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Opinioni dei mass media sulla sindone?

Vorrei sapere quali sono le opinioni dei mass media sulla sindone e quali i loro punti di vista, perchè sono ore che cerco su internet, ma non trovo nulla di interessante...

è per un compito di religione ed è per domani!

Ho già postato la domanda in un'altra categoria, ma non ha risposto nessuno!!

Grazie mille a chi mi aiuta!

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    IL cicap avrà le sue ragioni ma si è dimenticato di dire altre cose

    1-verissimo che ila prova C14 dimostra l'età medioevale,ma il risultato può essere falsato dai rammedi effettuati in epoca medioevale dopo i danni causati da un incendio.

    Sono infatti visibili i materiali usati per i rammendi effettivamente in uso nell epoca,ma la struttura del lenzuolo appare piu antica.

    Ma a prescindere da questo ci sono altre informazioni a carattere scientifico.

    2-tracce di pollini;i botanici dichiarano di aver trovato tracce di pollini,il cui bouquet puo' esistere solo in giudea e in zone limitrofe.

    Non credo che il falsario sia andato fin laggiu per strisciare il lenzuolo sulle piante,anche perche non 1300 non avrebbe potuto immaginare che nel 2000 fossimo stati in grado di rilevere i pollini.

    3 -edici legali ,tra i quali anche quello che segue il caso di Samuele,il bambino ucciso a Cogne,hanno dichiarato che

    a-l'uomo della sindone è stato ucciso in croce

    b-risultano tracce di sangue arterioso e venoso esattamente dove devono essere dal punto di vista anatomico (nel medioevo non si aveva conoscenze tali in merito alla circolazione sanguigna)

    c-Non ci sono tracce di decomposizione,quindi il cadavere non puo esserci stato avvolto piu di 40 ore.

    d-le macchie di sangue,dalla loro forma fisica,fanno capire che il lenzuolo non sia stato spostato dal corpo (come se si fosse dissolto,per capirci)

    4-I fisici dichiarano che il colore è in superficie e non penetrato in profondita,cosa se sarebbe possibile solo oggi con le stampanti laser

    Di fatto non si sa come si è formata l'immagine (le tecniche per un artefatto all epoca erano certo abbastanza semplici e il medioevo da un punto di vista scentifico non è cosi lontano

    L'ipotesi piu plausibile,data l'assenza di pigmenti,è che sia stata generata da un lampo di luce potentissimo e rapidissimo,partito dal cadavere stesso

    In piu ti racconto:

    gli artisti hanno provato in modi diversi ma non hanno ottenuto risultati uguali;

    si disse potesse essere un esperimento di Leonardo da Vinci sulle tracce di prima forma di fotografia;documenti storici ( e sottolineo si parla di storia in non di religione),dimostrano che la Sindone era in Francia esattamente 99 anni prima della nascita di Leonardo.

    Sono stati trovati sulla sindone esattamemente 7 segni riconducibili al vangelo:crocifissione,frusta,corona di spine,unguenti eccetera.

    Matematici statistici affermano che le probabilita che quei 7 segni siano solo una casualita (tipo gioco del lotto per intenderci) sono una su 270 miliardi....ma non chiedermi come si fa il conto!!

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    la sindone è una bufala, e i mass media, tendono a riportare ciarlatanerie e notizie false, per essere conformi alle opinioni religiose.

    vuoi trovaer materiale? vai sul sito del cicap.

    centro italiano per il controllo sulle affermazioni sul paranormale.

    "La Sindone è un lenzuolo di 4 metri e 36 per 1 metro e 11 che reca impressa un'impronta umana dalla tradizione attribuita a Gesù Cristo. Secondo alcuni il telo avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la sua morte.

    Custodito nel Duomo di Torino dal 1578, si tratta forse dell'oggetto più studiato al mondo da ogni branca possibile del sapere: dalla storia alla chimica, dalla numismatica alla palinologia, dall'archeologia all'informatica.

    La datazione al radiocarbonio eseguita sul tessuto in tre laboratori di fama internazionale nel 1988 ha determinato che il lenzuolo risale al XIV secolo e, di conseguenza, non può che essere un artefatto.

