Chio ha chiesto in Arte e culturaStoria · 10 anni fa

come erano le calzature elleniche?

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    Nelle calzature elleniche vale lo stesso principio che si è affermato per il vestiario e per le acconciature, cioè che non è vero che il vestire fosse uniforme, costante, sottratto alla moda e ai suoi capricci. Certo anche in età elladica e classica la fantasia degli artigiani, il gusto personale del cliente e la varietà di materiali a disposizione rendeva possibile una larga rosa di soluzioni del problema di proteggere e ingentilire il piede. Il principio originario era quello di difendere la pianta dei piedi dai ciottoli, dal fango, dal sudiciume e dagli insetti: e quindi tagliare un pezzo di cuoio nella forma plantare, assicurandolo al piede con strisce dello stesso materiale, fu la soluzione più semplice e quasi intuitiva. Su questo elementare espediente fu facile differenziarsi e raffinarsi, modificando il numero delle cinghie, il loro punto di attacco alla suola, il loro intreccio, la qualità del pellame o del tessuto usato, verniciandole, tingendole, rivestendole o anche ricoprendole di lamine d'oro o d'argento; invece sandali assai più rozzi o casalinghi potevano avere suole di fibre tessili (sparto) o di legno.

    Se le cinghie facevano un intreccio più protettivo, in modo da avvolgere tutto il piede e il calcagno lasciando qualche interstizio per far respirare l'epidermide, quando venivano totalmente sostituite da una tomaia, con qualche parziale apertura per il dorso del piede, si aveva la Krepis, scarpa più adatta per l'uomo: http://www.ihs.issaquah.wednet.edu/Teachers/Fine/i... .

    Facendole di pelle morbida, colorate per lo più in giallo, e magari con alte suole di sughero per guadagnare qualche centimetro di statura, erano usabili anche dalle donne in viaggio, con tempo cattivo o per camminare a lungo in condizioni difficili. Sul motivo del sandalo e della krepis erano possibili molte varianti a seconda che la scarpa venisse annodata davanti o dietro o fermata con fibula. Le Embades erano scarpe con tomaia totalmente chiusa, per uomo o per donna, che poteva salire verso il polpaccio a stivaletto, per le donne potevano applicarvisi anche ricami in oro, eccone una raffigurazione, il personaggio di centro ha le embades: http://digilander.libero.it/andromacadgl2/Immagini... . L' Endromis invece era una scarpa sportiva, alta sino a mezza gamba, in cuoio, che sorreggeva la caviglia e il polpaccio; proteggeva in marcia dagli sterpi e dalle vipere e veniva usata solo dagli uomini: http://www.mediterranees.net/civilisation/Rich/Ill...

    In età elladica e classica si andava sempre scalzi finchè si rimaneva in casa; nell'Atene classica chi "laconizzava", imitando il comune spartano, non portava calzature nemmeno fuori. Il coturno, in base a fonti tardive era ritenuta una scarpa usata solo dagli attori tragici, con una spessa suola che alzava la persona: http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2...

    La pelle delle calzature veniva trattata con procedimenti molto primitivi di concia e tintura. Le pelli venivano sottoposte a battitura, depilazione e poi sottoposte a bagni di urina, o di sterco di colombo, oppure con infuzioni di foglie ricche di acido tannico. le pelli venivano anche distese, raschiate, assottigliate e spianate. per rendere morbida la pelle si usavano trattamenti di olio o di grasso si maiale. Fra i vegetali usati per trarne acido tannico per la concia, venivano elencati la corteccia di alcune conifere, la scorza dei melograni (o melagrane), le ghiande, radici e bacche di vite selvatica ecc. La scelta di questi prodotti non era completamente casuale poichè alcuni reagenti servivano per la semplice concia, altri per conciare e colorare completamente, altri ancora per restringere e rassodare la pelle. Anche la corteccia di quercia era raccomandata per una concia che fosse nello stesso tempo astringente e rassodante, mentra altri reagenti servivano per sbiancare la pelle.

    S.K.

    Fonte/i: tutta roba originale
  • 10 anni fa

    erano dei calzari simili a sandali che venivano chiamati "coturni" (dai cui oggi il nome dialettale delle calze) da cui prende il nome anche una forma di teatro, la cothurnata, che aveva personaggi greci che li indossavano.

  • Anonimo
    10 anni fa

    come quelle dei romani,simili a sandali moderni.

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