*LOL*
Lv 7
*LOL* ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 10 anni fa

La vita è un pendolo che oscilla incessantemente tra dolore e noia?

In tre anni non ho mai amato la filosofia anche se vado bene, però Schopenhauer è stato il primo filosofo che mi ha colpito particolarmente. Il suo pensiero, magari banale, ma così vero mi ha affascinato. Specie quando dice che la vita è un dolore continuo e che l'amore non esiste...

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7 risposte

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Migliore risposta

    Ciao!!! sempre tu con la filosofia!!!! amala perchè è davvero bella!!! cmq si..è proprio cosi..per il grande Schopenauer..la vita è un pendola che oscilla tra il dolore e la noia..

    da questo bellissimo aforisma si può assolutamente notare il grande pensiero pessimista del filosofo..abituati agli idealisti come fichte e Hegel..egli fu il primo esistestenzialista...andò contro la filosofia di Hegel che nel suo pensiero e nei suo scritti..aveva dato importanza solo ed esclusivamente all'ASSOLUTO..L'UNIVERSALE..la vera realtà per Hegel era solo L'infinito..insomma non esisteva più la distizione tra finito e infinito..l'esatto contrario di Kant!!!inizia così con SChopenaeur la fase esistenzialista della filosofia...poichè..in tutti i pensieri filosofici dati da hegel..ci si domandava e l'uomo??? l'individuo che posto ha?? per hegel l'uomo in sè non aveva alcun valore..non era nulla..cioè era uno strumento solo un mezzo..l'uomo acquisiva quel poco di importanza solo all'interno della dimensione universale..in quanto essere che fa parte dell'umanità!! ecco per Schpenauer assistiamo a delle concezioni molto diverse..che ci fanno capire il profondo pensiero pessimista..insomma per questo filosofo l'uomo su questa terra nasce e ha come scopo la morte..la natura è un processo assolutamente avverso nei confronti dell'uomo..anche l'amore tra due persone..non è il sentimento meraviglioso che crediamo..ma in quel momento la storia del tempo ha voluto che due persone si unissero per portare avanti la specie..cioè è di un pessimismo incredibile che ricorda il grande Leopardi..schopenaur fu un grande scrittori di aforismi...per questo filosofo il cosidetto NOUmeno che in KANt non era possibile far conoscere all'uomo..con schopenauer si...il noumeno non è altro che la volontà..la tremenda e incessante voglia di vivere umana che deve rendersi conto che l'unico scopo che ha è solo la morte..!!!!

  • Carlo
    Lv 4
    10 anni fa

    Di certo la vita oscilla tra una inspirazione ed una espirazione.

    Quello che dicono i filosofi o anche le persone normali non è da amare, bensì semplicemente da capire, come loro "filosofia".

    Un altro conto è la nostra filosofia che corrisponderà ad un nostro sentire le cose e la vita, approfondito con onestà intellettuale, e proiettato nel comportamento personale.

  • Alba
    Lv 4
    10 anni fa

    la vita di chi non sa vivere oscilla fra dolore e noia. ma c'è molto di meglio.

  • bob g
    Lv 6
    10 anni fa

    schopenauer predicava bene e razzolava male

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  • 10 anni fa

    Definire banale una figura come il vecchio schoppi mi sembra un'eresia...è stato probabilmente uno di quei filosofi che è riuscito a rimanere fedelissimamente coerente al proprio modo di vedere il mondo lungo tutto il corso della propria vita.

    Personalmente preferisco altre figure (vedi Diogene il cinico o come contemporaneo Nietzsche, che pare vada ora molto "di moda") metodicamente parlando(ritengo troppo "religioso" il concetto noluntiano), tuttavia mi affascina molto la radicalità con cui Schopenauer sia riuscito a perseguire la propria linea di pensiero arrivando a vivere veramente come un reietto.

    Per quanto riguarda specificatamente la domanda penso che ci sono effettivamente momenti in cui ci si chiede (o almeno io arrivo a chiedermi) quale motivo ho per non decidere di abbandonare questo mondo , poi io mi sono sempre risposto che l'unica molla che mi impedisce di fare una cosa del genere è il desiderio di cercare se si può trovare qualcos'altro che ancora nn si era analizzato o su cui non avevo ancora riflettuto.

    La curiosità di conoscere nuove eventualità "fortunatamente" mi induce a restare per vedere cosa posso ancora vedere.

    Diciamo quindi che nella mia esperienza personale vedo maggiormente la noia che non il dolore come condizione esistenziale (inteso :dopo aver raggiunto un certo modo di ragionare e una certa visione del mondo ) però dai come diceva il buon Leopardi (anche lui un gran "simpaticone") per ora il nostro compito è quello di cercare di sopportare fieramente la nostra condizione sperando di poter trovare un giorno un qualche spiraglio di luce ,d'altra parte anche il più pessimista degli uomini non sarà mai capace di escludere totalmente anche la più piccola , minima possibilità di incertezza nel suo "arido vero"(cit di Leopardi) nella sua visione negativa una piccolissima speranza di cambiamento del nostro stato ci sarà sempre e quella è l'unico fattore a cui ognuno dovrebbe vincolarsi.

    Scusami se mi sono dilungato ma è un argomento che mi interessa molto!

    Byez

    Fonte/i: esperienza e idee personali
  • 10 anni fa

    Era un misantropo, assolutamente e banalmente pessimista.

    Quando insegnava filosofia a Berlino, pur di non rinunciare alla sua cattedra e ai suoi orari, si ostinava a tenere ore di lezione in contemporanea ad Hegel. Risultato? Da Hegel c'era il pienone di studenti, da Schopenhauer non si raggiungeva la decina.

    Morirà senza che nessuno abbia mai apprezzato la sua fiosofia.

    Verrà rivalutata poi, quando alla fine dell'Ottocento un'ondata di pessimismo cosmico colpirà l'Europa.

    E' indubbio però, almeno dal mio punto di vista, che la vita non sia quello che lui descrive.

    Se da una parte bisogna condannare l'ottimismo sfrenato della filosofia cristiana, dall'altra non si può sostenere il concetto di "sofferenza universale".

    Interessante notare come Schopenhauer sia un contemporaneo di Giacomo Leopardi, e come dicano le stesse cose, con delle piccole differenze, senza essere mai venuti a conoscenza l'uno dell'esistenza dell'altro.

    Meglio Kierkegaard.

    Saluti.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Devo ancora studiarlo.

    Comunque secondo me disse quella frase dopo che scoprì la propria moglie a letto con il proprio migliore amico e dopo che uscendo infuriato venne centrato in pieno da un pianoforte lanciato dal 3° piano.

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