Dopo la scoperta del sito archeologico a Gobekli Tepe l'agricoltura è ancora l'origine della civiltà?

Più antichi delle Piramidi.

L'archeologo tedesco Klaus Schmidt, ha scoperto templi stupefacenti di una civiltà antichissima e incredibilmente avanzata per quei tempi.Ne parla anche la rivista Nexus.

Una cinquantina di pilastri simili,ma più piccoli,a quelli di Stonehenge(in compenso più antichi di 6.000 anni), di almeno una decina di tonnellate (come diavolo hanno fatto ad alzarli?) ciascuno a forma di T sono stati ritrovati nel sud della Turchia,vicino al confine con la Siria; pietre imponenti scavate circa 11.000 anni fa, lavorate e disposte da un popolo preistorico che non utilizzava ancora utensili in metallo o la lavorazione della ceramica.

Essendo l'opera risalente secondo le datazioni a 11.500 anni fa,parliamo di Neolitico, con tribù di cacciatori-raccoglitori che non conoscevano assolutamente l'agricoltura,ma campavano di selvaggina e al massimo si nutrivano di bacche, germogl.Forse molluschi.

Potete trovare maggiori informazioni sul sito dei Francescani della «Custodia di Terra Santa».

Eppure non poteva trattarsi di piccole tribù,perchè per scolpire,intagliare e innalzare enormi blocchi di pietra occorrevano centinaia di persone,e una complessa organizzazione logistica per alloggiarli e sfamarli.E la caccia essendo più incerta dell'agricoltura non avrebbe potuto sfamare così tante persone.La scoperta di Schmidt rovescerebbe il rapporto classico per cui l'agricoltura ha permesso surpulus alimentari,lo sviluppo di organizzazioni sociali, le famose civiltà idrauliche, nonchè di burocrazie pubbliche di contabili.Non mi dilungo sugli altri,pur affascinanti,particolari della scoperta.

Tutta la scoperta suscita una domanda: non fu l'agricoltura allora, ma la religione e il culto del morti a rendere necessario la scoperta di nuovi modi di approvigionamento più sicuri e fruttiferi della caccia?

Questa almeno è la teoria dell'archeologo tedesco.

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    La rivoluzione neolitica ha cambiato per sempre la faccia del nostro pianeta e la traiettoria evolutiva della nostra specie.

    Invece di subire le forze della natura come tutti gli altri esseri viventi, l'uomo diventa gradualmente consapevole che può dominarla.

    Dopo una lentissima evoluzione durata centinaia di migliaia di anni, in pochi millenni da nomade diviene stanziale, costruendo edifici e dando vita a società complesse.

    Solo successivamente, in ancor meno tempo, da vita a società basate su agricoltura, commercio e scrittura, cioè a quella civiltà che tutti conosciamo, che comprende anche la gerarchia e la guerra.

    Sì, perchè stando ai ritrovamenti la società dei cacciatori - raccoglitori assomigliava più a quella paritaria ed utopica sognata da molti...

    Quindi lo sviluppo che ne segui fu il frutto più di un cambiamento concettuale che di una reale necessità.

    Come afferma un archeologo di Arvard, Ofer Josef, all'inizio del periodo, 12 mila anni fa, lo sviluppo demografico della regione che tu citi, la mezzaluna fertile, era al massimo possibile per una società di cacciatori raccoglitori, per cui quelli che si erano accaparrati le aree migliori si riunirono prima di tutto per sfruttarle al meglio e solo successivamente per difenderle.

    Ecco quindi come la sedentarietà in luogo generoso favorì il surplus di manodopera necessario alla costruzione di opere concettualmente complesse ed inutili sul piano della mera sopravvivenza.

    Anche secondo Jean Guilaine, del prestigioso Collège de France, la neolitizzazione è più una scelta dettata dalla volontà di "cambiare ottica" che da una necessità vera e propria.

    Per molto tempo il binomio sedentarietà- agricolura non è stato che un pre-giudizio culturale imperante e Gobekli Tepe, insieme agli altri ritrovamenti nell'area mediorientale,ha dato la spallata definitiva a questo modo di pensare.

