Aiuto....mitologia greca e romana!!!10 punti!?

Qual è la concezione della morte nella mitologia Greca e in quella Romana??

3 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Gli studiosi contemporanei studiano e analizzano gli antichi miti nel tentativo di fare luce sulle istituzioni politiche e religiose dell’antica Grecia e, in generale, di tutta l’antica civiltà greca[1].

    La mitologia greca si compone di una vasta raccolta di racconti che spiegano l’origine del mondo ed espongono dettagliatamente la vita e le avventure di un gran numero di dei e dee, eroi ed eroine, mostri e altre creature mitologiche. Questi racconti inizialmente furono composti e diffusi in una forma poetica e compositiva orale, mentre sono invece giunti fino a noi principalmente attraverso i testi scritti della tradizione letteraria greca. Le più antiche fonti letterarie conosciute, i due poemi epici Iliade e Odissea, concentrano la loro attenzione sugli eventi che ruotano attorno alla vicenda della guerra di *****. Altri due poemi quasi contemporanei alle opere omeriche, la Teogonia e Le opere e i giorni scritti da Esiodo, contengono invece racconti che riguardano la genesi del mondo, la cronologia dei sovrani celesti, il succedersi delle età dell’uomo, l’inizio delle sofferenze umane e l’origine delle pratiche sacrificali. Diverse leggende sono contenute anche negli Inni omerici, nei frammenti dei poemi del Ciclo epico, nelle poesie dei lirici greci, nelle opere dei tragediografi del V secolo a.C., negli scritti degli studiosi e dei poeti dell’età ellenistica e negli scrittori romani come Plutarco e Pausania.

    Le rovine monumentali ritrovate nei siti archeologici micenei e minoici sono state d’aiuto per chiarire alcuni problemi posti dall’epica omerica e hanno fornito concreti riscontri su particolari presenti nei racconti mitologici. Gli argomenti narrati dalla mitologia greca furono anche rappresentati in molti manufatti: i disegni geometrici sulla superficie di vasi e piatti risalenti anche all’VIII secolo a.C. ritraggono scene ispirate al ciclo della guerra di ***** o alle avventure di Eracle. Anche in seguito, sugli oggetti d’arte saranno rappresentate scene tratte da Omero o da altre leggende, così da fornire agli studiosi materiale supplementare a supporto dei testi letterari[2].

    La mitologia greca ha avuto una grandissima influenza sulla cultura, le arti e la letteratura della civiltà occidentale e la sua eredità resta tuttora ben viva nei linguaggi e nelle culture che fanno parte di questa zona del mondo. È stata sempre presente nel sistema educativo, a partire dai primi gradi dell'istruzione, mentre poeti e artisti di tutte le epoche si sono ispirati a essa, mettendo in evidenza la rilevanza e il peso che i temi mitologici classici potevano rivestire in tutte le epoche della storia[3].

  • 1 decennio fa

    la morte è un concetto molto relativo e vasto nella mitologia. se partiamo dalla concezione dell'aldilà diciamo subito che sia i greci che i romani pensavano che le anime dei giusti andassero a finire nei Campi Elisi, una sorta di paradiso cristiano. invece i cosiddetti malvagi finivano nell'Ade dove regnava appunto Ade o Plutone che vi regnava insieme alla sua consorte Proserpina.

    grande importanza nella concezione della morte era data alla sepoltura: infatti si credeva che le anime degli insepolti vagassero in una sorta di limbo senza avere un destino e una meta precisa.

    nell'Eneide Virgilio ci dice che l'ingresso dell'Ade era situato vicino al Lago d'Averno in Campania, nei pressi dell'antro della famosa veggente e indovina la Sibilla Cumana.

    Per accedere agli inferi bisognava superare Cerbero poi l'Acheronte versando un obolo al terribile Caronte e raggiungere i tre giudici Minosse, Eaco e Radamanto i quali emettevano il loro verdetto. Nell'inferno vi erano cinque fiumi: Stige, Cocito, Acheronte, Flegetonte e Lete, l'acqua di quest'ultimo aveva la caratteristica di far perdere la memoria a chi la beveva

  • 1 decennio fa

    per i graci (ce sopratutto dopo platone)la morte non è troppo tragica, visto che si va nei campi elisi e si rincontrano i propri avi(un po come per i cristiani ed il paradiso)

    per i romani è un po più triste, ma diventa una specie di status simble se uno si suicidava per salvare l'onore.

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