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enrico esente ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

che differenza c'è tra comunismo e socialismo?

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il Comunismo e' la derivazione rivoluzionaria del Socialismo che è l'ideologia politica principale.

    Con la terza internazionale socialista (dei comunisti Comintern 1919-Lenin) maturò la scissione dell'ala massimalista che rifiutava il parlamentarismo e il riformismo social-democratico nell'ottica della rivoluzione mondiale (globalizzata) egemonizzata dai sovietici,mentre il socialismo evolse verso forme riformiste.

    L'ideologia e' unica,quella socialista,fondata sull'ideale di eguaglianza e del superamento delle classi per il controllo del popolo dei mezzi di produzione.

    Il Comunismo assunse un atteggiamento di lotta continua e di rivoluzione permanente fino alla inevitabile dittatura del proletariato.

    Ma il comunismo,nato per il popolo degenero' in una tirannide dominata da una classe di burocrati di partito e finì per le sue efferatezze di porsi al livello del nazional socialismo.

    Gli atteggiamenti rivoluzionari del nazional socialismo e del comunismo atei differivano per dividere la società verticalmente in nazioni il primo ed orizzontalmente in classi il secondo.

    Il comunismo conio' il termine e la prassi del centralismo democratico,vera e propria forma gerarchizzata di strutture e procedure partitiche,

    Le forme di comunismo odierne stanno evolvendo e confluendo,dopo la caduta del mìuro di Berlino in forme di socialismo riformista nella prassi (e quindi non violento e non rivoluzionario) che accettano il parlamentarismo e nella socialdemocrazia che abbandonando la visione strettamente socialiata sul controllo dei mezzi di produzione,mira ad una società egalitaria mediante forme di redistribuzione del reddito e di poolitiche di intervento pubblico idonee allo scopo.

    Conati rivoluzionari sussistono in forme extraparlamentari (BR) e nell'estremismo comunista parlamentare che si estrinca in forme violente di lotta definite anche,a scopi di ammorbidimento dell'opinione pubblica,di pacifismo "sui generis",non di tipo gandiano ma che si avvale anche di occupazioni,devastazioni, di beni pubblici e privati contestazione violenta tale da richiedere l'intervento della forza pubblica com'e' sotto gli occhi di tutti.

    Ciao e spero di esserti stato utile !

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  • 1 decennio fa

    Spero ti possa aiutare la mia risposta ad una domanda simile (anche se era specifica sui partiti).

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Ar...

    Copia ed incolla da quella mia risposta (tolte le frasi inizile e finale):

    Il socialismo contemporaneo è normalmente marxista (almeno fino agli anni '80). Il comunismo era marxista-leninista. Ho controllato la pagina di wikipedia sul Socialismo e l'ho trovata piuttosto sintetica e chiara.

    I nomi non contano nulla, contano le parole d'ordine. In Europa, nel mondo e soprattutto in Italia i partiti e movimenti politici si frammentano e si danno nomi che magari al momento sono descrittivi, ma dopo uno o due congressi cambiano linea ed alleanze ed alla fine non vogliono più dire nulla se non per una corrente minoritaria. Pensa al P.S.I. di Craxi.

    Cercherò di illustrarti le principali correnti della sinistra, impresa che credo vada al di la delle forze di chiunque tranne Giorgio Galli e pochi altri. Questo non vuole essere un saggio, e pertanto ti darà solo un'idea molto superficiale, distorta e parziale delle miriadi di posizioni possibili.

    - Comunismo: il sistema capitalista crollerà per le sue contraddizioni e si instaurerà il Socialismo. Poiché i capitalisti non cederanno mai il potere, neanche quando la loro posizione sarà indifendibile, dovranno cadere tramite una rivoluzione da parte dei proletari ed una successiva dittatura, da parte del proletariato, che eliminerà le distinzioni economiche.

    Vengono anche definiti socialisti rivoluzionari.

    - Socialismo: il sistema capitalista crollerà per le sue contraddizioni interne e si instaurerà il Socialismo. Poiché le rivoluzioni sono brutte bestie, bisogna raggiungerlo tramite riforme prima che il proletariato perda la pazienza ed instauri la dittatura.

    Vengono anche definiti socailisti riformisti

    - Socialdemocrazia: forse il sistema capitalista crollerà per le sue contraddizioni, ma al momento la cosa non sembra né prossima né poi così auspicabile. Al momento ci troviamo in un sistema democratico e, francamente, ci troviamo anche bene. Poiché grazie alle (nostre) riforme economiche e sociali il proletariato se la passa molto meglio, la divisione in classi dell'analisi marxista è venuta a cadere e quindi la prospettiva rivoluzionaria non ha più senso. Miglioriamo lo stato sociale, invece.

