Al primo che mi fa un testo argomentativo sull'alimentazione vanno 50 punti assicurati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!?

Mi servirebbe un tema argomentativo sull'alimentazione facendo notare le differenze tra nutrizione nei paesi sviluppati e in quelli sotto-sviluppati....

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il principale fattore dai cui dipende la nostra salute è certamente l'alimentazione. Moltissime malattie derivano infatti dagli gli errori che commettiamo ogni giorno in cucina.

    Ma come fare per evitare almeno gli errori più gravi, e prima di tutto, come fare per capire quando un determinato comportamento alimentare fa bene alla salute oppure no?

    Sicuramente non mancano i libri di dietetica, ma la loro utilità pratica è spesso discutibile. Non è pensabile, per esempio, che la gente ogni volta che si siede a tavola debba contare e pesare le calorie, le vitamine e i sali minerali, per non dire del fatto che le diete proposte sono le più disparate e spesso in contrasto tra di loro.

    Inoltre anche le norme di igiene che riguardano i cibi devono essere ripensate. Una volta i problemi igienici riguardavano la pulizia (l'igiene, appunto), la difesa dai parassiti e la conservazione degli alimenti. Più i trattamenti erano drastici e più i conservanti chimici robusti, più era garantita l'igiene. Oggi i problemi che minacciano la salubrità degli alimenti sono in gran parte cambiati. Naturalmente bisogna continuare a garantire la perfetta conservazione dei cibi, ma i principali problemi igienici oggi sono altri: prima di tutto il peggioramento qualitativo dovuto alla presenza dei pericolosi conservanti chimici e all'impoverimento che spesso i cibi subiscono. Per esempio lo zucchero bianco non ha mai presentato problemi di conservazione, e questo era sufficiente per considerarlo un prodotto igienico. Eppure i dietologi oggi sono convinti che lo zucchero sia un alimento dannoso, molti lo considerano un vero e proprio veleno.

    Il motivo? Perchè è un alimento del tutto privo dei principi nutritivi con i quali in natura si trova sempre associato.

    Per migliorare la qualità dei cibi e dell'alimentazione è quindi necessario rivedere il concetto di igiene alimentare.

    Ma esistono dei criteri per stabilire di volta in volta se un dato alimento fa bene alla salute o se invece è più dannoso che utile? C'è una sola cosa che può spiegare perchè una alimento fa bene o male alla salute, ed è l'evoluzione. Se il nostro organismo nei milioni di anni dell'evoluzione si è adattato ad un particolare alimento, allora dobbiamo aspettarci che faccia bene, altrimenti il contrario.

    Oggi l'antropologia fisica, la scienza che studia l'evoluzione biologica della specie umana, è sufficientemente progredita da darci un'idea dei nostri adattamenti alimentari, ed è quindi in grado di spiegare, almeno a grandi linee, cosa bisogna mangiare e cosa evitare. I dati non sempre completi e a volte incerti sulla nostra evoluzione biologica devono comunque essere sempre confrontati con quelli risultanti dalla ricerca scientifica sull'alimentazione.

    Puoi anche parlare di alimentazione e salute com,e obesita,anoressia,bulimia o anche scrivendo cosi oltre a quello dell'obesita' esistono numerosi altri problemi strettamente dipendenti dall'alimentazione, come per esempio la salute dei denti, lo stato della pelle e dei capelli, il corretto funzionamento dell'intestino ecc. Anche la salute del cuore e in generale del sistema circolatorio puo' essere compromessa da una alimentazione sbagliata; lo stesso puo' dirsi per la vista e per la salute degli occhi. In quest'ultimo caso giocano un ruolo di particolare importanza le vitamine, che sono complessi di sostanze chimiche facilmente deteriorabili, e che si trovano solo nella frutta e nella verdura fresca ed integra. In definitiva l'alimentazione condiziona in larga misura lo stato di salute e di benessere generaleIl sottosviluppo è un fenomeno che accomuna molti stati del sud del mondo.

    Questo sul sottosviluppo:

    Per sottosviluppo si intende una situazione di arretratezza generale e il termine indica la inadeguata qualità della vita di alcune popolazioni.

    Le aree interessate dal sottosviluppo sono quelle che, per varie cause, non hanno avuto le stesse trasformazioni dei paesi situati a nord del mondo.