    L'archeobotanico George Willcox afferma che non bisogna pensare che i neolitici vivessero solo di caccia: l'area mediorientale è il luogo dove crescono spontaneamente grano e orzo di varietà primitive che ad un analisi odierna si sono rivelate estremamente produttive, suscettibili di mantenere un discreto numero di individui senza il bisogno di particolari tecniche per coltivarli.

    Analogamente a quanto si è visto fare dagli indiani americani, è probabile che vi fosse anche una limitata forma di nomadismo agricolo che consisteva nel piantare i vegetali in luoghi sempre diversi, allo scopo di ritrovarli periodicamente.

    Tracce della macinazione dei cereali risalgono addirittura a 23 mila anni fa, quindi non è separando categoricamente e temporalmente le due attività che si capisce in che ottica venivano praticate e la loro importanza relativa.

    Ciò che sottolineano gli archeologi è che fino a 6-7000 anni fa le eventuali pratiche agricole si possono paragonare alla necessità che un uomo moderno potrebbe avere di farsi un gelato... cioè erano un di più, uno sfizio insomma.

    Klaus Schmidt è convinto che Gobekli Tepe sia il risultato di una società complessa unita dalle stesse credenze e capace quindi di uno scopo comune.

    Le steli rappresentano una figura umana stilizzata sulla quale è riportata un figura animale.

    A Urfa ( Turchia- Mesopotamia) è stata ritrovata una scultura umana di 2 metri di altezza, la più antica del mondo: secondo segno del definitivo abbandono del complesso di inferiorità nei confronti della natura e della celebrazione del potere dell'uomo: il prof. Ian Hodder, della Stanford University, afferma che essa è il primo sintomo della nascita dell'idea del sacro nell'essere umano.

    Quello che non bisogna pensare è che le credenze fossero organizzate in una religione istituzionale come la intendiamo oggi, ma questo te lo spiego questa sera perchè devo andare al lavoro.

    Scusami ma devo salvare spesso, perchè ci sono dei black - out.

    Chi non crede al fatto che i cacciatori raccoglitori potessero mantenersi in grandi nuclei urbani, deve immaginarsi una natura selvaggia dove gli spazi erano percorsi da mandrie di bufali, cervi , caprioli e quant'altro a perdita d'occhio, come quelle che, nelle praterie e foreste americane, sono state sterminate dai bianchi due secoli fa e che permettevano agli indiani di mantenersi tranquillamente.

    E acque limpidissime ed incontaminate in cui pescare ogni ben di Dio.

    Sempre Jean Guilaine afferma che il periodo corrispondente a Gobekli Tepe è caratterizzato da una sempre maggiore aggregazione degli uomini in agglomerati che potevano raggiungere dimesioni enormi, come Abu Hureyra (Siria) o Ain Ghazal, in Giordania.

    http://www.arch.unipi.it/uomo%20e%20piante/pdf/agr...

    http://images.google.it/imgres?imgurl=http://uploa...

    http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.m...

    http://it.wikipedia.org/wiki/'Ain_Ghazal

    A Catal Huyuk, in Turchia, il professor Hodder stima che vivessero non meno di 5000 persone, in una città dove, bada bene, non esistono strade,perciò si cammina sui tetti dai quali si entra in casa...anche passando attraverso quelle altrui.

    Una situazione che fa pensare ad una fortissima e pacifica coesistenza tra gli individui e quindi una mancanza quasi totale di qualsiasi conflittualità, oltre che di privacy.

    Da ciò lo studioso ne deduce che la proprietà privata e la ricchezza personale tra i cacciatori raccoglitori fosse l'unico autentico tabù sociale, diversamente dal sesso, in quanto tra i fabbricati non è stato possibile distinguerne nemmeno uno che avesse un' importanza o una particolarità maggiore degli altri e che per questo dimostrasse tracce di gerarchie sociali.

    Era un' enorme comunità collettiva dove gli spazi erano di tutti.

    Una società paritaria senza particolari differenze di status, governata tuttalpiù da un capovillaggio che funge da giudice di pace.

    http://img42.imageshack.us/i/mapane.jpg/

    http://www.circolodidatticodivinci.it/images/abita...

    http://www.eleprocida.it/public/file/progettazione...

    http://www.lafrusta.net/files/po_maison_catal_huyu...

