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etcetera ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Questa mela di cui sto assaporando la fragranza è oggettivamente e assolutamente mela per l' universo intero?

Ci sono giudizi di cui accettiamo normalmente la relatività, tipo "fa freddo" oppure "ho fame" essi hanno il loro contesto di limitata validità riconosciuto da chiunque non soffra di paranoia (è qui, ora e per me che fa freddo, sono io e non te che ho fame).

Ci sono altri giudizi che sembrano invece più oggettivi, ad esempio la mela è rotonda, oppure questa mela è rossa. Anche se la sua rotondità varia con la visione prospettica e il suo colore con la luce e l' occhio di chi la guarda, si ritiene con buona ragione che nessuno che conosca i significati di mela, tondo e rosso potrà mai dubitare della verità di quanto si dice e che nessuno, per quanto anomala sia la sua prospettiva, potrà mai affermare che la mela è quadrata.

Ci sono infine giudizi assoluti del tipo "questa mela è una mela" che significa questa cosa che mi dà in linea di massima e fatte salve trascurabili variazioni tutte le sensazioni di una mela è ciò che chiamo mela e resta necessariamente tale per tutti in qualsiasi contesto o su qualsiasi sfondo. La parola mela significa sempre questa cosa mela che significa sempre e solo se stessa, la sua realtà.

Eppure qualcosa non mi convince. E' vero che se una cosa significa se stessa non ha bisogno di contestualizzarsi, ma il procedimento per cui si isolano certe sensazioni ed emozioni dal mondo intero per attribuire ad esse un significante verbale definito non è comunque un processo astrattivo quanto mai arbitrario e comunque soggettivo? Perché mai una mela attaccata a un albero, una mela che morsico per saziare a fame, una mela comprata in una giornata di pioggia dal fruttivendolo, piuttosto che una mela sbocconcellata o raccolta a terra mentre brilla il sole dovrebbero essere sempre la stessa astratta mela uguale per tutti e separata nella sua melità dall' universo intero in essa concretamente presente qui e ora? Ogni oggettivazione non sarà allora sempre un' astrazione separante, semplificatrice, arbitrariamente violenta e dolorosa nella sua razio-nalità che separa ed esclude l' irriducibile infinita realtà di ogni cosa?

Aggiornamento:

Non fraintendermi Filone. "Ho fame" detto da Filone nel contesto Filone è assoutamente vero e Filone non soffre di paranoia. Paranoia sarebbe se Filone pretendesse che la sua fame fosse di tutti. D' altra parte tu stesso mi facevi giustamente notare che "ho fame" detto da te diventa "Filone ha fame" detto da me se si vuole conservare lo stesso significato di verità, diventa quindi un' altra frase.

Certamente poi che dire "questa è una mela" non significa dire "tutte le mele sono uguali", ma che in tutte le mele questa compresa, c' è un quid astratto che le accomuna ed è questo quid astratto oggettivamente definito che metto in discussione come prodotto di una volontà che riduce la realtà fenomenologica irriducibile dell' oggetto.

Aggiornamento 2:

Kerplan, la tua risposta presuppone che vi sia una separazione tra verità e realtà tra soggetto che esprime e cosa che è espressa. Questo mi porta però a un' altra domanda: da dove viene quella verità a cui la realtà resta indifferente? Io quando dico che questa cosa è una mela, sono in qualche modo fuori dalla reatà, o, come suggerisce Saphira, altro dall' universo che non ha bisogno di dare un nome alle mele? Cos' è questa mia mente che non appartiene a questo universo eppure vuole costruire verità su di esso guardandolo da fuori per proclamarsi oggettivo?

Aggiornamento 3:

Dunque Lupo dici che una mela è una definizione di un insieme di percezioni collegate concordata da persone mentalmente e fisicamente sane. Adesso la difficoltà sta nello stabilire chi sono queste persone. In genere si va a maggioranza, ma supponiamo di essere solo in 2 su un isola deserta, uno dei due è matto o daltonico, ma non si sa chi e non c' è modo di saperlo. Chi decide in merito all'essere mela?