    I paesi sviluppati hanno conosciuto nel corso della storia un enorme progresso che ha portato ricchezza in queste zone. La tecnologia è avanzata e da ciò ne derivano alte produzioni agricole e industriali.

    I servizi sono più efficienti e il progresso ha consentito uno sviluppo degli stili di vita.

    I paesi sottosviluppati non hanno invece conosciuto uno sviluppo simile; le tecniche agricole sono antiche di secoli.La produzione alimentare non è sufficiente a coprire il fabbisogno interno e la disoccupazione è altissima.

    La popolazione non ha a disposizione servizi, dimore soddisfacenti, e il grado d’istruzione è minimo.

    Le cause del sottosviluppo possono essere divise in cause interne e cause esterne, e sono da ricercare in vari contesti e in varie epoche storiche.

    Le cause interne sono date dal tipo di territorio e di clima, dalla situazione politica e dalle risorse presenti nel territorio.

    Il territorio incide sul grado di sviluppo, perché regioni desertiche o situate in alta montagna non sono adatte agli insediamenti e alle attività umane come le regioni temperate.

    Anche il clima nelle regioni dove non è favorevole, come nel deserto, ai poli, nella foresta equatoriale o nelle steppe, incide sul grado di sviluppo di un paese.

    La situazione politica è un'altra causa del sottosviluppo; nei paesi poveri, soprattutto in Africa, sono presenti un gran numero di dittature e si verificano sovente colpi di stato e guerre civili che determinano povertà.

    In molti stati non c’è la volontà politica di risolvere i problemi che li affliggono.

    Un’altra importantissima causa è data dal fatto che questi paesi non posseggono risorse o non le sfruttano adeguatamente; inoltre non possono sviluppare un apparato industriale e non possono guadagnare vendendole.

    Anche le cause esterne sono importanti e sono legate al colonialismo. La maggior parte degli stati sottosviluppati sono stati colonizzati in passato.

    Il colonialismo, oltre ad aver annientato la già debole economia di questi stati senza aiutarla a crescere, ha colpito la cultura di queste popolazioni.

    I colonialisti eliminarono intere civiltà e impedirono lo sviluppo culturale e tecnologico della popolazione per evitare rivendicazioni di libertà.

    Le popolazioni colonizzate si sono rese indipendenti ma sono rimaste legate economicamente ai colonizzatori; acquistano da essi la tecnologia, e la mentalità di quei popoli è influenzata dalla cultura occidentale. Non cercano di svilupparsi, non ne hanno gli stimoli, perché abituati all’assistenzialismo dei paesi ricchi.

    Non avendo soldi per l’importazione gli stati poveri sono costretti ad indebitarsi, a scambiare molte materie prime per pochi oggetti tecnologici e sono costretti ad accettare sul proprio territorio impianti industriali, appartenenti a multinazionali straniere, spesso inquinanti.

    I paesi sottosviluppati hanno dunque enormi problemi.

    Uno di questi è l’esplosione demografica, cioè un aumento enorme delle nascite. Con il miglioramento delle condizioni sanitarie e l’abbassamento della mortalità infantile, la popolazione cresce a dismisura. L’aumento della popolazione provoca scompensi alimentari perché il poco cibo prodotto non basta per tutti e la disponibilità scende provocando carestie e malattie.

    Inoltre, parallelamente all’aumento della popolazione, aumenta anche la disoccupazione. Uno dei rimedi al fenomeno è migliorare la tecnica agricola di questi stati per aumentare la produzione agricola e fornire un’adeguata quantità di cibo alla popolazione. Successivamente bisognerebbe intervenire per migliorare l’istruzione di queste popolazioni; infatti le famiglie generano molti figli a causa della scarsa informazione medica e culturale.

    Legato al fenomeno dell’esplosione demografica c’è il fenomeno dell’indebitamento. Per far fronte alla crescente richiesta le nazioni povere sono costrette a importare derrate alimentari dai paesi ricchi e,non avendo soldi per farlo, devono indebitarsi.

    Per estinguere i debiti devono investire tutto il denaro possibile, non destinandolo alla costruzione e al miglioramento delle opere pubbliche e dell’agricoltura.

    Gli stati indebitati devono fare i conti anche con gli alti interessi sui prestiti che spesso, accumulandosi, superano il debito stesso. Questi stati si trovano attanagliati in un circolo vizioso e non hanno possibilità di uscirne se non con l’aiuto dei paesi ricchi.

