il bambino con il pigiama a righe(libro)?

mi potete dire:

l'autore

l'ambiente

la casa editrice

l'anno di pubblicazione

piccola sintesi(ma nn trpp picoola mi racc.)

graaaaaaaazieeee!

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    l'autore : scrittore irlandese John Boyne

    l'ambiente : campo di concentramento di Auschwitz

    la casa editrice

    Edizioni:

    John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe, traduzione di Patrizia Rossi, Fabbri Editori, 2006. pp. 227 ISBN 88-451-1540-2

    John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe, Rizzoli Editore, 2008. pp. 211 ISBN 88-17-02253-5

    l'anno di pubblicazione : 2006

    piccola sintesi:

    Bruno è un bambino di nove anni che vive a Berlino con il padre Louis (un ufficiale nazista), la madre Elsa e la sorella Gretel. Un giorno il padre, in seguito ad una promozione, viene trasferito vicino al campo di concentramento di Auschwitz per ordine di Hitler, e trasloca con tutta la famiglia.

    Bruno all'inizio non è contento della sistemazione, soprattutto perché non ha nessuno con cui giocare. Pertanto decide di "esplorare" il giardino dietro la villa, fino ad arrivare alla recinzione del campo di sterminio, dove incontra Shmuel, un bambino ebreo della sua stessa età (nato il suo stesso giorno).

    Bruno non sa cosa succede nel campo e quasi ogni pomeriggio lui e Shmuel si siedono uno da una parte e l'altro dall'altra della rete e dialogano,appunto.

    Un giorno Shmuel dice a Bruno che non trova più suo padre e gli chiede se lo può aiutare a cercarlo. Shmuel procura a Bruno una veste a righe,appunto e Bruno entra nel campo passando sotto la rete del campo a gas.I due amici finiscono in un gruppo di condannati a morte e vengono mandati nelle camere a gas dove muoiono tenendosi per mano.

    Dovendo ripartire, i parenti del bambino non potendolo trovare più, grazie ad alcuni indizi lasciati involontariamente da Bruno, vengono condotti vicino alla recinzione del campo dove trovano i suoi vestiti a terra e si accorgono, ormai troppo tardi, di quello che è successo al bambino.

  • Wolf_
    Lv 6
    5 anni fa
  • Anonimo
    4 anni fa

    Se vuoi un consiglio per trovare l’hotel per andare a Berlino ti linko questo sito https://tr.im/1Xw6K ho fatto le mie ricerche ed ha i prezzi più bassi

    Berlino rispetto alle altre metropoli offre innanzitutto gli stessi berlinesi, il cui cuore ruvido ma allo stesso tempo accogliente contribuisce a creare l'atmosfera tipica della capitale tedesca. E naturalmente un numero quasi incredibile di attrazioni in cui si rispecchiano la dinamicità e lo spirito moderno, la storia ,l arte ,la cultura e il divertimento.

  • 1 decennio fa

    AUTORE: John Boyne

    AMBIENTE: Il libro si svolge inizialmente a Berlino, in Germania, dove Bruno vive con la sua famiglia. Poi, per il lavoro del padre che è un soldato nazista, sono costretti a trasferirsi ad "Auscit" (Auschwitz), in Polonia, in una casa costruita vicino a una campo di concentramento, a soli poco più di venti metri dalla casa.

    CASA EDITRICE: dipende dal tuo libro (io ho RIZZOLI)

    ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2006

    SINTESI: Bruno è un bambino tedesco di nove anni, il cui padre è un ufficiale nazista, che vive a Berlino in una splendida casa a cinque piani. Un giorno, tornando da scuola, sorprende la cameriera Maria intenta a svuotare il suo armadio, mettendo ogni cosa in scatole di legno. I suoi genitori gli danno una brutta notizia: devono cambiare casa, e questa volta si trova in campagna anziché in città. Questo rende Bruno triste, perché avrebbe dovuto dire addio ai suoi amici, ai progetti che aveva con loro, e alla sua grande casa. Per di più, quella nuova aveva “solo” tre piani.

    Dopo il trasferimento, Bruno si rende conto sin da subito che non si sarebbe trovato bene lì. La casa non si trova in una strada molto popolata come quella a Berlino, ma in un luogo isolato da tutto il resto e l’unico posto abitato nelle vicinanze è quella che lui all’inizio definisce “una fattoria”, piena di persone strane perché vanno in giro tutto il giorno con il pigiama. In effetti, quelle persone indossano tutti un pigiama a righe, lavorano dal mattino alla sera, bambini, adulti e anziani. E Bruno resta dell’idea che sono contadini e quella è una fattoria, anche se non ci sono animali.

    Per le prime settimane il bambino rimane in camera sua, annoiandosi a morte, senza amici e senza giochi.

