Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Finale per questo racconto giallo?? per favoreee?

Oggi sono qui per raccontarvi in quale modo diventai, uno dei più famosi e richiesti investigatori di ogni tempo.

Il mio nome è Jared e in quella sera di 30 anni fa che mi ha cambiato la vita, ero un ragazzino di appena 17 anni.

Nel mio paese c' era una villa, enorme, splendente, ammirata da tutti, era abitata da due anziani signorotti di nobile famiglia , marito e moglie , si diceva che fossero parenti diretti del re d' Austria.

Naturalmente non lavoravano, passavano le giornate a cavalcare i loro magnifici cavalli , a giocare d' azzardo oppure erano invitati a qualche importante convegno. Le sere invece erano per loro colme di feste , divertimento e alcool , alcool a tonnellate, nonostante l' età.

Io nella scala sociale del mio paese rientravo nella parte di quei poveracci che vivono in capanne di legno, che hanno padre e madre disoccupati e che sono una decina di figli per famiglia , se tutto va bene. Eravamo un bel po' di ragazzi , le nostre casette erano tutte vicine una al' altra , vivevamo come pezzenti , come … come se non esistessimo, passavamo inosservati agli occhi delle altre persone , eravamo invisibili.

Avevamo trovato un modo per accedere segretamente alla villa di quei nobili signori, era un passaggio segreto che solo noi conoscevamo, così da qualche tempo avevamo preso gusto ad andare ad osservare le feste che organizzavano , ogni sera o quasi.

D'altronde quando non hai niente da mangiare , in qualche modo devi distrarti, se non vuoi rischiare di logorarti troppo nel pensiero delle tue disgrazie.

Ma arriviamo a quella sera.

Era estate , ero solo , nessuno era voluto venire con me , mi avviai come al solito alla villa, per poi appostarmi sotto la finestra e cominciare ad osservare signore per bene discutere di argomenti sciocchi e signori intenti a fumare i loro sigari e gonfiarsi come palloni agli occhi degli altri.

Lo trovavo divertente, erano tutti così ridicoli.

Ad un tratto il buio invase la casa, un brivido di terrore mi entrò nel corpo e mi percorse da capo a piedi, fino a quando un urlo agghiacciante squarcio la notte , fino ad allora serena , per poi chiudersi con un vociare convulso e terrorizzato e il ritorno della luce.

Probabilmente fu in quel momento che tutti videro che cosa era successo perciò un altra serie di strilli seguirono il primo.

Io da vero codardo me ne scappai , per paura di diventare il principale indiziato , visto che ero un poveraccio e mi trovavo in una proprietà privata , non avevo conferme , ma ero certo che quella sera qualcuno era stato ucciso , così raccolsi la mia codardia e scomparsi nel buio della notte.

Quella sera non chiusi occhio mi sentivo in colpa per aver lasciato tutto , senza nemmeno chiedere se ci fosse bisogno di aiuto, così la mattina dopo decisi di andare in paese , le voci circolano in fretta , se fosse successo qualcosa di grave , come pensavo , l avrei saputo immediatamente.

Non mi sbagliavo , le conferme che cercavo mi furono date da delle vecchiette che sedute su una panchina , non trovando meglio da fare , parlavano del più e del meno come se niente fosse.

A quanto pareva la signora Marianne , proprietaria della villa , era stata uccisa durante la notte.

Tornai sul luogo del delitto , e vi trovai una calca di curiosi . Scavalcando ammassi di persone cercai il marito della vittima e mi presentai: “Buonasera signore sono l investigatore Jared Mc Kelly, di ottima fama in tutto il mondo. Passavo casualmente da queste parti e ho sentito parlare di un omicidio. Così ho pensato di poterla aiutare, se naturalmente acconsente.

Acconsentì quel povero vecchio , non sapeva chi fossi realmente . Il nome era il mio , ma il cognome l avevo modificato , Grugnier era troppo rozzo e popolare.

In quel' momento mi sentivo in grado sul serio di svolgere un indagine di quel genere , del resto avevo passato la mia vita a leggere i libri gialli di mio nonno , prendeva solo quelli e non potendomi permettere di comprare io stesso dei libri mi ero dovuto adattare , a dire la verità dopo un po' mi erano anche cominciati a piacere, c' era un non so che di perverso in quegli omicidi , in quelle indagini che mi faceva esaltare ogni volta sempre di più.

Il vecchio non mi raccontò molto di più di quello che già sapevo, aggiungendo i particolari di come la donna era stata trovata morta , un coltello nella schiena e un palo nel cuore , la finestra era stata ritrovata aperta una volta tornata la luce.