Aggiornamento 4:

Ma Saphira, l' universo indaga eccome sulle cose, lo fa attraverso noi se noi siamo un suo prodotto. Oppure l' universo non si cura affatto di indagare e allora le nostre menti non sono un prodotto dell' universo, sono altra cosa e ne stanno al di fuori.

Aggiornamento 5:

Lupo e se ci sono 100 persone daltoniche o non sane di mente e 1 sola che ci vede bene, non sarà questa sola a essere comunque considerata pazza? E se siamo in 2 su un' isola deserta, uno vede la mela in un modo e l' altro in un altro, forse uno sarà daltonico, ma come facciamo a sapere chi se entrambi pensiamo di non esserlo?

Aggiornamento 6:

Ma siamo davvero sicuri Crossover che la scienza tecnologica ci faccia uscire dalla porta, oppure che non sia quella che meglio di filosofia e matematica ci dà l' illusione di essere usciti salvo poi accorgerci del contrario?

Aggiornamento 7:

Molto interessante Franco B. Mi dici la verità è ciò che funziona e fa funzionare se ho ben capito, un' interpretazione molto tecnica, molto attuale. Penso poi che qualcosa funzioni quando ottengo ciò che desidero, o più oggettivamente quando so prevedere ciò che accadrà e quindi controllarlo. Eppure anche le illusioni funzionano a tale scopo, anzi funzionano anche meglio delle verità, soprattutto quando riescono a convincerci con la più assoluta certezza che ciò a cui arriviamo è proprio quello che cercavamo (magie dela tecnica!).

Che strana combinazione questa delle illusioni, della verità, della tecnologia con le mele. Non si dice infatti che tutta la storia dell' umanità è nata dall' illusione fatta balenare nella mente umana da un serpente che una mela non fosse solo una mela, ma addirittura il principio di onnipotenza?

Aggiornamento 8:

Molto interessante Franco B. Mi dici la verità è ciò che funziona e fa funzionare se ho ben capito, un' interpretazione molto tecnica, molto attuale. Penso poi che qualcosa funzioni quando ottengo ciò che desidero, o più oggettivamente quando so prevedere ciò che accadrà e quindi controllarlo. Eppure anche le illusioni funzionano a tale scopo, anzi funzionano anche meglio delle verità, soprattutto quando riescono a convincerci con la più assoluta certezza che ciò a cui arriviamo è proprio quello che cercavamo (magie dela tecnica!).

Che strana combinazione questa delle illusioni, della verità, della tecnologia con le mele. Non si dice infatti che tutta la storia dell' umanità è nata dall' illusione fatta balenare nella mente umana da un serpente che una mela non fosse solo una mela, ma addirittura il principio di onnipotenza?

18 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Se tu sei l'universo intero, sì.

    Se invece non corrispondi all'universo intero e non hai modo di conoscerlo, non serve neppure chiederselo, perchè non avrai una risposta definitiva.

    Fonte/i: Più sintetico di così, si muore. La tua domanda sembra un sofismo, ma dubitare è sempre meglio che ignorare. E io ti ho risposto per quello che la logica mi suggerisce.
  • 1 decennio fa

    Maral, separa la tua mela dall'ambiente circostante e chiudila in una scatola.

    Essa esiste ancora oppure non esiste più?

    Puoi sapere che esiste solo nel momento in cui aprirai la scatola per osservare e ogni volta che aprirai la scatola la mela sarà impercettibilmente diversa dalla volta precedente: piano piano marcisce... si trasforma e diviene altro.

    Esattamente come cambiano le tue definizioni su di essa nel tentativo di descrivere precisamente il suo stato: mela acerba, matura, marcia... terminati gli aggettivi termina anche la tua capacità di descrivere quell'ente riconoscendolo come mela.

    Quindi passerai a descriverla come residuo biologico putrescente etc. etc.

    Possiamo affermare che comunque sia quella è sempre la stessa entità che si è trasformata nel tempo secondo le sue peculiarità concordemente alle possibilità permesse dall'ambiente circostante?

