Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

entrate pls per favore?

mi parlate im modo molto ma molto riassuntivo della ceramica e del vetro nell' antico Egitto è per la scuola, non voglio date etc.

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La Ceramica

    I resti archeologici più abbondanti in Egitto sono in ceramica, materiale utilizzato per la fabbricazione di oggetti che servivano come supporti per la scrittura. Lo studio della ceramica può fornire dati concernenti la cronologia, l'uso, lo provenienza e il commercio. La maggior parte degli oggetti veniva realizzata con argilla del Nilo, porchè, dopo la cottura, restava di colore rossiccio. Gli oggetti furono modellati a mano fino all'Antico Regno, quando fu utilizzata una piattaforma girevole mossa con le mani. Durante il Nuovo Regno fu inventata la ruota da vasaio. I vasi di pietra erano destinati soprattutto all'uso funerario, per la vita quotidiana si usava la ceramica. Vasi, piatti, coppe, recipienti e anfore erano di argilla e di decoravano o meno a seconda della loro funzione. Le ceramiche si distinguono a secondo del tipo di argilla impiegato per la loro fabbricazione, esiste argilla di colore rosa pallido e grigiastro. La ceramica fatta con il limo del Nilo serviva per il vasellame di uso quotidiano. Con l'argilla calcarea, estratta soprattutto da Qena, nell'Alto Egitto, si produceva quella di lusso. All'argilla veniva aggiunti altri elementi (come paglia o sabbia) pe sgrassare o per rendere la massa compatta. La forma della ceramica indica contatti con la Palestina. La ceramica così ottenuta veniva decorata di rosso e con disegni che scomparvero all'inizio del periodo dinastico.

    Dal periodo predinastico gli egizi crearono un tipo di ceramica che imitava il turchese e il lapislazzuli, chiamata faiance: una maiolica, che si fabbricava con argilla, calce, quarzo triturarto e cenere. Si dava uno strato di vernice di colore blu o verde, che conferiva un aspetto di smalto. La decorazione nera si applicava con manganese. Questo procedimento fu utilizzato fino all'epoca della dominazione islamica.

    Il Vetro

    Il primo vetro di cui si ha notizia in Egitto risale al Periodo Predinastico, durante il V e il IV millennio a.c. Si otteneva mescolando polvere di silice, calce e soda, che si colorava con un minerale di rame, la malachite. Poi si fondava il tutto ad alte temperature. La sostanza risultante veniva applicata su un nucleo fatto di polvere di silice e argilla o steatite. In tal modo si facevano collane e amuleti, figurine come gli <em>ushabti</em>, incrostrazioni e la rifinitura di statuine e vasi. Il cristallo risale al Predinastico e al tempo della'Antico e del Medio Regno. Si fabbricarono con esso gioielli, amuleti, figurine di animali e mosaici. La produzione di vasi di vetro iniziò verso il 1500 a.C., precisamente durante il regno di Thutmosi I. Questa novità fu dovuta all'espansione dell'Egitto in Medio Oriente. Nel Nuovo Regno sono documentati vari centri di produzione del vetro: Malqata, Tell el-Amarna e Lisht. Dopo il Nuovo Regno si verificò un declino del potere reale cosa che tra l altro comportò un rallentamento della produzione del vetro. In epoca greco-romana vi furono due centri importanti, uno ad Alessandria e l altro a Naucrati, dove si fabbricavano prodotti seguendo lo stile greco.

    L'uso del vetro celeste con incrostazioni di motivi ornamentali in colori contrastanti fu abbastanza diffuso durante la XVIII dinastia e anche nelle più tarde imitazioni di piccoli oggetti per la cura del corpo, come i recipienti per i cosmetici, i profumi e gli unguenti.

