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Vittoyago ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 1 decennio fa

Mi hanno parlato di un combustibile per caldaie industriali che è un sottoprodotto del gasolio?

e che costa molto meno , ma ha la caratteristica che va conservato a 30°C.

Qualcuno ne sa qualcosa di più ? Tipo come si chiama , quanto costa e se vale la pena di riscaldare una cisterna solo per pagare meno il combustibile...

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Si chiama olio combustibile ed appartiene alla categoria dei distillati pesanti del petrolio.

    La qualità dell’olio combustibile per usi stazionari è regolamentata a livello nazionale dal DPCM 8 marzo 2002.

    In tale decreto, l’olio combustibile è classificato in base alla viscosità ed al contenuto di zolfo.

    In base alla viscosità l’O.C. può essere definito come:

    fluido, con viscosità compresa tra 3° e 5° Engler a 50 °C

    denso, con viscosità > 12° Engler a 50 °C

    In base al contenuto di zolfo l’O.C. fluido può essere definito come:

    BTZ, con tenore di zolfo < 1% in peso

    STZ, con tenore di zolfo < 0,3% in peso

    Mentre l’O.C. denso può essere definito come:

    ATZ, con tenore di zolfo < 3% in peso

    BTZ, con tenore di zolfo < 1% in peso

    STZ, con tenore di zolfo < 0,3% in peso

    Il prezzo attuale non lo conosco comunque decisamente basso tanto da rendere conveniente a livello industriale ,quindi consumi molto elevati, un preriscaldo prima dell'immissione nel bruciatore.

    Era un combustibile molto usato per il riscaldamento negli anni 1960/70 poi gradatamente abbandonato anche a causa del notevole inquinamento prodotto dalla sua combustione dovuto alla presenza di zolfo (la quantità di zolfo è stata regolamentata per legge solo nel 2002) ed alla necessità di costanti manutenzioni alle caldaie ed ai bruciatori.

    E' tuttora utilizzato nei grandi motori diesel per la propulsione delle navi o per la produzione d’energia elettrica in piccole centrali.

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