    Il rimedio principale a questo problema sarebbe eliminare il debito dei paesi poveri, dando modo a queste nazioni di investire i pochi capitali che hanno a disposizione sul loro territorio e non per pagare debiti e astronomici interessi.

    In generale i rimedi per risolvere la piaga del sottosviluppo sono numerosi ma implicano sforzi e sacrifici economici da parte di tutti, paesi sviluppati e sottosviluppati. I primi devono badare meno ai loro interessi economici e devono fornire il loro aiuto per risolvere il problema.

    Aiutando i paesi poveri si darebbe alla popolazione un’alternativa alle migrazioni di massa che interessano anche i paesi ricchi in quanto sono i paesi verso cui queste migrazioni sono dirette.

    I paesi poveri devono invece iniziare un progresso che probabilmente avrebbero già iniziato se non fossero stati pesantemente sfruttati dai paesi ricchi.

    Sperare che i paesi poveri raggiungano lo stesso grado di sviluppo di quelli ricchi è un’utopia perché le risorse del pianeta non lo permetterebbero, ma un grado di sviluppo sufficiente sarebbe raggiungibile e limiterebbe il problema dell’insufficienza alimentare.

    Nei paesi ricchi si stanno iniziando a compiere sforzi concreti soprattutto da quando l’opinione pubblica ha iniziato a rendersi conto del problema.

    Le associazioni economiche mondiali come la CEE o la Banca Mondiale del lavoro hanno stanziato ingenti somme a fondo perso.

    L’opinione pubblica, a

  • Anonimo
    1 decennio fa

    http://www.feedingminds.org/info/background_it.htm

    Il principale fattore dai cui dipende la nostra salute è certamente l'alimentazione. Moltissime malattie derivano infatti dagli gli errori che commettiamo ogni giorno in cucina.

    Ma come fare per evitare almeno gli errori più gravi, e prima di tutto, come fare per capire quando un determinato comportamento alimentare fa bene alla salute oppure no?

    Sicuramente non mancano i libri di dietetica, ma la loro utilità pratica è spesso discutibile. Non è pensabile, per esempio, che la gente ogni volta che si siede a tavola debba contare e pesare le calorie, le vitamine e i sali minerali, per non dire del fatto che le diete proposte sono le più disparate e spesso in contrasto tra di loro.

    Inoltre anche le norme di igiene che riguardano i cibi devono essere ripensate. Una volta i problemi igienici riguardavano la pulizia (l'igiene, appunto), la difesa dai parassiti e la conservazione degli alimenti. Più i trattamenti erano drastici e più i conservanti chimici robusti, più era garantita l'igiene. Oggi i problemi che minacciano la salubrità degli alimenti sono in gran parte cambiati. Naturalmente bisogna continuare a garantire la perfetta conservazione dei cibi, ma i principali problemi igienici oggi sono altri: prima di tutto il peggioramento qualitativo dovuto alla presenza dei pericolosi conservanti chimici e all'impoverimento che spesso i cibi subiscono. Per esempio lo zucchero bianco non ha mai presentato problemi di conservazione, e questo era sufficiente per considerarlo un prodotto igienico. Eppure i dietologi oggi sono convinti che lo zucchero sia un alimento dannoso, molti lo considerano un vero e proprio veleno.

    Il motivo? Perchè è un alimento del tutto privo dei principi nutritivi con i quali in natura si trova sempre associato.

    Per migliorare la qualità dei cibi e dell'alimentazione è quindi necessario rivedere il concetto di igiene alimentare.

    Ma esistono dei criteri per stabilire di volta in volta se un dato alimento fa bene alla salute o se invece è più dannoso che utile? C'è una sola cosa che può spiegare perchè una alimento fa bene o male alla salute, ed è l'evoluzione. Se il nostro organismo nei milioni di anni dell'evoluzione si è adattato ad un particolare alimento, allora dobbiamo aspettarci che faccia bene, altrimenti il contrario.

    Oggi l'antropologia fisica, la scienza che studia l'evoluzione biologica della specie umana, è sufficientemente progredita da darci un'idea dei nostri adattamenti alimentari, ed è quindi in grado di spiegare, almeno a grandi linee, cosa bisogna mangiare e cosa evitare. I dati non sempre completi e a volte incerti sulla nostra evoluzione biologica devono comunque essere sempre confrontati con quelli risultanti dalla ricerca scientifica sull'alimentazione.

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