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condizione della donna... esempio aicha?

salve a tutti

tempo fa ascoltavo la canzone Aicha e una mia amica mi ha informato su alcune particolarità del testo

ad esempio, lui dice "guardami" perchè, mi hanno detto, che la donna (in qualle nazione?) non può guardare l'uomo.

sapete darmi qualche informazione in più?

grazie a tutti, spero di esser stato chiaro

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ebbene sì, Aicha, che per noi non è altro che una bellissima canzone, rispecchia, in realtà, quella che potrebbe essere la condizione di una qualsiasi donna in un paese musulmano, o, ancora peggio, islamico. Il suo autore, Cheb Khaled, è un esponente della di pop raï (il genere musicale in cui si comprende la tradizionale musica algerina contaminata da elementi occidentali che la rendono più commercializzabile), i cui testi sono progressisti e liberali e desiderano rompere i tabù dell'Islam. Per questa ragione, è stato costretto trasferirsi a Parigi nel 1986 ed evitare di fare la fine di altri artisti come lui, che a causa della fatwa (una sorta di analogo della nostra scomunica) sono stati assassinati.

    Il brano è fatto di "botta e risposta": lui che si innamora di una donna, la descrive come bellissima e le promette gioielli, doni, viaggi in luoghi meravigliosi. E lei risponde, letteralmente: "Tieniti i tuoi tesori, voglio molto più di questo: sbarre forti, anche se sono d'oro... Io voglio solo i tuoi stessi diritti, e rispetto, ogni giorno. Non voglio nient'altro che un po' d'amore..." E, siccome, raramente un uomo musulmano riesce a pensare all'amore in termini diversi da "scambio", "acquisto", "possesso", ecc. l'invocazione alla donna amata, alla fine, sembra quasi un lamento disperato, perchè lui potrebbe comprarsi lei, ma non potrà mai comprarne l'amore... Io la trovo bellissima: in definitiva, lei dovrebbe essere una vittima indifesa, ma il sentimento rovescia le parti...

    Non so se tu volessi ulteriori delucidazioni sul brano o sul mondo islamico. In realtà, tocchi un argomento che non può essere riassunto in poche righe. Ma è tragicamente vero: ci sono luoghi dove un gioco di sguardi diviene invito, profferta sessuale, ed è punibile con la fustigazione. Luoghi dove una donna non può camminare a fianco del marito, e deve stargli tre passi dietro. Luoghi dove una donna non può mostrare il proprio volto, nè far udire la propria voce, nè lasciar intravedere i capelli o le caviglie. Luoghi dove una donna non può decidere di studiare, di lavorare, di sposarsi, oppure di non farlo. Luoghi dove le donne non possono viaggiare da sole, in taxi o in treno, nè possono permettersi il lusso di non avere figli, o, semplicemente, di mettere al mondo solo femmine. Luoghi dove una sigaretta può costarti trenta frustate, far l'amore può costarti la vita. L'autrice di "Leggere Lolita a Teheran" descrive un paese estremista, fatto di atti proibiti, pensieri negati, libri ritenuti "sconci", il veto su bibite come la Coca-Cola, troppo occidentale, sulle mollette per i capelli, troppo vezzose, sessualmente "provocatorie". La sua denuncia le è costata l'esilio, come molte donne prima di lei (ved. Latifa, una famosissima cantante). Ci sono luoghi dove una donna non è un essere umano, e vale meno di una bestia da soma. Luoghi dove viene soppressa alla nascita, perchè femmina, inutile, latrice di problemi, ma, se sopravvive, neppure allora esiste: solo il trenta per cento delle femmine viene registrato all'anagrafe, chi indagherà, ad una loro "accidentale" sparizione? Ci sono donne "acidificate" per punizione perchè è stato un uomo, ad abusare di loro e ingravidarle, ma solo in risposta a evidenti "inviti"... Ci sono donne lapidate per aver "disonorato" la propria famiglia, magari incontrando un uomo in segreto. Ci sono bimbe fustigate a scuola, per aver indossato sotto il burqa un paio di calzine "troppo rosa per non attirare l'attenzione", o per aver mangiato, a ricreazione, la banana o la mela in modo troppo allusivo (a sette anni..!). Ci sono scuole dove l'ingresso principale è riservato ai maschi, e le femmine accedono da una porticina laterale direttamente in uno stanzino, dove una sorvegliante controlla i loro abiti, le acconciature e gli zainetti. E se salta fuori un rossetto, una sigaretta, o un giornalino a fumetti, sono guai seri... E, infine, ci sono donne che vengono mutilate in modo da non conoscere mai il piacere sessuale, da avere orrore del contatto intimo e del dolore che porta. Grazie a questo stratagemma, un marito che si rispetti avrà la certezza che mai gli spunteranno le corna: saprà di essere l'unico di cui la poveretta dovrà/vorrà subire gli abusi. Così è. E mi vengono in mente altre mille cose terribili che potrei dirti. Esiste una vasta letteratura, in merito, racconti e statistiche da brivido. Se fossi interessato a saperne di più, mandami pure una mail, il discorso è troppo lungo e articolato da condurre in qualche minuto. Ciao.

  • 1 decennio fa

    le nazioni in chui le donne non possono guardare gli uomini sono quelle del medio oriente........

    dove siamo trattate più o meno come degli oggetti purtroppo...

    bellissima quella canzone

  • ciao..chiedi nella sezione Musica...

    ti sapranno dare qualche risposta in più....poi ti seguo x sapere la risposta.

    Non ho mai sentito la canzone,ne tantomeno di questa nazione dove si usa così.

    ciao

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