Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 10 anni fa

Un altra fabbrica in Italia chiude?

Bialetti Industrie chiude lo stabilimento produttivo di Omegna, nei luoghi dove Alfonso Bialetti fondò il gruppo omonimo, per spostarsi nell'Est Europa. Il nuovo modello di business integrato, Italia-estero, scelto dal gruppo, spiega un comunicato, consente però «di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti ad alto valore aggiunto del processo produttivo attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la società». La fase di Ricerca e Sviluppo, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio a Brescia. Bialetti ha avviato una procedura di mobilità per chiusura del sito, che coinvolgerà i circa 120 lavoratori tra impiegati ed operai. L'azienda si è detta disponibile ad aprire un tavolo con i sindacati per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione e ricollocamento.

«Il perdurare della crisi congiunturale del mercato di riferimento e la crescita dei produttori dei Paesi low-cost, che hanno comportato un sensibile calo dei volumi del business delle caffettiere (-26% nell'ultimo biennio), hanno reso il modello produttivo utilizzato da Bialetti in passato per le caffettiere non più competitivo, né sostenibile, a causa dell'alta incidenza dei costi fissi e indiretti» spiega l'azienda in una nota.

A fronte dei nuovi imprevisti e negativi sviluppi le organizzazione sindacali - respingendo i piani aziendali - hanno chiesto l'intervento della Provincia, della Regione e dei parlamentari del Vco. Anche la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola ha annunciato che chiederà l'intervento del neo presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Per il presidente della Provincia, Massimo Nobili, «la posizione ferma e condivisa a tutti i livello provinciali è che non ci può essere negoziazione sulla chiusura della fabbrica».

La Bialetti è una delle tante fabbriche che spostano la produzione all'estero

Perchè per tutelare il lavoro in Italia, non spremono tasse l'azienda quando farà ritornare per la vendita il prodotto in Italia?

7 risposte

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  • 10 anni fa
    Migliore risposta

    L' ennesimo esempio di miopia folle che affligge queste strategie di business che tengono conto solo dell' abbattimento dei costi di produzione qualunque sia il prezzo da pagare in termini di disoccupazione. La crisi è il pretesto per ridurre il personale per aumentare il profitto e magari aumentare la quotazione in borsa. Conosco aziende con ottimi profitti che stanno adottando strategie analoghe per pura avidità di guadagno. Questo significa semplicemente che la dimensione umana del lavoro non vale più assolutamente più nulla, tutto è ridotto a un puro calcolo astratto che non tiene conto del fatto che in tal modo si riduce il potere di acquisto delle persone che vivono in questo paese, creando masse di futuri cassintegrati che vengono a pesare sul bilancio dello stato (di noi tutti) o, bene che vada, di altri lavoratori precari che ben volentieri rinunceranno alle caffettiere Bialetti per farsi il caffè. Questa assoluta indifferenza sia a valore del lavoro, sia al territorio in cui si è storicamente insediati è frutto di quella depersonificazione (ma sarebbe meglio chiamarla disumanizzazione) che nella demenza in voga viene chiamato libero mercato e fatto passare per progresso.

    Spero terremo tutti conto di questa scelta della Bialetti, quando andremo all' ipermercato a fare acquisti, spero che la rabbia contro gli immigrati che, si dice, portino via il lavoro ai nativi, ma che in realtà contribuiscono al nostro benessere, si riverserà con maggior furore contro queste aziende dirette da benemeriti cialtroni indifferenti che il lavoro lo portano via davvero e contribuiscono non poco all' immiserimento di tutti senza contropartita alcuna per l' incremento del loro profitto. Io ne terrò conto e prima di acquistare un prodotto Bialetti ci penserò mille volte in futuro.

    Cuordambra, il problema è che di fatto questa pseudo razionalizzazione del lavoro si traduce (al di là di tutti i bellissimi discorsi sulla flessibilità, sulla formazione continua ecc. ecc.) in una disoccupazione sempre più estesa e in lavori sempre più di basso livello per la stragrande maggioranza solo a tempo determinato, senza dubbio con un profitto maggiore da parte dell' impresa, ma con un immiserimento progressivo del paese. Tutto questo è frutto di una concezione astratta quantificata (tecnologica?) del lavoro che è pura follia. L' esperienza lavorativa è sostituita dalle procedure e il legame tra datore di lavoro e persona lavoratrice dalla gestione risorsa umana. La concezione del lavoratore che il nome "risorsa umana" riflette fa rabbrividire. Io lavoro in una impresa media, prima lavoravo in una grande industria chimica, ebbene in entrambi i casi, tutti i lavoratori, nessuno escluso, attendono il prepensionamento come una manna dal cielo e l' azienda pure. E' questa la valorizzazione della esperienza lavorativa di una vita? Dell' attaccamento al proprio mestiere e del valore che il saper fare il proprio mestiere dà alla propria opera? Sono convintissimo che tutto questo è assoluta demenza fatta passare per progresso in nome di un profitto completamente astruso, falso e falsificante nella sua furia riduttiva di ogni dimensione umana.