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2c...

    Sembra che l' unico punto debole a livello collettivo fosse una paura fottùta della morte.

    Esisteva un vero e proprio culto degli antenati, cioè dei morti, che li spingeva a seppellire i defunti sotto il pavimento dell' abitazione e sotto il letto in particolare, separando la testa dal resto del corpo e a volte facendosi seppellire stringendo al petto il teschio di un caro estinto....

    Ma non bisogna pensare ad una vera e propria religione organizzata: probabilmente si limitavano a condividere aspetti e credenze comuni sul mondo e sulla vita in generale.

    Tra cui quella che la permanenza del defunto tra le mura domestiche ne pervadesse in qualche modo gli ambienti.

    Ci sarebbe da sfatare anche l'attribuzione del culto della dea-madre-terra ai cacciatori raccoglitori , avanzata in seguito al ritrovamento di statuette di donne "extra-large", in quanto non è stato al contempo rinvenuto nulla altro che facesse riferimento ad una forma di culto di qualsivoglia genere, nulla che la caratterizzi come madre o come dea.

    Di certo è probabile che la figura avesse una qualche importanza, forse una funzione particolare, di potere ma in senso lato, cioè che svolgesse delicate funzioni.

    http://www.trholme.com/garden-e-danu/CatalHuyukMot...

    Invero, tutto il simbolismo di Catal Huyuk lascia pensare che le donne fossero ritenute le "custodi dei morti" e quindi delle case, visto che li seppellivano sotto il pavimento.

    Sulle pareti sono comunque dipinte e scolpite raffigurazioni tipiche di cacciatori e non di agricoltori ed anche se l' addomesticamento ha già fatto la sua comparsa, tuttavia la sua importanza è ancora molto relativa e marginale.

    Il cambiamento da cacciatori raccoglitori ad allevatori- agricoltori è stato lento e graduale quindi, ma soprattutto non è stata una scelta obbligata e non uniforme.

    Con l' affermazione dell' agricoltura compare una scala di valori sociali diversa, tra cui quello della proprietà privata, e una gerarchia tra gli individui che si accentuerà sempre di più col commercio e l' inurbamento di persone che non sono più obbligatoriamente collegate al territorio per la loro sopravvivenza.

    Ma che sopravvivono dominandolo, anche con la forza della legge.

    Il boom demografico che ne segue costringe a non abbandonare più il nuovo sistema produttivo e innesca la spirale evolutiva legata a sempre nuove necessità.

    E compaiono edifici particolari, collegati a questa funzione di "controllo del territorio", accanto ai quali si possono distinguere edifici chiaramente dedicati al culto religioso vero e proprio, con sacerdoti ed offerte sacrificali.

    Ora il "di più", la ciliegina sulla torta, è diventato dominare gli altri uomini, e per ottenerlo si è disposti ad uccidere in modo sistematico.

    L' uomo ha addomesticato sè stesso.

    È nata la civiltà.

    Se così si può dire...

    Fonte/i: Filmati, libri ed articoli di ogni genere, raccolti qua e là per pura passione. Comunque ho fatto dei nomi, spero che basti come riferimento, ciao, buonanotte e complimenti per la domanda erudita.
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  • 1 decennio fa

    E' molto interessante e sconcertante questo ritrovamento e lo sconcerto deriva dal fatto che mette in discussione un assioma del nostro pensiero interpretativo, talmente accettato anche a livello inconscio che ci sembra paradossale negarlo. L' assioma è che la civiltà umana si sia sviluppata in modo lineare e (salve brevi parentesi) continuativo, l' assioma è che in sostanza noi ne sappiamo molte di più dei nostri antenati e che la nostra sapienza è dovuta allo scorrere progressivo e lineare del tempo. Tutta la nostra prospettiva è imperniata su questa visione necessariamente evolutiva del tempo che passa e non ci accorgiamo minimamente della sua arbitrarietà. I fatti crediamo ce la confermino, mentre quelli che non riusciamo a fare rientrare nella nostra prospettiva spesso vengono lasciati in disparte, sminuiti in attesa di un' interpretazione consona che permetta loro di rientrare nella visione del mondo che ci è abituale secondo norma.