    Il povero bambino ogni giorno spera di ricevere la notizia che si torna nella vecchia casa, quella a Berlino, ma il suo desiderio non si avvera.

    Ha una sorella, Gretel, di dodici anni (quasi tredici), che lui stesso definisce una seccatura, e la soprannomina il “Caso Disperato”, tipico delle sorelle maggiori.

    Un giorno decide di costruire un’altalena per ammazzare il tempo, facendo uso di una corda e una vecchia gomma di un’automobile. Mentre si dondola stando in piedi cade, tagliandosi il ginocchio e sbattendo la testa. Viene soccorso da Pavel, un uomo “in pigiama a righe”, che di giorno lavora come cameriere a casa sua. Egli, gli cura la ferita e lo rassicura, dicendo che non è niente di grave, e che molto tempo prima era un medico. Qualche giorno dopo, Bruno sente la necessità di esplorare quel posto ancora sconosciuto, soprattutto il giardino sul retro che gli era stato proibito di entrarvi. Ma, spinto dalla curiosità, disobbedisce. Passeggiando, si ritrova davanti al reticolato che aveva visto ormai tante volte dalla finestra della sua camera, e nel quale credeva vivessero contadini. Lì, dall’altra parte della rete, c’è un bambino, magrissimo, con due grandi occhi tristi e la pelle ormai grigiastra. Bruno gli si avvicina, e i due iniziano a fare conoscenza. Il bambino si chiama Shmuel e ha l’età di Bruno – sono nati addirittura lo stesso giorno. Bruno e il suo nuovo amico stringono sin da subito amicizia, e da quel giorno si incontrano ogni pomeriggio per parlare. A Bruno un po’ dispiace che ci sia quella rete che li separa, perché non poteva giocare. All’inizio non capisce perché Shmuel si trova lì, pensa che il numero che porta cucito sulla maglia faccia parte di un gioco. Ma non è esattamente così.

    Dopo poco più di un anno Shmuel racconta a Bruno che suo padre è scomparso, e non ritorna più. E a lui manca.

    Nel frattempo i genitori di Bruno hanno preso una decisione: Bruno sarebbe dovuto tornare a Berlino con Gretel e sua madre, perché quello non era il posto adatto a dei bambini.

    Allora, Bruno decide di fare un’ultima esplorazione prima di partire: aiutare Shmuel a trovare suo padre. Dato che, a causa dei pidocchi, a Bruno sono stati rasati i capelli a zero, ora può veramente essere scambiato per uno di quei bambini che vivono nel campo, se solo indossasse un pigiama a righe come il loro.

    Ma non è un problema, perché Shmuel può procurargli uno di quei pigiami, che lo indossa per poi poter scivolare sotto la rete e raggiunge il suo amico.

    Insieme girano per il campo – Bruno vestito uguale a tutti gli altri – per cercare il padre di Shmuel. Ma i due bambini vengono travolti da centinaia di uomini che marciano, perché così è stato ordinato dai soldati. La folla li conduce in un locale chiuso, dove vi si ammassano tutte le persone. Bruno è convinto che li hanno fatti andare al coperto perché fuori piove. Bruno stringe la mano di Shmuel, dicendogli che è il suo migliore amico. Ma subito dopo tutto diventa buio.

    Il libro termina un po’ nel mistero: non dice precisamente cosa sia successo a Bruno – e Shmuel – e la sua famiglia per molto tempo lo cerca, ma inutilmente. È molto evidente che Bruno e il suo nuovo amico sono morti, in quel luogo orribile abbandonato da Dio.

    Spero di esserti stato utile...il r

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    ciao l' autore si chiama Boyne John,è ambientato in un campo di concentramento,è stato pubblicato nel 2006

    trama:La serena infanzia di Bruno s’infrange con il trasferimento del padre per motivi di lavoro. Insieme a tutta la famiglia lascia l’amata casa berlinese per recarsi in un luogo, che ha un nome troppo difficile per pronunciarlo correttamente. Si ritrova solo nella propria stanza e l’unica evasione sta nell’osservare dalla finestra una strana fattoria. Non sa spiegarsi perché tutti quei contadini siano tremendamente magri e tristi, perché indossino un pigiama per lavorare. La curiosità e il desiderio d’avventura lo spingono a varcare la porta proibita e correre alla scoperta del mondo circostante. Dalla altra parte del filo spinato incontra un altro se stesso, è un bambino della sua stessa altezza, stessa età, stesso giorno di nascita e, ancora non sa, dal suo stesso destino. La loro amicizia si trasformerà in un gioco pericoloso, complice un pigiama a righe.

    è un bellissimo libro mi ha commosso molto.Spero di esserti stata d' aiuto

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.