    Quindi con la parola mela non sto affatto definendo un'emozione soggettiva ma comunicando la descrizione di un'esperienza che ognuno può ripetere in qualsiasi luogo ove esistano entità che abbiano come peculiarità quell'insieme di caratteristiche che definiamo melità e che ne descrivono il suo divenire.

    In base a questo ognuno può poi astrarre le sue soggettive emozioni sulle mele, ma nessuno potrebbe far finta di dire che l'esperienza "mela" gli sia sconosciuta.

    E' oggettività questa o astrazione semplificatrice?

    Boh! Però posso affermare con una certa sicumera che la verità è sempre un'interpretazione soggettiva di una realtà che le rimane completamente indifferente. :)

    *********************

    Non so se ho capito bene: mi stai chiedendo chi sei, dove vai e cosa fai???

    Eheheh! Dai Mario, io non posso rispondere a questa tua domanda!

    Sarebbe inutile in quanto è evidente che ognuno deve poter riconoscere se stesso nell'universo che lo circonda oppure negarsi ad esso nel modo in cui preferisce farlo.

    Se sei poiché esisti è logico pontificare che appartieni indissolubilmente a ciò che ti da la proprietà di esistere, altrimenti non esisti e non sei e qualsiasi altra considerazione diventa aria fritta.

    Illogicamente potresti postulare che sia invece l'universo ad appartenerti e che sia la sua esistenza ad essere permessa da te in quanto mente separata che osservando ed agendo lo crea e lo plasma a sua immagine e somiglianza.

    In definitiva però puoi solo ammettere che vi è una contemporanea esistenza in cui tu puoi riconoscerti come parte dell'universo, non sapendo però se l'universo è reciprocamente consapevole che tu ne faccia parte.

    Quindi riducendo tutto a generalizzazioni "sicure" posso solo dire che esisti perché sei e fai perché sei quel che esiste per fare.

    Dove vai non lo so, il futuro mi è ignoto, so solo che andrai dove ti porta il cuore, come tutti. :)

    Ma pure questa mia risposta è solo dialettica, non verità: un modo semplice d'aggirarla e di negare quel che è innegabile ignoranza. :)

  • 1 decennio fa

    Per l'universo la mela è solo una delle innumerevoli espressioni di se stesso e nient'altro. L'universo non ha bisogno ne di darle un nome ne di giustificare il suo esser mela.

    E' solo la mente dell'uomo che si pone certi problemi, e soo perché deve usare quelle -espressioni- e distinguerle dalle altre.

    @Maral, perché dici?

    "Cos' è questa mia mente che non appartiene a questo universo eppure vuole costruire verità su di esso guardandolo da fuori per proclamarsi oggettivo?"

    La tua come le menti di tutti appartengono all'universo in quanto sono il prodotto di una delle sue -espressioni- che è l'uomo..., universo che non indaga (ammesso che lo possa fare) su di esse, mentre noi indaghiamo anche sulla mente stessa come su tutto ciò che scopriamo, ...siamo gli eterni bambini che cerchiamo di costruire verità su cose mai viste prima e una volta fatto passiamo alla cosa successiva per renderla oggetto e quindi identificabile. La soggettività oggettiva coincide con l'oggettività soggettiva, alla fine.. perché l'oggetto per divenire tale dalla -cosa- ha bisogno del soggetto che la identifichi confrontandolo con altri soggetti che lo rendano oggettivo, e ciò è un interesse solo umano disconosciuto dall'universo, a meno che non si voglia credere che l'universo sia anche lui pensante e coltivi il suo campo di mele.

    L'universo non ha bisogno di oggettivare la cosa perché essa è solo un prodotto fisico-chimico-logico legato a determinate leggi e quando si rompe una simmetria il risultato che produce non distingue ne mele ne un intero pianeta, e se esso è distruttivo distrugge tutto ciò che incontra sulla sua strada.

    E' solo la mente che cerca di produrre azioni ponderate scegliendo cosa distruggere o salvare.

    La mela per l'universo è come un pelo di colore differente per un cane che non sa neanche di averlo. L'universo si accorge di qualcosa solo quando le sue leggi fisiche vengono violate e a quel punto agisce incolsultamente fino a quando non si ristabiliscono gli equilibri, come un'onda anomala che sfidando la gravità raggiunge 30 metri e poi ricade per ritrovare il suo equilibrio.

    rifles.: guarda un po' dove può portare una mela, anche a un pelo di cane!