    La Sindone di Torino compare in Europa per la prima volta nel medioevo, in sintonia con i risultati della radiodatazione, e uno dei primi documenti che ne parla risale al 1389: si tratta di un memoriale del vescovo Pierre d'Arcis al papa Clemente VII in cui si racconta dell'indagine compiuta dal suo predecessore Henri de Poitier. Il vescovo aveva denunciato la pretesa del decano di allora di presentare il telo come il vero Sudario di Cristo per fini di lucro e aveva spiegato come, in seguito a un'indagine, fosse anche stato scoperto il falsario che ammise che il telo "era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto o concesso". Pierre d'Arcis dovette intervenire una seconda volta quando il nuovo decano espose nuovamente il telo "artificiosamente dipinto" (ma si tenga conto che all'epoca depingere definiva diverse tecniche di riproduzioni: pitture, miniature, mosaici e ricami) con l'immagine di un uomo. In seguito a ciò, papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire "ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario". La storia recente ha confermato le condanne dello scettico vescovo e di papa Clemente: i test forensi condotti dalla commissione del cardinal Pellegrino nel 1973 sul presunto sangue hanno dato esiti negativi, mentre il microanalista Walter C. McCrone ha potuto determinare la presenza indubbia sul telo di tracce di ocra, cinabro e di alizarina: in pratica tempera rossa. Quest'ultimo fatto, unito alla natura dell'immagine, una lieve bruciatura delle fibre superficiali del lino, suggerisce un possibile meccanismo per "creare" una sindone con quelle stesse caratteristiche.

    E' Joe Nickell a proporre una possibile spiegazione delle immagini: esse sarebbero il risultato dello sfregamento di una vernice a secco su un telo adagiato su un bassorilievo le cui fattezze riprodurrebbero il corpo di un cadavere. Le macchie di sangue sarebbero state aggiunte in seguito, forse utilizzando vero sangue, forse tempera. Con il tempo la vernice si sarebbe staccata dal lenzuolo, non prima di aver procurato le lievi impronte nella cellulosa del telo.

    Tutte queste scoperte si convalidano a vicenda e confermano la falsità della reliquia.

    La presenza di tempera suggerisce che l'immagine è il lavoro di un'artista, fatto che a sua volta è confermato dalle dichiarazioni di Pierre d'Arcis e dalla mancanza di precedenti storici, e la radiodatazione è coerente con la prima apparizione storica del telo.

    Lo stesso cardinale Ballestrero, che nel 1988 seguì le prove di radiodatazione, dimostrò di accettare e adeguarsi ai risultati del test: "Penso non sia il caso di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno il caso di rivedere le bucce agli scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore". Accanto al lavoro condotto da scienziati imparziali, tuttavia, esiste l'intensa attività di un gruppo di "sindonologi" decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare l'autenticità del telo. Le "scoperte" di costoro, tuttavia, dimostrano più un incrollabile bisogno di credere alle "ragioni del cuore" che alle evidenze sperimentali. Tipico il caso delle impronte di "monetine" di epoca romana che alcuni, come i sindonologi Baima Bollone e Nello Balossino, sostengono di vedere sul lenzuolo e che, a detta di costoro, confermerebbero che il telo risalirebbe veramente al I secolo. Inutile dire che per i sindonologi le conclusioni ottenute con l'analisi al Carbonio-14 sarebbero sbagliate. Al di là del fatto che un falsario del 1300 avrebbe potuto benissimo lasciare delle impronte di monete romane sul telo per renderlo più credibile, la cosa più importante da rilevare è che tali impronte sono frutto dell'interpretazione di chi le vuole vedere, un po' come nel famoso test di Rorschach. Luigi Gonella, fisico del Politecnico di Torino e consulente scientifico del cardinale Ballestrero, troncò ogni polemica: "Quella della Sindone è un'immagine il cui dettaglio più piccolo, macchie di sangue escluse, è di mezzo centimetro. Come le labbra. Appare quindi molto, molto incongruente che esistano dei dettagli dell'ordine di decimi di millimetro come le lettere sulle monete. Ma si sa: a forza di ingrandire, si finisce a vedere anche quello che non c'è. Sono soltanto loro, i cosiddetti sindonologi a scagliarsi contro il Carbonio-14. Nel campo scientifico, fisico, chimico, non c'è nessuno che abbia il minimo dubbio. Nemmeno io. Il sudario risale al medioevo".

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