    Non sempre questa visione di un passato rozzo e primitivo è stata quella prevalente, ma oggi è dal punto di vista ufficiale l' unica accettata: all' inizio si è rozzi cacciatori raccoglitori selvatici presi solo dalla necessità di riempirsi a sufficienza la pancia, poi agricoltori primitivi che via via si affinano, poi si scopre l' industrializzazione tecnologica, sempre avanti verso tecnologie sempre più mirabolanti nel futuro.

    Poi guardiamo ai monumenti del nostro passato remoto eretti in un tempo in cui gli uomini riteniamo vagassero dispersi nella natura più selvaggia e non capiamo come potessero riuscire a tagliare,trasportare e sollevare pietre così grandi e dure per poi incastrarle con una precisione millimetrica. Non capiamo ad esempio perché le piramidi più grandi e impressionanti risalgono a tre millenni fa e dopo non sia più riuscito a costruirle nessuno e quelle successive fossero decisamente inferiori. Non capiamo né il come né il perché di queste costruzioni e non lo capiamo a causa della immensa presunzione che accompagna la nostra visione del mondo,la nostra pretesa culturale.

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  • 1 decennio fa

    è provato che questi misteriosi archeingegneri non si avvalessero dell'agricoltura? magari avevano semplicemente scoperto questa forma di sostentamento "un po'" prima degli altri, e magari non conoscendo ancora il sistema di riarricchimento a ciclo dei terreni (la coltivazione periodica di erbe mediche, non ricordo il nome della tecnica) dopo un tot hanno dovuto spostarsi da una terra ormai arida, senza lasciare traccia.

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  • 1 decennio fa

    Da una prima indagine sui ritrovamenti, Schmidt sostiene che il tempio possa essere collegato con la storia biblica dell’Eden.

    Secondo i mussulmani, Sanliurfa, città vicina a Göbekli, altro non sarebbe che la città di Ur citata nella Bibbia; i fiumi che scendono dal Paradiso, invece, potrebbero essere il Tigri e l’Eufrate che bagnano la mezzaluna fertile nella quale si trova Göbekli Tepe; nella Bibbia si parla delle montagne che circondavano l’Eden e dalle cime delle colline di Göbekli si può vedere la catena montuosa del Taurus.

    Resta comunque il mistero di come un popolo, apparentemente ancora non civilizzato, poté realizzare un complesso sacro così grande con colonne dal peso di cinquanta tonnellate, in un periodo storico così antico; si ricordi, infatti, che l’unico complesso paragonabile a questo sito, sino ad ora scoperto, è quello di Stonehenge in Gran Bretagna risalente al 3100 a.C..

    Un aggiunta mia, tale sito è nelle vicinanze di Catal Huyuk, una citta' antichissima che risale a circa al 6.500 a.c. dove la divinita' adorata era la Dea Madre, ritrovata in alcune statuette.

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  • 1 decennio fa

    Il mio rompicapo sono da sempre le piramidi....non credo una parola di quello che è stato scritto attorno alle tecniche utilizzate per costruirle.Io so che non è possibile ciò che dicono,non lo è perchè io faccio un lavoro tecnico che affronta simili problemi,dislocare ed innalzare grandi masse,lo so perchè gli esperimenti condotti non hanno mai provato come si possano innalzare tre strutture simili contemporaneamente posizionando pietre di qualche tonnellata ad oltre cento metri di altezza,come siano state tagliate,levigate etc senza l'ausilio di strumenti....ma quello che mi sconcerta ancor più è un altra cosa,di dimensioni microscopiche scoperta qualche anno fa e che non ha spiegazioni logiche...questa:

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Da appassionato di archeologia, ero al corrente del ritrovamento, che è assolutamente eccezionale.

    Credo che, nel complesso, non metta totalmente in crisi la teoria di Schmidt.

    Va solo valutato con attenzione.

