Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

chi sa parlarmi dei carri micenei????

2 risposte

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  • Risposta preferita

    I carri micenei erano in prevalenza leggeri, costruiti in legno e trainati da due cavalli: nella ceramica del XIII secolo a.C., comunque troviamo raffigurazioni di carri abbastanza grossi da trasportare tre o quattro passeggeri. Un affresco del palazzo di Tirinto rappresenta due donne che vanno su un carro di un colore rosso che contrasta con il bianco delle pareti, le ruote sono gialle, i cerchioni blu e le redini rosse. Allo stesso cuoio scarlatto si fa spesso allusione nelle tavolette di Pilo, da una delle quali si può ricavare l' impressione che esso sia tempestato di borchie in metallo. Questi carri venivano costruiti a Pilo in officine che servivano un' area piuttosto vasta: una tavoletta di <cnosso, infatti, parla di uno di questi carri << Proveniente da pesto, perfettamente equipaggiato, dotato di un timone di legno, dipinto di rosso, bardato, foderato in pelle e munito di corna. >> Un carro bardato miceneo ci sembrerebbe oggi pesante e crudele: i cavalli, dovevano sopportare tutto quel peso sul collo, le briglie erano una sorta di anello con museruola, e l' unico morso metallico ritrovato a Mucene, ha delle protuberanze appuntite.

    M.R.

  • 1 decennio fa

    Con la crescita degli stati, la velocità di movimento divenne cruciale poiché il potere centrale non poteva essere mantenuto in mancanza di una rapida repressione delle ribellioni. La prima soluzione all'esigenza fu il carro da guerra, che s'iniziò ad usare nel Medio Oriente intorno al 2000 a.C. Dapprima trainato dall'onagro, dal bue o dall'asino, detto veicolo consentiva il celere attraversamento delle terre del Medio Oriente, relativamente piane. I carri erano leggeri a sufficienza per eseguire agevolmente il guado di un fiume. L'allevamento di cavalli più potenti permise ben presto l'impiego di tali animali per la trazione, ed i carri divennero di conseguenza sempre più veloci ed efficaci.

    La duplice natura del carro, quale strumento per il trasporto e per la battaglia, ne fece arma centrale per le genti dell'antico Vicino Oriente nel secondo millennio a.C.. Tipicamente, il carro vedeva all'opera due uomini: l'arciere e l'auriga. In epoca più tarda, furono tuttavia sviluppati carri in grado di ospitare fino a cinque guerrieri, ma è alquanto controverso se tali veicoli fossero realmente efficaci. Anche in Cina i carri furono vitali per la Dinastia Shang, permettendole, peraltro, l'unificazione di una vasta area.

    Benché si sia voluto paragonare i carri di cui parliamo con gli odierni carri armati per quanto attiene al ruolo giocato sul campo di battaglia, ossia la forza d'urto, il principale vantaggio di (quegli antichi) carri risiedeva nella mobilità tattica concessa agli arcieri. Poiché la fanteria irreggimentata in rigidi ranghi rappresentava la formazione d'elezione - consentiva ai generali dell'epoca di mantenere il comando e controllo "azione durante", ed al contempo garantiva reciproca protezione tra i commilitoni - una forza di carri poteva restare a distanza ragguardevole dagli avversi schieramenti, ed ugualmente tempestare di frecce i nemici. Considerata la loro velocità, era praticamente escluso che i carri fossero neutralizzati da una carica. Se, d'altronde, un'unità di fanteria si fosse sparpagliata per ridurre il danno cagionato dalle frecce, avrebbe altresì perso il beneficio della protezione reciproca, e di conseguenza i "carristi" ne avrebbero avuto ragione ancor più facilmente.

    Da un punto di vista tattico, i carri mettevano una sorta di dilemma, proprio in quanto indispensabili per il contesto operativo del tempo. I carri erano, in ogni caso, arnesi complicati, per la cui manutenzione servivano esperti artigiani. Ne consegue che mantenere i carri era costoso. Quando erano di proprietà privata, tendevano a generare una classe guerriera di specialisti, ed a far virare la società verso forme di feudalesimo (ciò è ben rappresentato dall'Iliade di Omero). Quando invece appartenevano al potere pubblico, erano un puntello della solidità delle istituzioni, concorrendo all'affermazione di un forte governo centralizzato, come nel caso dell'Antico Egitto.

    Il carro da guerra poteva essere utilizzato in vari modi, a seconda dello stile di combattimento peculiare di una data epoca e di una data civiltà. Nell'Illiade il carro è utilizzato come "taxi di battaglia" permette cioè all'eroe di muoversi rapidamente da un punto all'altro della battaglia (senza doversi stancare eccessivamente per il peso dell'armatura) e di fuggire nelle retrovie quando è ferito. Viene inoltre utilizzato per aggirare la fanteria nemica e permettere agli eroi di attacarla alle spalle o ai fianchi. Vi è un annoso dibattito tra gli storici specialisti nella civiltà micenea e nel Medioevo ellenico per stabilire se questo modello di combattimento sia realistico, e se sia peculiare dell'età del bronzo achea, o di quella del ferro, la civiltà achea fu però poco propensa all'uso del carro da guerra rispetto a quelle anatoliche e medio orientali.

    Il carro da guerra trainato da cavalli fu, con ogni probabilità, sviluppato nelle terre a nord del mar caspio, tra popolazioni nomadi che avevano addomesticato i primi cavalli, simili alla razza "caspian" attuale. Queste popolazioni di "carristi", probabilmente di lingua indoeuropea, si mossero alla conquista di molte civiltà mediterranee, medio e vicino orientali, e della valle dell'Indo; forse giunsero fino alla Cina occidentale. I popoli attaccati recepirono e riadattarono la scoperta. Per alcune centinaia di anni non furono selezionate razze di cavalli sufficientemente grosse e robuste per poter trasportare in groppa un combattente, inoltre quando questo avvenne non si disponeva ancora di selle, finimenti e soprattutto staffe, e quindi i primi cavalieri furono ricognitori subordinati alla massa di carristi, i quali potevano colpire il nemico come arceri e lanciatori di giavellotto, sfruttando la struttura stabile su ruote rappresentata dal carro.

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