    @ Maral mi ridice:

    "Ma Saphira, l' universo indaga eccome sulle cose, lo fa attraverso noi se noi siamo un suo prodotto"

    ...allora.... in verità io dico

    - noi umani siamo una delle tante espressioni dell'universo....

    - la mente è un'espressione-caratteristica dell'uomo....

    - la mente si evolve fino a poter ragionare su se stessa, sugli altri prodotti e sull'universo intero

    - la mente, gironzolando col suo uomo, si accorge della mela (ancora cosa indeterminata)

    - la mente chiede all'universo: cos'è quella cosa?

    - l'universo non risponde.... e neanche capisce...

    - la mente pensa: vedi.. st'universo non sa neanche cosa ha sfornato e neanche parla! ..quindi ogni cosa è nata spontaneamente e st'universo neanche se ne è accorto, per cui mi arrangio da sola, la chiamo mela e provo anche a mangiarmela, poi la esaminerò meglio.

    Appare chiaro che questa mente diventa ente a se stante nel momento che esamina ed è come se essa prospetticamente fosse fuori dall'universo pur essendone parte, e il più bello è che nessun'altra parte dell'universo è capace di dire cosa essa stessa è, perché ciò che nasce spontaneamente da altro e non ha mente, non ha la coscienza di cosa realmente sia, e tutto l'universo intero essendo solo energia e materia non potrà mai riconoscere i suoi prodotti -e non potrà neanche sapere che uno di quei prodotti ha una mente-.

    Solamente un Ente supremo creatore potrebbe conoscere l'universo creato ma sembra strano che quell'Ente crei degli umani pensanti e poi non discorra con essi per spiegare i misteri di quell'universo senza etichette.

    Adesso Maral, metto la mela nella grattugia e ce ne gustiamo un po' per uno e il resto agli altri.

    Dormi bene.

  • Ross
    Lv 5
    1 decennio fa

    Ritengo che siamo impossibilitati dal percepire la Realtà assoluta che ci circonda, motivo per cui siamo costretti a crearci una realtà con la erre minuscola che non è altro che una pura convenzione. La mela è mela per noi esseri umani ed è quell'oggetto dotato di determinate caratteristiche, più o meno variabili, basate sul nostro sistema conoscitivo che, filtrandole e raggruppandole, ci permette di isolarlo da tutto il resto. Essa è quindi solo una rappresentazione incompleta della Mela, una sfaccettatura della sua totalità, un'astrazione basata sulle caratteristiche fisiche che ci è dato di conoscere.

    Solo una mente assoluta che abbraccia ogni cosa e in essa crea l'universo e le nostre menti è in grado di percepire la Mela di cui la nostra rappresenta solo un'umile prospettiva, la Mela esiste solo nella mente di Dio.

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  • 1 decennio fa

    A mio parere, Maral, la tua domanda sarebbe stata quasi quasi relativamente 'semplice', se non avesse sollevato mille questioni sull' 'esser mela' di una mela (Ovvero la 'melità'), l' essenza della mela, da cui inevitabilmente siamo ricondotti, anzi trascinati, alle origini della dialettica platonica o dell'analitica aristotelica, per rimbalzare poi, per naturale sviluppo della questione, alla disputa medioevale sugli universali, e rimanere poi impigliati tra le maglie del realismo dei realisti, il nominalismo dei nominalisti, l'idealismo degli idealisti , ecc.

