Federica C ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiutoooooo piccola sescrizione x dmn?

salve a tutti..vorrei sapere quali sono le situazioni ke anno in comune "piramo e tisbe" e "romeo e giulietta" grz in anticipo x tutti coloro k risponderanno al migliore 10 punti =)

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Piramo e Tisbe erano due giovani follemente innamorati, ma non potevano coronare il loro sogno per via delle famiglie che erano nemiche, così decidono di fuggire. Datosi appuntamento sotto una pianta di gelso, la prima a giungere fu Tisbe che vedendo avvicinare un leone con le fauci insanguinate per avere da poco ucciso una preda, presa da paura scappa via, nella fuga le cade il velo con la quale si copriva la testa, allora la belva sfoga la sua rabbia con quel velo macchiandolo di sangue e quindi perso ogni interesse il leone se ne và. Intanto arriva Piramo che vedendo il velo insanguinato lo riconosce per quello della sua amata e credendo che l'abbia sbranata il leone, disperato impugna la spada e se la conficca nel petto uccidendosi. Tisbe che intanto si era rasserenata va nuovamente all'appuntamento ma trova l'amato Piramo immerso nel sangue che stringe il velo di lei, allora Tisbe si sdraia accanto al giovane e impugnata la spada si uccide anche lei. Il sangue dei due amanti fece fiorire un gelso bianco che da quel giorno produsse more nere in segno di lutto.

    Tisbe è una figura della mitologia babilonese. La leggenda che riguarda lei e Piramo è stata però tramandata da Ovidio nelle Metamorfosi

    Piramo e Tisbe erano innamorati uno dell'altro, ma dovevano parlarsi attraverso l'alto muro che separava i loro giardini in quanto le loro famiglie non si sopportavano reciprocamente.

    Il loro amore finì tragicamente: cercarono di fuggire assieme e si diedero appuntamento sotto una pianta di gelso, all'incontro arrivò prima Tisbe che nel frattempo vide un leone e fuggì via dalla paura, nel mentre le cadde un fazzoletto che il leone macchiò con il sangue che aveva sulla bocca per via di un animale divorato poco prima. Dopo arrivò anche Piramo sotto il gelso ma di Tisbe vide soltanto il fazzoletto sporco di sangue e credendo l'amata morta si tolse la vita; lei ritornò per vedere se nel frattempo era arrivato il suo amore ma lo vide che stava oramai esalando gli ultimi respiri allora lo seguì anche nella morte ed il gelso sotto il quale morirono, assorbì il loro sangue e tramutò i propri frutti da bianco a rosso vermiglio.

    su romeo e giulietta...

    Origini classiche

    Il dramma è soprattutto di ispirazione medievale, nonostante Carol Gesner e J.J. Munro abbiano dimostrato come il motivo sia già presente nella letteratura greca antica nei Babyloniaka di Giamblico e negli Ephesiaka di Senofonte Efesio. In questo secondo romanzo Anzia, una donna separata dal marito a causa della sorte avversa, viene salvata da una banda di ladri di tombe. Sopraffatti dall'eroico Perilao, questi pretende da lei di sposarlo per riconoscenza, creando la stessa situazione provocata da Paride in Shakespeare. Disperata, beve una pozione che crede essere veleno, ma che produce, come in Giulietta solo uno stato letargico. Risvegliatasi, è tratta in salvo dagli stessi tombaroli con i quali parte per altre avventure fantastiche...

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