Je YR
Lv 4
Je YR ha chiesto in Gravidanza e genitoriAdolescenza · 1 decennio fa

raga sapete dirmi con parole vostre cs è lo squirt e qnd può uscire?

ho provato su wikipedia ma io volevo sapere con precisione se è liquido o una cs simile al gel. e se sapete qnd può uscire..anke se nn te ne accorgi oppure no..

grz in anticipo! ^-^

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Lo squirt (significa spruzzo) è un fluido organico che viene prodotto dalle ghiandole di Skeene. Esso, al momento dell'orgasmo, esce dalla vagina proprio come fosse una fontana. Questo fenomeno avviene raramente:.

  • è uno spruzzo di acqua calda

  • 1 decennio fa

    Il termine eiaculazione femminile[1] si riferisce alla espulsione di un fluido durante la stimolazione, l'eccitazione sessuale, durante l'orgasmo, espulsione che in qualche modo richiama l'eiaculazione maschile.

    L'origine e la natura esatta di questo fluido non sono ancora ben conosciute, sebbene alcuni ricercatori abbiano ipotizzato che possa aver origine dalle ghiandole di Skene (o ghiandole periuretrali), più o meno sviluppate. La possibilità che ogni donna sia in grado di eiaculare in questo modo è ugualmente oggetto di controversie.

    L'esistenza del fenomeno è stata oggetto di discussioni perché è difficile distinguere questo fenomeno dall'incontinenza urinaria che può accompagnare, in certe donne, il momento dell'orgasmo. In ogni caso, studi medici successivi al 2000 e in condizioni controllate hanno dimostrato un effetto bona fide non collegato all'urina (v. Eiaculazione femminile - Ricerche).[2]

    Indice

    [nascondi]

    * 1 La natura dell'eiaculazione femminile

    * 2 Ricerche

    * 3 Le ghiandole periuretrali e l'eiaculazione femminile

    * 4 Nella società

    o 4.1 Diagnosi differenziale

    o 4.2 Pornografia

    + 4.2.1 Censura nei film inglesi

    * 5 Note

    * 6 Bibliografia

    * 7 Collegamenti esterni

    La natura dell'eiaculazione femminile [modifica]

    L'eiaculazione femminile non è un concetto moderno. Il filosofo greco Aristotele ne annotava già l'esistenza,[3] Galeno, nel II secolo, descrisse la prostata femminile; nel 1559, l'anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride, e nel XVII secolo, l'anatomista olandese Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull'anatomia femminile, di fluidi «che correvano fuori» e «che zampillavano» durante l'eccitamento sessuale.[4]

    Fino agli anni ottanta l'eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò in auge con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry.[5] Il libro non solo riconosce l'esistenza del punto G, ma porta all'interno della comunità medica l'innovativo concetto per cui l'eiaculazione femminile costituirebbe una delle principali fonti della salute sessuale delle donne.

    Sebbene in molti, nella comunità medica e scientifica, abbiano ora riconosciuto l'esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.

    Sono stati condotti vari studi su questo argomento, da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati. Se comunque le informazioni attualmente acquisite non spiegano chiaramente la provenienza del fluido, le analisi chimiche sul secreto, effettuate da numerosi team di ricerca, hanno rivelato che non è urina poiché i livelli di creatinina e urea sono risultati troppo bassi.

    Ricerche [modifica]

    Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l'eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi[6][7] è stato rilevato che il fluido espulso contiene:

    * glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico);

    * antigene prostatico specifico (PSA), un'enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l'eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l'antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali di Skene;

    * un livello molto basso di creatinina e urea, i due principali marcatori chimici dell'urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell'urina, precedenti e successive, all'eiaculazione.[2]

    Nel 1988, Milan Zaviačič, che dirige l'istituto di patologia dell'Università Comenius di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione restante fu analizzato tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell'eiaculato rispetto a quello delle urine.

    Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione mostrava una elevata concentrazione di PSA nelle urine post orgasmiche che non era presente nel campione pre orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell'orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la prese

  • Anonimo
    1 decennio fa

    cacca cacca

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  • 1 decennio fa

    Boh.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non lo so!

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