    Ci sono diversi punti da affrontare:

    1) quale doveva essere la consistenza della popolazione per erigere il tempio? In realtà, non c'è bisogno di centinaia e centinaia di persone per portare a compimento il lavoro. Già Tor Heyerdal dimostrò che un monumento monolitico (nel suo caso un mohai) poteva essere creata con mezzi limitati e strumenti rudimentali. Sei uomini riuscirono in soli tre giorni a scolpire interamente una statua di dodici tonnellate in tufo vulcanico e trasporla utilizzando 180 uomini, muniti di funi e di un'enorme slitta di legno. Un'altra statua pesante trenta tonnellate, rimasta a terra per secoli, venne issata su un'alta piattaforma di muratura, mediante un apposito basamento di pietre.

    Questo significa che, per tutto il periodo di costruzione del sito, bastavano probabilmente centocinquanta persone valide, quindi una popolazione totale in vita, in ogni momento, che si può stimare tra le duecento e le trecento.

    Sappiamo che quella zona, nel neolitico, era particolarmente ricca di risorse. Probabilmente era presente una fauna stanziale non migrante di tutto rispetto (sia macrofauna che microfauna) e non possiamo inoltre escludere la presenza di risorse ittiche.

    Delle condizioni del genere possono sostenere un gruppo di cacciatori stanziali, finchè la popolazione non si incrementa in maniera significativa o finchè non si riduce lo stock di prede a disposizione (in altri termini, finchè rimane costante il rapporto predatori/prede).

    Dopo tutto, uno di questi due eventi deve essersi verificato, perchè il sito fu abbandonato, verosimilmente, ancora in età preistorica o protostorica.

    Se è vero quindi che forme di civiltà si possono essere sviluppate prima dell'avvento dell'agricoltura, è presumibilmente anche vero che solo l'agricoltura ha consentito di stabilizzare la quantità di risorse disponibili, consentendo di abitare uno stesso sito in maniera continuativa per millenni.

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  • 1 decennio fa

    può essere. nella preistoria che ci viene insegnata non ci sono certezze,solo ipotesi molto probabili, basate sui ritrovamenti fatti ad oggi. siamo noi che poi la diamo per verità scontata.ma un singolo nuovo ritrovamento non può bastare a smentire tutto, almeno in questo caso. può darsi che siano esistite anche eccezioni che se considerate ci potrebbero confondere facendoci pensare che in tutto il mondo antico la cultura fosse a quel livello, mentre non era così.

    In questo caso per esempio si potrebbe anche pensare a una civiltà che vivesse in una zona atipica talmente ricca di cibo sia animale che vegetale, da non aver bisogno di sviluppare l'agricoltura per stabilizzarsi.oppure che praticasse un'agricoltura rudimentale ma comunque efficace a causa dell'ambiente favorevole. nel caso non si troverebbe traccia di canalizzazioni e opere idrauliche.

    oppure semplicemente non sono ancora state trovate. oppure sono state deteriorate del tutto dal tempo.dopo quasi 12.000 anni non è così improbabile.comunque la spiritualità è sempre stata una motivazione molto forte, ma resta il fatto che le opere megalitiche, specialmente quando così numerose, sottintendono una civiltà stanziale, il che richiede comunque una condizione ambientale dove il cibo non scarseggia. Insomma, è difficile che abbiano prima deciso di costruire megaliti, e solo in seguito si siano posti il problema di come fare a farlo senza nel frattempo morire di fame..

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  • 1 decennio fa

    penso che qualcosa di ENORME del nostro passato remoto ci sfugga, tanti siti megalitici sono molto più antichi di quanto riteniamo e certe costruzioni sarebbero difficilissime (se non impossibili) da replicare anche con gli strumenti più moderni. oltre a questo, oggi nel mondo diverse popolazioni vivono in uno stato di evoluzione culturale paragonabile a quello di chi li ha eretti migliaia di anni fa, e allora perché loro non ne fanno? in tutto il mondo antico venivano costruite meraviglie architettoniche, perché neanche una delle popolazioni "preistoriche" oggi viventi lo fa? cerca (anche se forse già lo conosci) il sito di Baalbek, ci sono delle pietre pesanti più di 800 t e nessuno sa chi le abbia messe lì, né quando o come.

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