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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

mi potreste fare la scheda del libro di se questo è un uomo?

la relazione di primo levi "se questo è un uomo"......

le parole però sembrino fatte da una persona di 17 anni e nn prese al computer

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Tipo di testo: si tratta di un testo di tipo storico- informativo, sicuramente meglio adattato al delicato contesto di cui tratta.

    Tempo e luogo delle vicende: le vicende si svolgono durante gli anni dell’affermazione del nazismo (con la conseguente deportazione della popolazione ebrea) fino alla sua decadenza con l’arrivo dei russi nel 1945. Le vicende raccontate si svolgono in un campo di concentramento ad Auschwitz.

    Personaggi principali: il personaggio principale è l’autore… ma, in verità, la struggente vicenda non si può limitare ad un unico personaggio poiché le inumane condizioni che Levi fu costretto a vivere coinvolsero tutte le persone che fuorono schiavizzate ai lavori forzati.

    Riassunto della trama: Primo Levi fu catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943 all’età di ventiquattro anni. Fu dapprima inviato in un campo di internamento a Fossoli in attesa del viaggio che l’avrebbe portato verso il suo peggiore incubo. All’alba del giorno seguente i tedeschi fecero l’appello e il maresciallo chiese il numero dei prigionieri… i “pezzi” erano seicentocinquanta costretti a viaggiare in un treno con dodici vagoni. Ammucchiati come merce qualsiasi costretti ad affrontare un lungo e snervante viaggio privati di luce, di cibo e d’acqua. Giunti a destinazione furono divisi in uomini sani e in donne, malati e bambini. Gli uomini sani, divisi dalle loro donne e dai loro cari, furono mandati ai lavori forzati mentre l’altro gruppo scomparve nella fitta nebbia e solo in seguito si seppe la fine che fecero…

    Gli uomini furono condotti verso il campo di lavoro; arrivarono in circa venti minuti e varcato il cancello sovrastato dalla mostruosa frase ARBEIT MACHT FREI (il lavoro rende liberi) furono gettati in una stanza e lasciati lì per ore, assetati, alla vista di un rubinetto di acqua inquinata… furono in seguito spogliati, disinfettati sotto delle docce, rasati e marchiati con il loro nuovo nome… Primo era stato battezzato 174 517 marchio che lo segnerà a vita… in seguito furono vestiti con stracci e gettai nel lager, inesperti e disorientati. Il lager era organizzato in baracche (chiamate bloks) con un laboratorio di chimica e un’ infermeria, il ka-be.

    Da lì iniziò la lotta per la sopravvivenza, anche un semplice bottone poteva essere utile per avere una razione di pane o un litro di zuppa in più. Il campo pullulava di persone di tutte le nazionalità costrette ai lavori più umilianti, costrette a trasportare pesi enormi sulle curve schiene, costrette a patire la fame e la sete, costrette a soddisfare le loro esigenze fisiologiche in un secchio, lì davanti a tutti… ammucchiate in cuccetti e sottoposti a vergognosi controlli di pidocchi e di disinfestazione. Levi non era di certo abituato a questo ritmo di vita… presto le forze lo abbandonarono, aveva molti amici italiani in lager che presto o tardi morirono tutti. Levi vide per la prima volta cosa voleva dire patire la fame, la sete,la fatica… o meglio vide che cosa voleva dire la morte che incombeva minacciosa su tutti loro, chi sperava di sopravvivere era solo un illuso, tutti erano destinati a morire.

    Levi passò disavventure di ogni genere fino a che non si ferì il piede e fu ricoverato in ka-be e scoprì che il vantaggio di quel riposo che per tutti poteva sembrare squallido, era in realtà come un oasi in mezzo ad un deserto… riuscì per sua fortuna a sfuggire alle selezioni, magari per una svista di una SS, o magari perché il destino voleva così.. vide migliaia di volti che finirono a morire nei forni e logorati dalla malattia, ogni giorno cadevano decine di persone, ma Levi riuscì a farcela, superò l’estate e resistette ai lavori più tremendi nel corso del seguente inverno finchè non riuscì ad avere un posto come chimico… questo giovò molto a suo vantaggio dal momento che ebbe un ruolo più agiato… nel lager c’era anche il suo migliore amico Alberto… condividevano ogni cosa, i pasti e i loro racconti… di come passavano la giornata e di come camminavano a braccetto ogni giorno con la morte… la situazione del lager andava sempre peggiorando. Scoppiarono varie epidemie e Levi si ammalò di scarlattina e dovette soggiornare di nuovo in ka-be… durante questo suo soggiorno il campo fu per la prima volta bombardato dai russi, tutti coloro che erano rimasti sani furono raggruppati e mandati verso la loro morte, tra questi c’era anche Alberto, Levi invece ebbe ironicamente la fortuna di essere un contagiato e fu proprio grazie a questo che scampò alla morte. Il lager fu presto abbandonato da tutti e Levi si “alleò”con due francesi della sua baracca, Arthur e Charles, per quell’ unica speranza di sopravvivenza che era rimasta. Riuscirono a rendere la baracca vivibile con fuoco per cucinare e corrente elettrica…il 27 gennaio finalmente i russi arrivarono, in quei dolorosi giorni di attesa Levi e i francesi videro uomini morire, logorati dalla malattia, ma loro ce l’avevano fatta, erano finalmente liberi.

    Punti di interesse personale: la vicenda è sicur

    Fonte/i: questa è quella che ho fatto io poco tempo fa...... spero di piaccia e che ti torni utile scusa ma il commento personale nn ci entrato.. e cmq è meglio se lo fai tu.... magari ti limiti a dire quello che tu senti veramente leggendo la trama e secondo quello che dovevano patire... e puoi concludere cn un " un capolavoro straordinario che merita l'attenzione di tutti" =)
  • leggilo

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