Dissi al vecchio di riunire quel pomeriggio tutte le persone che la sera prima erano state in quella casa , poi volli esaminare il corpo della vittima.

In effetti le ferite erano soltanto due una sulla schiena e una sul petto o almeno così pareva , ce n' era un altra troppo piccola perché ci si potesse far caso immediatamente , ma abbastanza grande da chiarirmi le idee sul modo in cui era stato commesso l omicidio.

La ferita era minuscola , una piccola incisione sul braccio , vicino alle vene , veleno.

Per favore aiuto non ne ho la min

3 risposte

Classificazione
  • gio
    Lv 6
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Chiesi al marito della vittima se la moglie soffrisse di qualche malattia e lui confermò dicendomi che la moglie era diabetica e aveva un'infermiera personale che viveva in casa con loro che puntualmente

    le somministrava l'insulina con un'iniezione in vena.A quel punto cominciai a vederci più chiaro. Interrogai l'infermiera che mi parve stare troppo sulla difensiva: Mi disse di aver fatto l'ultima iniezione alle 8 di sera, quindi circa un'ora prima della festa. L'autopsia sul cadavere era in corso e io speravo con tutte le mie forze che potesse dare il risultato che speravo. nel frattempo ottenni il permesso di perquisire la stanza dell'infermiera e nel suo armadio trovai tracce di foglie secche attaccate a dei sottili ramoscelli...pensai subito che fossero appartenute ad un ramo più grosso...magari a quello usato per conficcarglielo nel cuore. La cuoca, interrogata aveva detto di non essere più riuscita a trovare il coltello della carne in cucina...anche questo particolare aumentava i miei dubbi. Ma il movente?....Ritornai nella stanza dell'infermiera e testardo continuai a cercare...non so perchè ma l'armadio mi affascinava. Lo aprii e lo osservai attentamente..sul fondo

    intravidi una specie di macchia più scura,appena la sfiorai una parte dello schienale dell'armadio cedette e rivelò un piccolo vano segreto...conteneva un fascio di lettere ingiallite e tenute insieme da un nastro rosa sbiadito. Cominciai a leggerle avidamente e alla fine tutto mi fu chiaro. L'infermiera altri non era che la figlia del padrone di casa il quale, appena sposato, aveva sedotto e messo incinta la governante.Quest'ultima aveva preteso il riconoscimento della bambina ma il padrone per tutta risposta le diede dei soldi e le disse di scomparire dalla sua vista.La bambina crebbe con dei problemi psicologici e con un desiderio di vendetta..la mamma morì e le rivelò il nome del padre sul letto di morte...così riuscì a farsi assumere come infermiera nella villa e cominciò ad organizzare la sua vendetta. Odiava la moglie del padre perchè la considerava fonte e unica causa delle sue sofferenze..la sera della festa oltre all'insulina somministrò un potente veleno che avrebbe fatto effetto dopo circa un'ora ..infatti la signora mentre la festa era in corso si sentì male...appena si accasciò a terra l'infermiera spense l'interruttore della luce che era accanto alla finestra..la aprì e il garzone del lattaio,suo complice, entrò con un balzo colpendo la signora con un ramo acuminato al petto e le conficcò il coltello rubato in cucina appena sopra le spalle...fuggì dalla finestra e subito dopo tra le urla di tutti l'infermiera riaccese la luce. L'autopsia confermò le mia ipotesi, l'infermiera ed il suo complice, succube di lei, furono arrestati ed io ricevetti una lauta ricompensa dal padrone di casa.

    Fonte/i: La mia fantasia molto fervida
  • 4 anni fa

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  • 1 decennio fa

    intui che era veleno dall'odore di mandorle che veniva dalla vittima, a quel punto mi chinai su di essa e prima che un anziano signore mi facesse allontanare dal corpo vidi un piccolo ago vicino al polso della vittima.

    quelle ferite evidenti al petto e alla schiena erano soltanto un diversivo per nascondere la vera arma del delitto e quindi erano state fatte quando la vittima era già morta.

    ora a pensarci ricordo di aver visto il padrone della villa offrire da bare a i suoi ospiti, in quel momento avrebbe potuto benissimo conficcare l'ago nel polso della vittima.

    adesso devo solo trovare le prove"pensai" e sensa farmene accorgere me ne andai in cucina, li trovai le tazze le contollai e notai che in una di esse cera del nastro, capii subito che a quel nastro prima era attaccato l'ago.........

    continua tu se ti piace o modifica quello che non ti piace

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