la politica in Italia(come dappertutto)va mano nella mano con la religione di stato?

Aggiornamento:

@coyotedr... ma l'hai centrata in pieno...

13 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Non c'è nulla di nuovo in questo, da quando c'è l'uomo la sfera religiosa e quella politica sono state unite. Purtroppo solo pochi paesi ad oggi si possono dichiarare laici. Nessuno può servire due padroni

  • 1 decennio fa

    Sfortunatamente si....ed e' una cosa scandalosa!!!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Condivido.

  • zorro
    Lv 5
    1 decennio fa

    Come dice la bibbia la religione sostiene la politica e la politica se ne compiace,ma questo non riguarda solo le religioni di stato,ma è una prerogativa di tutte le religioni,certo è che per la politica esistono religioni più o meno interessanti per il fatto che possono avere pochi o molti proseliti ma tutte le religioni si immischiano direttamente o indirettamente in politica e per fare questo cambiano il vero significato delle scritture,comunque non esiste una sola religione approvata da Dio e tutte se ne vanno verso la distruzione finale,come è giusto che sia visto il loro meretricio e i loro peccati e la loro responsabilità nel tenere il popolo nella' ignoranza scritturale e nel mischiare quel che appartiene a Dio con la politica.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' il contrario, è la religione che tende a smussare gli angoli per accontentare i governi che la accettano come alleato.

  • Edith
    Lv 4
    1 decennio fa

    SE fossero realmente Cristiani non farebbero una cosa del genere!

    Indignarsi è lecito!

  • 1 decennio fa

    conplimenti bella domanda

    Churchill denuncia il ‘meretricio’

    Nel suo libro The Gathering Storm (1948), Winston Churchill riferisce che Hitler nominò Franz von Papen suo ambasciatore speciale a Vienna per “minare la posizione di importanti personalità politiche austriache o conquistarne il favore”. Churchill cita il rappresentante americano a Vienna che avrebbe detto di von Papen: “Nella maniera più schietta e più cinica . . . Papen mi disse che . . . intendeva valersi della sua reputazione di buon cattolico per acquistare ascendente su personaggi austriaci come il cardinale Innitzer”.

    Dopo la capitolazione dell’Austria e dopo che le truppe d’assalto di Hitler furono entrate a Vienna marciando al passo dell’oca, il cardinale cattolico Innitzer ordinò che tutte le chiese austriache esponessero la svastica, suonassero le campane e pregassero per Adolf Hitler in occasione del suo compleanno

    ‘PREGHIERA DI GUERRA’ PER IL REICH

    Un articolo così intitolato apparve il 7 dicembre 1941 sulla prima edizione del New York Times. Esso diceva:

    “I vescovi cattolici a Fulda chiedono benedizione e vittoria . . . La Conferenza dei Vescovi Cattolici Tedeschi riuniti a Fulda ha raccomandato di introdurre una speciale ‘preghiera di guerra’ da leggersi all’inizio e alla fine di tutte le funzioni religiose. La preghiera implora la Provvidenza di benedire con la vittoria le armi tedesche e di proteggere la vita e la salute di tutti i soldati. I vescovi hanno inoltre dato istruzioni al clero cattolico di continuare a ricordare in una speciale omelia domenicale almeno una volta al mese i soldati tedeschi ‘di terra, di mare e dell’aria’”.

    Nelle successive edizioni del giornale l’articolo fu soppresso. Il 7 dicembre 1941 fu il giorno in cui il Giappone, alleato della Germania nazista, attaccò la flotta americana a Pearl Harbor.

    Fonte/i: puoi trovare questo libro in libreria dal titolo i nazisti e la chiesa ciao alla prossima
  • Si certo,anche ai tempi c'era questo,poi grazie a Dio la Sua verità è venuta a galla e con questa si sono visti tutti i risultati di come la superficialità e il "tutto va bene" e visti i risultati di un popolo cristiano si vede anche come i politici che si definiscono tali cosa combinano,la religione di stato è una cosa e la vita del Cristiano è seguire la Bibbia,si vede dai frutti,no?Non mi sembra siano buoni,ciao.

  • La politica si fa mossi dalla visione del mondo cui si aderisce. E si portano le idee in cui si crede nella pratica politica. Se si è laici, si porta nella politica la laicità. Se si è religiosi, si portano le idee del proprio credo. In tutto questo non c'è niente di scandaloso o di anormale.

    Che il caso dell'Italia sia particolare, però, è vero.

    I politici di destra tendono a prendere il Vaticano come una specie di consulente in materia morale, ignorando i tanti italiani, pur cattolici, che la pensano diversamente, e avendo poco senso critico nei confronti di ciò che il Vaticano consiglia.

    I politici di sinistra o i cosiddetti laici non sono migliori. In materia di religione, prendono quella cattolica come unico punto di riferimento quando si parla di cristianesimo. Ignorano sistematicamente tutte le altre confessioni. Accettano l'idea in bianco e nero del "noi laici di qua" - "loro i cattolici di là", ignorando tutte le sfumature possibili.

    In questo modo, ogni volta che c'è un dibattito su un tema etico, che richiederebbe buon senso, senso della misura e attenzione alle sfumature, il dibattito si trasforma presto in una rissa verbale.

    Nel giornalismo, l'atteggiamento è lo stesso.

    Il risultato ce lo abbiamo davanti agli occhi.

    A questo si aggiunge che, di recente, sono venuti alla ribalta casi in cui, per esempio, qualcuno ha pensato, in una scuola elementare, di sostituire il Natale cristiano con una "festa delle luci". Per non parlare delle tante volte in cui presepi o recite di Natale sono state abolite "per non far sentire esclusi" bambini di religione islamica.

    Probabilmente, il fatto di Mantova nasce come reazione a queste premesse.

    Ecco, questo dimostra quanto, in Italia, l'incapacità di trattare la religione sia diffusa. È vero che, per secoli, in Italia è stato rischioso esprimere opinioni diverse da quelle della Chiesa cattolica. Gli italiani, che per secoli si sono sentiti dire che era pericoloso leggere la Bibbia da soli, e hanno visto gente condannata per motivi teologici, sono diventati diffidenti verso la teologia e se ne tengono lontani. Però adesso abbiamo una costituzione che garantisce libertà religiosa a tutti. Quindi sarebbe il caso di diventare meno ignoranti in materia di religione e di avere il coraggio di rapportarsi ad essa. Allora si capirebbe che si possono cantare gli inni natalizi o fare il presepe o fare una recita senza offendere nessuno, se prima si spiega che cosa si sta facendo. E, invece di togliere qualcosa ai bambini cristiani, si possono aggiungere, nel corso dell'anno, le feste anche dei bambini di altra religione. In questo modo, tutti i bambini verrebbero informati sulle fedi degli altri e aumenterebbero la conoscenza reciproca.

  • 1 decennio fa

    Penso sia dovuto al fatto che la religione cattolica è evidentemente fallace e piena di incongruenze logiche, e nonostante questo è stata insegnata e data per scontata ai bambini fin da piccolo.

    Così, quando si stanno per rendere conto che esiste gente che la pensa diversamente e non possono usare la ragione per controbattere loro, inconsciamente la loro soluzione è di nasconderli, negare loro ogni voce per evitare di entrarne a contatto, e continuare a credere.

    Sono abbastanza convinto di questa cosa, e i politici non ne sono immuni: sono schiavi delle loro superstizioni, vogliono continuare a credere e pretendono che chiunque lo faccia per acquistare sicurezza e pensare di essere nel giusto.

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