Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

Aiuto Todo Modo Leonardo Sciascia?

Domani devo esporre una presentazione di Todo Modo,scritto da Leonardo Sciascia, e dovrei parlare anche del problema della laicità dello stato, parlando anche di adesso...La trama riassunta l'ho già trovata,ma gradirei che qualcuno mi spiegasse bene anche tutto il significato del libro.. Granzie in anticipo...

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  • 1 decennio fa
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    Pubblicato venerdì 16 giugno 2006 - NSC anno II n. 18

    Un pittore –mantenuto anonimo- giunge in un eremo/hotel dove un gruppo di politici ed alti prelati si riuniscono in apparenza per raccogliersi in esercizi spirituali, ma in realtà allo scopo di stringere alleanze di potere e tramare inganni l’uno contro l’altro.

    Direttore dell’eremo è un prete dalle connotazioni ambigue, Don Gaetano, che subito instaura un particolare rapporto con il pittore basato su discussioni dotte. Pian piano, però, il luogo che dovrebbe essere di pace e meditazione si trasforma in una specie di inferno dove si susseguono misteriosi omicidi portando a galla l’ipocrisia degli uomini al potere e l’aperto servilismo di chi sarebbe chiamato a far giustizia.

    Dal punto di vista strutturale, è da notare la progressiva decostruzione dei meccanismi tipici del giallo operata nel testo: ci sono degli omicidi ma manca il movente, c’è un colpevole reo confesso ma rimane impunito, c’è la comprensione, da parte del protagonista, di come si sono svolti i fatti ma non viene esplicitata con la rivelazione al lettore, che rimane all’oscuro di tutto e deve far affidamento sul suo intuito per “risolvere il caso”. A complicare la faccenda contribuisce la particolare tecnica di narrazione, in prima persona perché proviene dal protagonista, il quale si rivela un “narratore reticente” dato che sorvola alcuni lassi temporali nascondendoci informazioni risolutive.

    Dal punto di vista ideologico, invece, il romanzo costituisce uno dei più sferzanti attacchi di Sciascia a due istituzioni che ha sempre guardato con diffidenza: la politica del governo (in questo caso democristiano) e la Chiesa (in particolare l’ordine dei gesuiti), rea di connivenze con il potere. I politici esibiscono sorrisi ipocriti, frasi di circostanza, disappunto e dispiacere falsi, recitano preghiere pensando però alle amanti che li aspettano in camera o a come tenere pulita la propria immagine macchiata dalle accuse.

    La Chiesa corrotta è invece rappresentata dall’inquietante figura di Don Gaetano, un frate che, pagina dopo pagina, assume sempre più connotati diabolici. Si insiste infatti sulla sua capacità di apparire e sparire come se si dissolvesse nel nulla, sull’atteggiamento beffardo e sprezzante -anche nei confronti della Chiesa stessa-, sul continuo “tentare” intellettualmente il pittore per far crollare le sue certezze. Il particolare rivelatore sono gli occhiali a pince-nez che egli indossa, del tutto identici a quelli portati dal diavolo che tenta S.Antonio nel quadro di Manetti, la cui copia è conservata nell’eremo.

    Centrale per la vicenda è il rapporto privilegiato che il frate ha con il pittore, unica persona al suo pari per cultura, con il quale “duella” attraverso citazioni di illustri pensatori che occupano gran parte del libro. Un filo invisibile sembra legare i due personaggi, mentre il pittore si accorge di riuscire a cogliere lati del suo interlocutore che altri non notano. Il pittore, profondamente anticlericale, simboleggia la razionalità illuministica laica, mentre Don Gaetano è l’emblema dell’irrazionalità che attacca e fa vacillare questi ideali.

    L’azione si svolge nella cornice cupa e sinistra di un eremo che assomiglia sempre più a una prigione, a un lager, a una succursale terrena dell’inferno con la sua cripta sotterranea, le cucine troppo calde, il piazzale buio scarsamente illuminato, tanto da essere definito: “…una mostruosa costruzione… un casermone di cemento orridamente bucato da finestre strette e oblunghe”. Un luogo da incubo che diviene teatro della tragedia dell’irrazionalità e della corruzione

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