    A questo punto mi son sentito schiacciato dall'insostenibile non-leggerezza del compito, finché ho sospettato che, ad aver la meglio, in me, fosse una certa, pur legittima, pigrizia mentale, e allora, preso il toro per le corna, mi son detto "e va be', rispondo"; con nella mente le altisonanti parole di Bruto nel Giulio Cesare "This is my answer, not that I loved Caesar less, but that I loved Rome, more!" (che non c'entrano un tubo), ho preso coraggio e, meno enfaticamente di Bruto, This is my answer__

    Tendenzialmente direi ' divide et impera ', nel senso, per capirci qualcosa e uscire dal garbuglio, di distinguere e separare, separare e distinguere i piani del discorso, e non miscelare tutto in un cocktail nel quale non ci capiamo più nulla e 'tutte le vacche sono nere'. Teniamo distinti e separati i piani del discorso logico, onto-logico, psico-logico, semio-logico, ecc, fino a quello pragmatico-comunicativo di quegli isolani, di occhi buoni e mente sana o (alcuni?, uno?, tutti?) daltonici o psicopatici.. ; dopotutto, non siamo 'isolani' anche noi?, uno sparuto gruppetto di umani a rispondere a questa domanda, oppure, meno sparuto, ma sempre gruppetto di umani del pianeta Terra a cercare di capirci almeno su ciò di cui stiamo parlando, prima ancora che sull'essenza ' oggettiva ' della mela?

    Messa così, ' semplificata ' la questione (o meglio, amputata di molte sue parti), io son d'accordo, in prima battuta, con l'impostazione di Lupo Fabio, che ha il vantaggio di porre l'accento sul punto dell' ' interesse a capirsi ' che hanno gli abitanti dell'isola (quindi anche noi, abitanti dell'isola chiamata pianeta Terra); e non ha importanza se in quest'isola siamo solo in due e non siamo d'accordo, vorrà dire che il più ' pre-potente ' darà un pugno a quell'altro e si piglierà la ragione con la forza, anche se dirà che la mela è una zucca. Ma io ho fatto un esempio grossolano ma anche ' mito-logico ', perché il pre-potente risulterà, alla lunga e in una cerchia più ampia di umani, non quello che dà materialmente un pugno, bensì quello più ' bravo ' a far funzionare quello che dice. In breve, Maral, mi hai già capito, è la ' logica ' scientifica, quella che, sperimentalmente, è ' funzionale ' (a chi, e in che senso, a un livello più evoluto, già diventa un discorso in senso lato ' politico ').

    Vediamo la continua scoperta di particelle, e loro ' comportamenti ', 'quantistici ', che non è neanche facile descrivere e 'chiamare' in un modo o in un altro (magari anche 'mela', spesso usano nomi pittoreschi); perché anche il ' nominare ', battezzare con un nomen, è già, o implica, il riferimento a un sistema di leggi o congetture, che hanno il pregio della 'plasticità', cioè del piegarsi o anche modificarsi in relazione all'osservazione sperimentale, quel che si chiama un ' fatto '. Il quale, qualunque cosa sia, ha una sua funzionalità pratica, molto pratica, a uso e consumo degli abitanti dell'isola. Questa non è più la 'pre-' potenza di un pugno, è la conclamata ' potenza ' scientifica.

    Quanto alle sue origini, quell'approccio ' pragmatico-comunicativo ' dei primi isolani ha preso piede, nell'Occidente, ben lo sappiamo, con la ' razionalità ' del pensiero greco e via dicendo, proprio per la sua capacità di ' dominare ', anche concettualmente, il mondo. Qual è il ' difetto ' ? La sottintesa, non dichiarata, soggiacente, illusoria identificazione del ' progresso ' scientifico con un non meglio chiarito progresso in generale di noi abitanti dell' Isola . Finché ci troveremo nell ' 'isola dei Famosi' senza neanche le telecamere della Tivi' .

    __

    già già, Maral, mancava la dimensione simbo-logica, la mela è anche quello__

    (hai scelto un bel frutto, oppure, dal sottosuolo, è la Mela che ha scelto Te?,,)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    la spiegazione più semplice è che ci siano due mondi: il mondo "reale", e il mondo "ideale", diciamo, per comodità.

    noi siamo in ambo i mondi: facciamo parte del mondo reale in quanto ossa carne ecc, facciamo parte del mondo ideale in quanto pensieri sogni ecc.

    nel mondo reale c'è questa mela, e ci sono altre mele, e c'è qualcuno le vede.

    nel mondo ideale c'è la mela vista, ricordata, e c'è anche l'insieme "mele" volendo, che contiene tutte le informazioni sulle mele.

    nel mondo reale, questa mela è quel che è, e non c'è dubbio.

    nel mondo ideale, quella mela è che è, e non c'è dubbio...

    ma ciò che è la mela nel mondo reale, e ciò che è l'immagine della mela nel mondo ideale, sono due cose diverse, per il solo fatto della diversa residenza...

