Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

La medicina nel mondo ellenico?

scusate, nel mondo dell'egitto ellenistico, poco ma buono...

1 risposta

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    La medicina nell'Antico Egitto era già molto progredita (vedasi questa mia risposta: http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Av... ) con l'affermarsi dell'ellenismo ad Alessandria vennero a studiare e insegnare moltissimi dotti del mondo antico, ad esempio Erofilo riuscì a compiere una completa analisi anatomica del corpo umano, riuscendo a dissezionarlo in ogni parte e quindi fornendo copioso materiale sulle sue osservazioni. Il lavoro di Erofilo fu completato, sempre in Alessandria, da Erasistato, il quale si preoccupò soprattutto di studiare i vasi del corpo umano, cioè le vene e le arterie, esaminando però anche i nervi, che egli riteneva fossero anch'essi vasi nei quali circolava una sostanza fluida. Compiendo un confronto fra gli studi di Ippocrate e dei suoi scolari e quelli del famoso medico Galeno (130-216 d.C.), che praticò la professione medica prima a Pergamo e poi a Roma, si ha la precisa impressione che, malgrado la sua grande cultura ed esperienza professionale, Galeno non fosse mai riuscito ad andare al di là di una forma di eclettismo che accettava in maniera dogmatica l'insegnamento di Ippocrate.

    Anche Galeno sviluppò le ricerche compiute ad Alessandria in basse allo studio dell'anatomia e alla dissezione, ma i suoi studi propriamente medici, di patologia, di farmacologia e di dietetica non rappresentarono nessun progresso sulle dottrine di Ippocrate. La medicina del periodo ellenistico era forse la scienza che aveva conservato maggiori rapporti con la filosofia, e si può dire che le varie scuole mediche postippocratiche, i dogmatici, gli empirici, i metodisti e i pneumatisti, erano rispettivamente scuole che potevano venire collegate con i principi fondamentali delle maggiori scuole filosofiche nel tempo antico, stoici, epicurei, scettici ed eclettici.

    Galeno, compì, come scrittore di medicina, un'opera di carattere eclettico che voleva essere una sintesi fra tutte le scuole e a questo modo esercitò un'influenza che perdurò nella medicina per quasi 15 secoli: d'altra parte il rapporto con la filosofia nella medicina egizia-ellenica era necessario per gli aspetti metafisici dell'insegnamento, allo stesso modo in cui i medici ellenistici dovevano dare una certa importanza alla religione, dal momento che ammettevano un rapporto diretto fra le divinità e la natura, da cui derivavano alcune malattie come l'epilessia. In una sua opera, tuttavia, Ippocrate si distacca dalla scuola ellenistica negando che l'epilessia derivi da una punizione divina, facendola discendere piuttosto da un rapporto dell'ambiente rispetto l'uomo.

    Da un punto di vista più strettamente tecnico, la medicina conosceva i mezzi meccanici per la trazione degli organi slogati e fratturati, che consistevano in tavolati di legno, sui quali gli arti venivano riportati nella loro posizione naturale con leve, argani e altri mezzi meccanici. La scuola medica alessandrina, in materia chirurgica, potè beneficiare di migliori e più approfondite conoscenze anatomiche, cosicchè si potè intervenire in casi di danni alle legature osse, con particolare riguardo ai problemi della riduzione di fratture e slogature delle spalle e dei fianchi.

    Ecco un particolare di un rilievo del tempio di Kom Ombo, databile all'epoca di Tolomeo V raffigurante alcuni strumenti chirurgici: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thum...

    M.A.

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