Qual'è la differenza tra i lager nazisti e i gulag sovietici?

Nell'edizione di "Se questo è un uomo" del 1976 Primo Levi risponde alle domande che più costantemente gli vengono rivolte dai lettori studenti. In una di queste l'autore fa un dettagliato RAFFRONTO TRA I LAGER NAZISTI E I GULAG SOVIETICI cosi puntuale e ineccepibile che meriterebbe di essere conosciuto da quanti spesso parlano di crimini del comunismo quasi a voler gareggiare in una sorta di hit parade degli orrori, spesso senza i dovuti approfondimenti, con la pagina più nera della storia dell'uomo.

DOMANDA: "Perchè Lei parla soltanto dei Lager tedeschi, e non anche di quelli russi"

RISPOSTA:"Come ho scritto nel rispondere alla prima domanda alla parte del giudice preferisco quella del testimone: ho da portare una tstimonianza, quella delle cose che ho subìte e viste. I miei libri non sono libri di storia: nello scriverli mi sono rigorosamente limitato a riportare i fatti di cui avevano esperienza diretta, escludendo quelli che ho appreso più tardi da libri o giornali. Ad esempio, noterete che non ho citato le cifre del massacrao di Auschwitz, e neppure ho descritto i dettagli delle camere a gas e dei crematori: infatti non conoscevo questi dati quando ero in Lager, e li ho appresi soltanto dopo, quando tutto il mondo li ha appresi. Per questo stesso mmotivo non parlo generalmente dei Lager russi: per mia fortuna non ci sono stato, e non potrei che ripetere le cose che ho letto, cioè quelle che sanno tutti coloro che a questo argomento si sono interessati. E' chiaro che tuttavia con questo non volgio nè posso sottrarmi al dovere, che ha ogni uomo, di farsi un giudizio e di formulare un'opinione. Accanto ad evidenti somiglianze, fra i Lager sovietici e i Lager nazisti mi pare di poter osservare sostanziali differenze. La principale differenza consiste nella finalità. I Lager tedeschi costituiscono qualcosa di unico, nella pur sanguinosa storia dell'umanità: all'antico scopo di elimiare o terrificare gli avversari politici, affiancavano uno scopo moderno e mostruoso, quello di cancellare dal mondo interi popoli e culture. A partire press'a poco dal 1941, essi diventano gigantesche macchine di morte: camere a gas e crematori erano stati deliberatamente progettati per distruggere vite e corpi umani sulla scala dei milioni; l'orrendo primato spetta ad Auschwitz, con 24.000 morti in un solo giorno, nell'agosto 1944. I campi sovietici non erano e non sono certo luoghi in cui il soggiorno sia gradevole, ma in essi, neppure negli anni più oscuri dello stalinismo, la morte dei prigionieri non veniva espressamente ricercata: era un incidente assai frequente,e tollerato con brutale indifferenza, ma sostanzialmente non voluto; insomma, un sottoprodotto dovuto alla fame, al freddo, alle infezioni, alla fatica. In questo lugubre confronto fra due modelli di inferno bisogna ancora aggiungere che nei Lager tedeschi, in generale, si entrava per non uscirne: non era previsto alcun termine altro che la morte. Per contro, nei campi sovietici, un termine è sempre esistito: al tempo di Stalin, i "colpevoli" venivano talvolta condannati a pene lunghissime, (anche 15 o 20 anni) con spaventosa leggerezza, ma una sia pur lieve speranza di libertà sussisteva.

17 risposte

Classificazione
  • 10 anni fa
    Migliore risposta

    Dove si può descrivere o riportare una "differenza" laddove sono morte milioni di persone indistintamente nell'uno e nell'altro posto?

  • 10 anni fa

    primo levi parla, come sempre, con cognizione di causa e ponderata saggezza.

    quella è proprio la differenza principale che, al contrario di quanto altri hanno detto (senza comprendere evidentemente le parole dello scrittore), non è una differenza che riguardi il livello di responsabilità di fronte alla legge, che è uguale perché sempre di genocidi si tratta, bensì una differenza di fronte all'umana coscienza: nessuno può giustificare il genocidio, per nessuna ragione, ma se ne possono comprendere (e comunque condannare) le cause. questo per i lager non è possibile perché, come detto, si tratta di espressione di puro odio, immotivato e devastante.

    ricordiamo inoltre una verità dimenticata: il peggio non è accaduto nei lager nazisti, ma nell'Asia dominata dai Giapponesi. negli atti del III Reich, infatti, si legge che la decisione di usare le camere a gas fu presa "per evitare il ripetersi della barbarie perpetuata in Cina dai Giapponesi alleati".

    il paese con più vittime durante la II guerra mondiale è stata la Cina.

    tutti noi ricordiamo il Giappone per lo più come vittima della bomba atomica, ma è stato il carnefice peggiore.

  • 10 anni fa

    L' errore è fare un distinguo sul come veniva praticato lo sterminio di essere umani. Tutti i comportamenti che determinano la morte di un' essere umano sono da condannare senza se e senza ma.

  • 10 anni fa

    uno peggio dell'altro, dittatura è dittatura sia Nazista oppure Comunista.

    una ideologia non può essere giusta solo con un nome particolare, è bisogno vedere in pratica.

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  • 10 anni fa

    Primo Levi fa bene quando dice che lui ha semplicemente raccontato quello che ha visto, ma SBAGLIA di grosso quando parla di finalità diverse, quantità diverse, ecc...

