Anonimo
Anonimo ha chiesto in Mangiare fuoriItaliaTorino · 1 decennio fa

la storia delle pizzerie a torino?

ciao a tutti,

qualcuno sa darmi informazioni sull'apertura delle prime pizzerie a torino?

in che anni avvenne e chi le frequentava?...

quando inizio` il boom delle pizzerie nel nord Italia?

grazie!

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ciao ho fatto parlare mio nonno, mi devi una pizza!!! grazie

    La prima pizzeria che ricordo era in una traversa di corso Sebastopoli, di fronte all'oratorio di Santa Rita. Quando si andava alla partita (allora il Comunale non era ancora stato ristrutturato, siamo negli Anni 60 e si giocava solo la domenica) a volte si andava far merenda con una pizza al tegamino. In genere ai bambini piace di più la pizza al tegamino che quella cotta nel forno a legna e io non facevo eccezione, così ancora adesso ogni tanto mi piace ritrovare quel sapore. Sempre per la pizza al tegamino in centro, in via Andrea Doria, c'era i Sette Nani, dove il sabato pomeriggio a volte si faceva una tappa. La prima pizzeria col forno a legna per me fu invece la Santa Lucia, in largo Orbassano. Era di scuola napoletana (quella che impone il cornicione, ossia il bordo alto e bruciacchiato, la scuola romana preferisce invece la pizza tutta sottile e quasi "biscottata") sfornava pizze piccole rispetto a quelle di oggi, ma il condimento era squisito e avevi sempre voglia di fare il bis. Un altro locale di quegli anni era il Galeone, di fronte al Mauriziano, anche lì forno a legna. A lanciare la moda della pizza sul tagliere credo sia stata la Stua di via Mazzini. In borgo San Paolo c'era invece un posto dove il forno era elettrico ma facevano la pizza anche per tre o quattro persone che poi dividevi. Di scuola romana sempre in borgo San Paolo era la Sueva, mentre in via Di Nanni c'era invece Poldo, che faceva anche la farinata. Negli Anni 70 aprì lo Scugnizzo in corso San Maurizio che divenne presto di moda, scuola napoletana, con la mozzarella a grandi tocchi. Poi fu la volta della Flegrea, in corso Massimo d’Azeglio. Quando aprì era poco più d’un buco (adesso è su due piani) ma faceva una pizza napoletana così gustosa che c’era sempre la coda. Con forno a legna, ma di scuola “romana”, ad onta del nome, la Spaccanapoli di via Mazzini, anche qui si poteva e si può prendere una pizza plurigusti "a metro" per quante persone sono al tavolo. Evergreen di scuola napoletana anche Cristina in corso Palermo, ma lì trovavo il pomodoro un po' aggressivo. A metà degli Anni 90 inizia a brillare la stella di Walter Picariello e del suo Gennaro Esposito, prima in via Passalacqua, poi in corso Vinzaglio. La prima volta che la mangiai in via Passalacqua fu una vera emozione, divertente era anche il look del locale, con le foto di Toto e il menù nella tombola. Come ironia dell’arredamento la palma va al chiambrettiano fratelli La Cozza, che si dichiarava erede dei Brandi napoletani e al suo confratello Sfashion. E' da un po' però che non provo in pizzeria grandi emozioni e aspetto quindi suggerimenti.

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