    è anche da notare come i due mondi siano in simbiosi: il mondo ideale cambia col cambiare del mondo reale (se vedo che la mela è diventata marcia, l'immagine che ho di essa cambierà, rendendosene conto), e il mondo reale cambia col cambiare del mondo ideale, perchè oggettivamente c'è il tizio che guarda la mela, e se il tizio pensa "questa mela è troppo rossa", oggettivamente il tizio sta pensando "questa mela è troppo rossa"; ma di certo la mela non è oggettivamente troppo rossa, anche se oggettivamente, è da qualcuno reputata troppo rossa.

    ...

    quindi, cos'è questa mente?

    la connessione tra i due mondi,

    ed è inevitabile che, attingendo da entrambi, non sia fedele esclusivamente ad un mondo, quindi non sarà mai completamente oggettiva, o completamente soggettiva.

    poipoi... non considero l'astrazione dolorosa, violenta... lo sarebbe se fosse assoluta, quindi separata dalla realtà, ma essendone legata, non può che adeguarsi al cambiamento ed evolvere con la mela...

    anzi, l'astrazione serve proprio per interpretare il mondo reale, è lo strumento della mente per creare la connessione...

    p.s. mi permetto di provare a rispondere all'ulteriore quesito che hai posto, sebbene fosse posto ad altrui, che passavo di qui, e comunque una risposta non è mai abbastanza soddisfacente.

    m'è capitato di pensare al dilemma degli universali paragonandolo al paradosso di zenone della dicotomia...

    cioè, che una distanza non può essere percorsa perchè fatta di infinite distanze, e quindi ci vorrebbe infinito tempo;

    ma in realtà, la distanza può essere percorsa, nonostante sia fatta di infinite distanze, in un tempo finito, nonostante anche il tempo sia fatto di inifiniti intervalli di tempo.

    per gli universali, anche loro sono concetti finiti. penso alla mela, penso a un'oggetto finito...

    ma in realtà, sto pensando a un'infinità di cose: al gusto dell'ultima mela che ho mangiato, al peso della prima mela che ho soppesato, insomma infinite cose, compresi magari i luoghi dove ho visto delle mele, i colori delle mele che ho visto...

    ovviamente tutti questi elementi non possono affiorare alla mia coscienza tutti d'un colpo: prenderò solo quelli che mi servono, e quindi mi ricorderò che è rotonda, che può essere rossa o verde, che pesa poco, ad esempio.

    su questi elementi concorderebbero tutti...

    ma non per questo il concetto di mela è universale, oggettivo;

    o meglio, se vogliamo definire l'oggettività come il riassunto delle caratteristiche più utili al ricordo, va bene: il concetto di mela è oggettivo.

    ma le caratteristiche utili al ricordo dipendono dai ricordi, e quindi da una soggettività...

    nel caso dei due sull'isola, uno penserà alla mela in un certo modo, e l'altro in un'altro modo, e ognuno terrà in considerazione il modo in cui l'altro considera la mela;

    quindi i due avrebbero un concetto simile di mela, perchè entrambi pensando "mela", penserebbero alla mela che entrambi possono vedere...

    anzi, non ci sarebbero fraintendimenti, nonostante i due avessero diversi pensieri riguardo alla mela.

    bòn, sono andato un po' a ruota libera, spero sia uscito qualcosa che risponda almeno in parte alle tue domande!

    saluti.

  • Filone
    Lv 6
    1 decennio fa

    Se dico che questa mela è una mela, non dico che è identica ad ogni altra mela, dico solo che hanno qualcosa in comune. E non deve essere qualcosa di molto significativo, può essere anche soltanto il fatto che in una certa comunità una certa parola, "mela", si applica a quelle cose.

