile":

    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=19005298567...

    Abbiamo poi anche un'azienda italiana che ha progettato qualcosa del genere:

    http://www.casaxp.it/blog/2010/02/05/case-componib...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ho visto la tua domanda ed ho letto quello che scrivono Giannino e Lucrezia, io non ho le loro conoscenze ma condivido il loro punto di vista.

    Non sono i mezzi che mancano per risolvere i problemi ma il desiderio sincero di aiutare il proprio prossimo.

    Sono considerata un ingenua, penso detto in senso di oca, ma io preferisco essere stupida piuttosto che cinica e disonesta.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • ?
    Lv 6
    1 decennio fa

    sarebbe molto utile,

    magari esistono già,

    servirebbero anche i mattoncini con i tubi inseriti per

    le varie utilità.

    ma in italia sarebbe difficile metterli in commercio......

    mancherebbe sempre un '' mattoncino ''

  • 1 decennio fa

    In Italia?E chi ci guadagnerebbe?Alludo ai soliti.Ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    concordo sulle linee essenziali della risposta di Lucrezia. Peraltro, già nel 1927 Richard Buckminster Fuller progettò le famose Dimaxion Houses, di cui realizzò dei prototipi: si trasportano intubate su grossi contenitori cilindrici -basta un camion per una casa- e si montano rapidamente. Ecco 2 foto:

    http://lh4.ggpht.com/tessellar/R1WRfvWYFkI/AAAAAAA...

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b4...

    pensare di produrle con le tecnologie di oggi, ben coibentate e a risparmio energetico, sarebbe uno scherzo.

    Negli anni '70 l'architetto Luigi Pellegrin inventò delle case in poliestere: scocche cilindriche autoportanti, di diametro interno di poco più di 5,4 metri, basate sulla rapidissima tecnologia delle grandi condotte il cui know how all'epoca era detenuto dalla SIR. Potevano essere montate su opportuni connettori prefabbricati in calcestruzzo per l'emergenza e poi smontate velocemente e riassemblate per soluzioni definitive. Il costo era bassissimo, il peso minimo e la resistenza e l'inerzia della casa-trave circolare cava era molto alta. Il sindaco di un comune, se ben ricordo del cratere del terremoto dell'Irpinia, se ne fece realizzare una in polemica col fatto che l'idea non era stata presa nemmeno in considerazione dalle istituzioni.

    Ci sono 2 fasi, se non 3, infatti, nelle emergenze sismiche: la prima, in larga misura evitabile, è quella delle tendopoli e roulottopoli; la seconda è quella dei prefabbricati d'emergenza, su suoli reperiti come meglio si può e la terza è quella dei nuovo piani ed insediamenti definitivi. L'ipotesi Pellegrin eliminava quasi la fase 1 e riduceva enormemente il divario tra la 2 e la 3.

    In internet non si trovano immagini di questi "monoggetti componibili" di Pellegrin, ma se ho un po' di tempo ne scannerizzo alcune immagini e le posto. E' ben oltre i concetti del Lego. Cmq, ti sei posto un problema assai interessante, a mio parere.

    Ciao,

    G.

    /

  • 1 decennio fa

    attirerebbe anche molto turismo.

  • 1 decennio fa

    Se si vuole si può fare tutto. Quello che tu pensi è già realtà, la tecnologia di oggi permette una scelta vastissima di tipi di costruzione e di materiali.

    Molti anni fa sono stato in contatto con una azienda olandese che era specializzata nella costruzione delle abitazioni, giostre e altre attrazioni per gli "spettacoli viaggianti".

    Quella ditta avrebbe dovuto trasportare su un mio terreno un prototipo di casa di civile abitazione, con tutti i servizi alimentati da pannelli fotovoltaici che si poteva interamente ripiegare, caricare su un TIR e trasportare dove si voleva, su qualunque terreno e a qualunque altezza sul mare.

    Sai quale fu l'unico problema? Il Comune non mi ha dato il permesso.

    E dopo vent'anni siamo ancora fermi a quel tipo di burocrazia, con buona pace dei terremoti, tsunami, colate laviche e incendi devastanti.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Secondo me hai avuto un' idea geniale, veramente innovativa. ...

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.