    Uno dei motivi impiegati per decorare oggetti di vetro, soprattutto recipienti, collane o anche le rotelline del fuso, erano i fiorellini a forma di croce di colore rosso, bianco o giallo, o i fiori con sei punte bianche e il bocciolo giallo su uno sfondo verde azzurrato, a imitazione del turchese. Nella decorazione dei vasi prevalevano i colori giallo e bianco su sfondo azzurro, sebbene fosse utilizzato anche il verde verso la metà della XVIII dinastia. A partire dell'epoca amarniana, è frequente una decorazione a macchie, simili a occhi.

    Le forme dei vasi di vetro potevano essere abbastanza diverse. Molto imitavano i recipienti di metallo, calcare, alabastro e terracotta o quelli in faiance. Sono frequenti le tazze grandi, il calice, le coppe, i crateri, i vasi tubolari, quelli di forma ovoidale e collo cilindrico e i recipienti a forma animale.

    Fonte/i: egittologa :)
  • 1 decennio fa

    Vasaio

    Come il muratore, anche il vasaio adoperava il fango argilloso del Nilo per la creazione dei suoi manufatti impastando l'argilla e collocandola poi su di un piccolo tornio azionato manualmente. Dopo aver modellato il vaso, l'artigiano lo inseriva nel forno per la cottura. A differenza del falegname il vasaio godeva dell'enorme privilegio di possedere una grande abbondanza di materia prima.

    Questa forma di artigianato si sviluppo enormemente già fin dalla preistoria e da quel tempo nulla è cambiato nelle tecniche di lavorazione e nella qualità tanto che oggi è molto difficile datare un comune vaso di terracotta egizio. Per la sua produzione il vasaio stava seduto per terra davanti ad una semplice ruota imperniata in un basso piedistallo e la faceva girare spingendola con una mano mentre con l'altra dava la forma alla creta. Come oggi la forma della fornace del vasaio era cilindrica. I vasi appena creati venivano meticolosamente accatastati all'interno del forno e sopra ad un supporto forato sotto il quale si accedendeva poi il fuoco. I vasi venivano poi coperti da terra o da ceramiche rotte in modo da ottenere così il tiraggio desiderato.

    In linea di massima la ceramica di uso comune è molto povera senza decorazioni artistiche e ornamenti, al massimo si vedevano alcune semplici linee. Anche se non esiste nessun paragone tra la ceramica egiziana e quella di altre civiltà, l'Egitto ha il vanto di aver inventato la tecnica dell'invetratura, tecnica che rende la ceramica assolutamente impermeabile e che permette di poterla decorare con colori brillanti e permanenti.

    Non ci è arrivata nessuna documentazione o antico disegno che ci possa mostrare questa tecnica ed anche il suo nome egiziano è stato ormai dimenticato. Il termine utilizzato oggi, "faience" proviene dalla città di Faenza famosa per la sua industria di ceramica durante il Rinascimento. Faience è appunto l'invetratura che ricopre i vasi di ceramica detta anche "majolica", dall'isola di Majorca in Spagna. Sia a Faenza che a Majorca la tecnica dell'invetratura giunse dal mondo arabo durante il Medioevo. I più antichi oggetti di faience sono le piastrelle che decorano le camere sotterranee di Saqqara, perline per le collane e piccoli vasi. Durante il Nuovo Regno si trovano anche piccoli amuleti, statuette e bambole.

    Vetraio

    La tecnica per la produzione, conosciuta molto bene dagli egiziani, si sviluppò come evoluzione di quella della faience. Per ottenere una pasta vetrosa simile al nostro vetro i vetrai egiziani fondevano polvere di quarzo e cenere. Questo tipo di vetro era opaco ma con l'aggiunta di ossidi metallici si potevano ottenere delle meravigliose colorazioni.

    Sembra che la produzione del vetro si sviluppo al tempo degli Hyksos grazie forse ai contatti con il Levante e la Mesopotamia dove questa tecnica pare sia stata inventata. Le prima realizzazioni appartengono alla XVIII Dinastia, all'epoca degli Amenofi, ed erano dei piccoli e graziosi contenitori di profumi costituiti da fili di vetro colorato saldati poi assieme dalla cottura.

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