    Anche questi possono venire definiti socialisti riformisti. Le differenze tra socialdemocrazia e socialismo (come l'ho delineato nel punto precedente) è molto sfumata (ad esempio i redattori di wikipedia non mi sembra facciano questa distinzione).

    - Socialismo liberale: il sistema capitalista sta piuttosto bene, e, francamente, noi ci stiamo piuttosto bene dentro. Il Socialismo non è altro che il prodotto finale degli ideali del liberalesimo: i due non sono in contraddzione. Continuiamo a far si che lo stato liberale diventi sempre più liberale e giusto, e vedrete che, alla fine, avremo il Socialismo. O qualcosa in cui si sta così bene che il Socialismo ve lo dimenticherete.

    Di solito quando vengono definiti riformisti si tralascia di premettere "socialisti" (e non certo perché lo si dia per scontato).

    - Liberalesimo sociale: il sistema capitalista è sempre stato un gran cosa, ed il resto sono chiacchere. Il Socialismo è un utopia per i ragazzini con desiderio di cambiamento. Certo, ci sono ancora gravi ingiustizie, e queste vanno combattute regolamentando un po' (solo un po', eh) l'economia e migliorando lo stato sociale. Per il resto stiamo andando alla grande.

    Di solito si definiscono "Liberals" o "Democrats" e col Socialismo non hanno mai avuto nulla a che vadere (se non quand'erano ragazzini con desiderio di cambiamento).

    Sostituisci "Liberalesimo" con "Cristianesimo" ed avrai grossomodo i Cristiano-Sociali.

    Tieni conto che se le singole persone si possono anche riconoscere in una sola di queste macroaree (i cui confini sono davvero molto sfumati) i partiti, soprattutto quelli grossi, tenderanno a riassumere all'interno di se persone con posizioni anche molto diverse (ed a cercare compromessi).

    Ad esempio: se la Federazione della Sinistra è su posizioni che possono essere definite Socialiste o Socialdemocratiche, un partito come il PD ha posizioni che vanno dalla socialdemocrazia (pochi giapponesi) al social liberalesimo e poi giù nel Cristianesimo Sociale.

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  • C@rol
    Lv 7
    1 decennio fa

    Nel linguaggio politico dell '800 e del 900 il termine socialismo indica un progetto di riorganizzazione della società volta ad abolire la società privata dei mezzi di produzione, a porre le risorse economiche sotto il controllo della collettività, a promuovere, in questo modo, l'eguaglianza sostanziale, e non solo giuridica, fra membri della collettività stessa. In questo senso il termine viene utilizzato e si inizia ad usare intorno al 1820 in Francia e Gran Bretagna per opera dei gruppi sansimoniani e dei seguaci di Owen

    ( prime lotte e primi tentativi di organizzazione da parte della classe operaia). Nel decennio successivo altri pensatori ed agitatori ( Cabet e Blanqui in Francia Weitling in Germania...), preferirono servirsi del termine comunismo

    ( che già si usava a partire dal 700) in riferimento alle utopie collettivistiche ed egualitarie sviluppatesi nell' ambito della società preindustriale. Anche Marx ed Engels si dissero comunisti e parlarono di società comunista per definire lo stadio finale dell' evoluzione storica, quella in cui, scomparse le classi ed abolito il diritto borghese, ognuno avrebbe potuto dare secondo le proprie capacità e ricevere secondo i propri bisogni. Da allora si intese per comunismo una variante + radicale del socialismo, in cui l'accento era posto sugli obiettivi finali + che sulle tappe intermedie delle lotte proletarie. Nello stesso tempo il termine socialismo veniva assumendo una caratterizzazione + generica ed era usato anche per desinare l'atteggiamento di chi cercava soluzioni nuove alla questione operaia o semplicemente per indicare la tendenza dei poteri pubblici ad intervenire attivamente nelle vicende economico sociali ( in questo senso è l'antitesi del liberalismo). Nonostante queste oscillazioni di significato, il termine socialismo continuò ad essere il + usato per designare il programma e l'organizzazione politica del movimento operaio europeo. Socialisti ( o socialdemocratici) si chiamavano i partiti nati negli ultimi decenni dell' 800 come espressione politica delle classi lavoratrici. Socialista, si chiama l'organizzazione internazionale ( la Seconda internazionale) che riuniva quei partiti. La distinzione tra socialismo e comunismo, tornò d'attualità, e si traduce in scissione tra due modelli di partito e fra due internazionali, dopo la rivoluzione russa del 1917. Da allora continuano a chiamare socialisti i partiti che restavano fedeli alle tradizioni ed ai metodi della seconda internazionale e che tendevano gradualmente ad abbandonare le strategie rivoluzionarie. Presero il mome di comunisti quelli che si ispiravano direttamente all' esperienza dell' ottobre 17, all' ideologia leniniana ed al modello organizzativo del partito bolscevico. Per altro ti hanno già risposto. Ciao.