    Fra l'altro, continuando la discussione iniziata in un altra domanda, io devo soffrire di paranoia, perche non credo che esistano giudizi relativi.. se dico "ho fame" dico che io ora ho fame, ovvero che Filone ha fame sabato 13 marzo alle 9 e 20; e questo, se è vero, sarà vero per te come per me come per chiunque altro, e oggi come domani come fra mille anni (anche se naturalmente nessuno lo saprà, fra mille anni, non per questo sarà meno vero). Se un altro dice "ho fame", ovviamente può essere che sia vero quello che dico io e falso quello che dice lui, ma questo è solo perché lui dice qualcosa di diverso; anche se usiamo le stesse parole, non c'è nessun giudizio che esprimiamo entrambi e che sia vero per me e falso per lui. Stiamo dando due giudizi diversi usando le stesse parole.

    Maral, la prima parte della mia risposta intendeva dire qualcosa sul problema del "quid", che era il punto di questa domanda. In altre parole sto dicendo che se si è nominalisti riguardo al problema degli universali, non si deve porre nessun "quid", ma, forse, si puo comunque considerare il giudizio "questa è una mela" universalmente valido.

    Non dico che la cosa sia semplice, e che il nominalismo sia chiaramente corretto. Si tratta di un tema comunque complesso e affascinante. Credo che questo libro contenga una difesa di un punto di vista nominalista, e mi sento di consigliarlo, sulla fiducia per l'autore, un vero 'cervello in fuga' (me lo comprero' anch'io ovviamente appena posso!):

    http://www.ibs.it/code/9788842092056/varzi-achille...

  • 1 decennio fa

    Noi tendiamo a etichettare le cose. Tipo tu hai un nome no? Quella è una etichetta che permette agli altri di riconoscerti facilmente. Una mela può e ha tutto il diritto di essere una mela perchè sennò cosa sarebbe? Però dipende se parliamo di mela rossa o mela verde. Oppure una mela mangiata con la BUCCIA o SENZA!!!! Qui il discorso si fa interessante. Una mela materialmente o liquidamente può essere sia una MELA solida che liquida(frullato). Questo è il bello della scienza. Perchè la stessa mela che stai mangiando è unica al mondo perchè in quel momento solo tu stai mangiando quella precisa mela in quel preciso istante. Solo se ti rifletti in uno specchio forse puoi ottenere lo stesso effetto ma dipende dall'angolazione che hai rispetto allo specchio e dalla luce che filtra e viene rispecchiata. Di solito una mela è una mela. Su qui non ci sono assolutamente dubbi. Ma poniamo il fatto che una mela diventi una PERA!!! Dipende tutto dal periodo e dal contesto storico in cui ci troviamo. Infatti oggi viene chiamata mela ma se per caso a qualcuno viene la brillante idea di cambiargli nome in pera, la pera diventa automaticamente una mela. E quindi in quel preciso istante non stai mangiando più una mela ma una pera. Ma siccome abbiamo detto che una pera diventa automaticamente mela....facciamo così guarda....mangiati una bella banana....

  • Apollo
    Lv 6
    1 decennio fa

    Dal tuo ragionamento capisco che ogni mela è unica, una forma di vita creata apposta per sfamare altre forme di vita in un progetto concreto creato da un'intelligenza superiore ed invisibile.

    Come dicevo un tempo alla mia ragazza: "se mela dai, io mela prendo"

  • Nana M
    Lv 4
    1 decennio fa

    Sai, dipende dalla prospettiva da cui si guarda:se valuto la mela come oggetto concreto e sensibile posso elencarne numerose caratteristiche che probabilmente,e sottolineo probabilmente ma potrebbe anche non essere così,sono viste in egual modo dai diversi osservatori;se poi ne analizzo le proprietà peculiari da un punto di vista merceologico o chimico è evidente che individuerò la presenza di acqua, sali minerali,vitamine,fruttosio,pectina,ecc.e queste componenti sono incontrovertibili per tutti. Se poi la valuto in modo soggettivo allora quella potrà non essere solo una mela,ma il pomo della discordia,il frutto biblicamente proibito,il frutto dal volto umano ecc.,ma è più che altro una questione di semantica,l'essenza "melità" rimane la stessa.ciao

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