    NON ESISTONO GENOCIDI di serie A e di serie B: TUTTI, ebrei, armeni, dissidenti politici russi, slavi, zingari, assiri, e TANTI ALTRI hanno sofferto: stare a fare una battaglia di numeri come fa Primo Levi (mi stupisce, lo pensavo piu' intelligente) non ha assolutamente senso.

    Ripeto, non esistono genocidi di serie A e di serie B, siamo tutti umani. Anche se per motivi politici odierni, si tende a ricordare piu' l'olocausto degli ebrei che il genocidio armeno o quello assiro.

  • 10 anni fa

    Una piccola precisazione: la parola "gulag" spesso viene usata impropriamente.

    "GULAG" è l'acronimo di "Glavnoe Upravlenie ispravitelno-trudovykh LAGerej", che significa Amministrazione generale dei campi di lavoro correttivo. Cioè il GULAG (ed è solo singolare) non era un singolo campo, un lager, ma un'amministrazione centrale che si occupava di tutti i lager. Perciò non è corretto indicare con questa parola le singole strutture: si deve dire "campo di lavoro forzato" o "lager". Infatti, Primo Levi parla correttamente di lager sovietici.

    Quanto al confronto delle finalità e atrocità... Sicuramente c'è chi divide i morti in quelli di serie A e quelli di serie B.

    Delle vittime dei nazisti si parla molto, soprattutto degli ebrei. Già dei bielorussi, polacchi, ucraini, ecc. si parla meno, come se non esistessero. Invece anche per loro Hitler aveva un preciso piano di sterminio che realizzava con metodo: migliaia di villaggi bielorussi sono stati bruciati insieme ai loro abitanti. La Bielorussia ha perso 1/4 della sua popolazione. Quanti di voi lo sanno? Pochi. Anche questi sono morti di serie B.

    Delle vittime dei lager sovietici si parla meno. Se Hitler aveva come finalità lo sterminio di determinate etnie e gruppi, la finalità di Stalin era l'eliminazione degli avversari politici, veri o presunti che fossero. Cambia qualcosa? Non molto, in realtà. L'unica differenza è che l'appartenente ad un'etnia sapeva del pericolo e poteva cercare di nascondersi, invece in Unione Sovietica nessuno poteva immaginarsi se e quando sarebbe stato sacrificato ad una tritacarne ideologica che macinava vite senza motivo. Non è peggio?

    Hitler sfruttava il lavoro dei prigionieri solo in parte, e molti di loro venivano presto uccisi. Stalin fu più furbo e prima di far morire la gente la spremeva il più possibile. Comunque una gran fetta dei prigionieri veniva fucilata subito. In totale, tra le esecuzioni immediate e i morti nei lager stalinisti, si parla di una ventina di milioni di morti. E' forse poco? E' forse meglio morire di freddo, di fame o di stenti che finire subito in una camera a gas? Qualcuno ha parlato di una maggiore speranza di uscire per i sovietici. La speranza che, però, per svariati milioni è stata vana.

    Portiamo rispetto a tutti i morti e non facciamo queste distinzioni... A che pro? Per dire che qualcuno, in fondo, avrebbe sofferto meno? Ma chi lo dice SI RENDE CONTO di quello che dice? Non si mette così sullo stesso piano degli aguzzini?

    Immaginate un vostro parente mandato in un lager al circolo polare artico. Non ne avete? Buon per voi! Io ho mio nonno, mandato in un lager nel 1938 e fucilato a breve. (Sapete per quale motivo? Perché col proprio sudore aveva guadagnato qualche soldino per comprarsi un cavallo e così risultava "ricco"). Inoltre uno dei suoi cinque figli fu lasciato morire di malattia: in quanto figlio di un "nemico del popolo", gli furono negate le cure mediche. La vita degli altri figli andò a rotoli per lo stesso motivo. Statisticamente, un morto. Di fatto due morti e tante vite distrutte.

  • E
    Lv 5
    10 anni fa

    i lager nazisti erano fatti per cercare la morte dei prigionieri e non esistevano vie di scampo. i malati venivano lasciati a loro stessi e non si poteva ricevere nulla dall'esterno.

    i gulag erano invece delle prigioni in cui la morte non era ricercata, ma avveniva a causa delle condizioni disumane in cui vivevano i carcerati. esisteva una remota possibilità di salvezza, al termine della pena; i malati venivano curati un minimo e si potevano ricevere oggetti dall'esterno, col permesso delle guardie. ciò non toglie che anche i gulag siano stati e sono ancora un'inferno di disumanità come i lager (un pò meno)

  • Anonimo
    10 anni fa

    nei lager nazifascisti c'era l'eliminazione organizzata per ragioni razziali, culturali e politiche

    nei gulag non organizzata e per ragioni politiche

  • 5 anni fa

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  • 10 anni fa

    Mi sembra tu ti sia risposto da solo adeguatamente. Vorrei però ricordarti che la stima dei morti dei Gulag è di circa 3.000.000 di persone,escluse da questa cifra sono da ricordare le esecuzioni politiche, e le persone morte successivamente alla detenzione. Ora partendo dal tuo presuposto dove descrivi la scopo diverso dei due sistemi, dove il primo potrebbe ricordare un mattatoio e il secondo una normala prigone, ti ricordo che la morte è uguale in tutti i casi e che talvolta lasciar morire non è meno esecrabile del uccidere.

  • 10 anni fa

    L'unica differenza sta nello Stato in cui le atrocità sono state compiute.

    Una seconda, forse, nei tempi con cui sono state riconusciute, e da chi.

    Per i lager subito, anche la Russia le ha riconosciute, per i gulag ci è voluto piu' tempo la Russia li ha anche negati, e non solo lei.

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