    Fonte/i: Yahoo
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  • Mr. M
    Lv 4
    1 decennio fa

    Il Comunismo è un sottoinsieme del Socialismo.

    In Italia il Partito Socialista nacque nel 1892 e ben presto si manifestarono all'interno due correnti principali: la corrente del Socialismo Riformista e la corrente del Socialismo Massimalista. La prima si proponeva di cambiare la società tramite riforme graduali cercando alleanze in Parlamento per contrattare varie concessioni. La seconda si proponeva di cambiare la società mediante la rivoluzione e quindi rifiutava ogni concessione perchè riteneva sbagliato compromettersi con le altre forze politiche in Parlamento.

    Nel corso della storia le due correnti si alternarono alla guida del partito. Poi nel 1922 i massimalisti, in quel momento alla guida del partito, cacciarono i riformisti che formarono un altro partito socialista. Tale divisione indebolì il socialismo proprio nei mesi precedenti all'arrivo di Mussolini al governo.

    Da alcuni anni all'interno della corrente massimalista si era formata una sottocorrente che non solo si proponeva la rivoluzione (come anche gli altri massimalisti), ma si ispirava all'esperienza sovietica per quanto riguarda l'organizzazione da dare alla società dopo la rivoluzione: dittatura del proletariato e abolizione della proprietà privata.

    Questi ultimi nel 1921 (quindi prima della scissione tra riformisti e massimalisti) abbandonarono il Partito Socialista e fondarono il Partito Comunista.

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    I socialisti si distinguevano per la loro moderazione (riformisti) o per la loro passionalità (massimalisti). I comunisti, invece, si distinguevano per la loro freddezza, la loro disciplina, il loro dottrinismo, il loro cinismo politico e la loro sudditanza verso i "fratelli sovietici".

    Successivamente alcuni importanti personaggi storici (come Fidel Castro, Che Guevara, ecc...) si dichiararono comunisti per ottenere appoggio dall'URSS contro le ingerenze degli USA . Tuttavia costoro pur avendo instaurato una dittatura socialisteggiante non avevano nulla a che spartire con il comunismo ed anzi prima del loro arrivo al potere furono spesso in contrasto con il Partito Comunista locale per via della sudditanza di questo nei confronti dell'URSS.

    Contemporaneamente in Italia il Partito Comunista per cavalcare l'ondata di protesta giovanile del 1968 assunse un atteggiamento più ammiccante. Quando dopo la caduta del Muro di Berlino i vari movimenti di ispirazione comunista hanno cominciato a prendere voti tra i movimenti No-Global, i comunisti hanno cambiato notevolmente aspetto.

    Tutti questi fattori ci hanno dato un identikit politico completamente sballato dei comunisti: i veri comunisti (scomparsi dopo la caduta del Muro di Berlino) erano i classici grigi e cinici funzionari di partito, quindi completamente diversi dai socialisti.

    Tranne la vistosa eccezione dell'Italia, in tutti gli stati democratici il partito socialista ha sempre raccolto molti più voti del partito comunista.

    Inoltre in tanti momenti (come in Germania poco prima l'avvento di Hitler) da punto di vista tattico i comunisti considerarono i socialisti i loro principali nemici per via della "concorrenza a sinistra" nei periodi elettorali. I nazisti, invece, con grande miopia furono visti positivamente dai comunisti dal punto di vista tattico in quando la loro esistenza dava la possibilità di agitare il pericolo nero, cosa molto efficace in campagna elettorale. Tale cinismo contraddistinse tutta la storia dei comunisti, talvolta con pessimi risultati.

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    Ricordati di scegliere la migliore risposta (qualunque essa sia...) prima che la domanda vada in votazione...

    Ciao.

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