  • Anonimo
    10 anni fa

    ma nn c'è da preoccuparsi....come dice il nostro lider maximo, l'italia va avanti....unico particolare: non ha specificato la destinazione....cmq per arrivare a destinazione aspettano la chiusura per ferie di molte aziende.....in fondo secondo Tremonti (noto economista part-time anti-economisti) è meglio viaggiare leggeri (e poi per i lavoratori un po' di ferie ha fatto sempre che bene...loro hanno una politica economica stile "alitalia")....e poi per poter organizzare meglio una politica produttiva è meglio gestire una sola azienda (in fondo con una sola nn possono fare troppi disastri)...spero con tutto il cuore che la direzione della politica industriale del Nostro Paese non sia affidata più a Emma Mercegaglia (troppo brava!)....io sposterei i miei occhi su figure che rappresentano lo stato dell'arte della meritocrazia in Italia....tipo topo gigio (lasciamo lo spazio alle giovani generazioni...i reperti archeologici li lasciamo al museo del montecitorio)....in fondo basta vedere come lui/lei (topo gigio: sarà una trans?) da solo/a ha gestito il problema sottovalutato dell'influenza a...io spero che si continui con l'alfabeto...influenza b, c, d, e....in fondo anche sapere l'alfabeto ci porterà avanti....magari i bambini potranno impararlo senza andare a scuola....la gelmini sta già preparando corsi a distanza sulle merendine della ferrero (quando il capitalismo fa bene alla mente? il capitalismo è il vero cibo della mente)....con questo governo si va avanti....di cernobil in cernobil...ma con stile...con quel famoso made in italy che ci ha sempre contraddistinti.....il governo made in club mediterranee sta facendo il suo meglio...se faceva il suo peggio, che cosa combinava? ma per fortuna è impossibile: abbiamo così tanta gente competente in tutti i ministeri...è impossibile far di meglio quando il peggio è già stato toccato con un dito....Berlusconi sta poi chiamando anche i fantastici quattro per risollevare il problema "italia"...non vi basta?

    ciao!!!

  • Anonimo
    10 anni fa

    leggo alcuni che dicono che e' obbligatorio fare questo e bisogna educare i lavoratori a nuovi lavori, leggo chi scarica tutta la colpa sugli imprenditori che vogliono guadagnare di piu', queste risposte fanno capire che sono persone con il posto fisso , e che bene o male prendono sempre la busta paga, ma il problema e' ben piu' grande delle loro affermazioni, il vero problema in italia e' la pessima ( e sono buono) classe politica e burocratica del paese, l'alta tassazione del lavoro , lo spreco abnorme di risorse pubbliche , per progetti che hanno una sola finalita', l'arricchimento della classe politica e dei burocrati, abbiamo in italia un fisco deleterio per le classi meno agiate , e zerbino per i ricchi, abbiamo un sistema di controlli fiscali tanto ridicolo da mettere in risalto palesemente il suo fine di graziare i ricchi, certo continuando di questo passo , anche la bialetti non vendera' piu' prodotti in italia, visto che i potenziali aquirenti non avranno risorse per comprare le sue macchinette, e come la bialetti tutte le nostre ( sic!) industrie oltre ad abbandonare la produzione in italia abbandoneranno anche il nostro mercato , ragazzi la poverta' e' dietro l'angolo e noi ancora non ne conosciamo gli effetti, ma certamente sappiamo bene chi la crea.

  • 10 anni fa

    Perché il protezionismo è illegale e deleterio. Ci sono degli accordi economici a cui dobbiamo sottostare. a prescindere da questo, l'Italia ormai da tempo non è piu un paese competitivo nel settore della produzione (come non lo è nessun paese con un'economia ed un benessere cosi sviluppati, specialmente se con dei sindacati cosi "potenti").

    A monde di questo, mantenere in vita lavori non convenienti in maniera artificiale (cosa che si è fatta ben troppe volte gia) porta nel lungo termine solo problemi e disagio.

    E' molto piu importante cercare di creare nuovi lavori seri in italia, e non darsi troppa pena se questi lavori di basso livello vengono esportati. senza dubbio questo crea alcuni "problemi", ma allo stesso tempo permette alle aziende di rimanere in attività proficuamente, cosa fondamentale per l'economia del paese.

    Purtroppo quando un lavoro non è piu in grado di essere fatto ad un costo conveniente per l'azienda, le scelte sono chiudere, abbattere i costi fissi (stipendi), o spostare la produzione in posti dove la produzione costa meno.

    ---

    maral, tu non hai tutti i torti, ma alla fin dei conti il profitto non è una cosa sbagliata da cercare... contribuisce e non poco all'economia. ovviamene è bene fare attenzione a quel che si fa, ma non si puo dire che cio che ha fatto la Bialetti è insensato.

    Personalmente penso sia un bene minimizzare lo spreco di risorse umane nella manufattura: sarebbe meglio impiegare queste persone in lavori piu utili. Ovvio, non basta poco per fare questo, serve un sforzo per dare a queste persona una degna educazione e renderli in grado di fare lavori seri.

    Alla fin dei conti se si riesce a creare benessere superiore al disagio che si crea, la scelta è giustificabile. La Bialetti ha preso una decisione che comprendo. Non sono personalmente un "fan" dell'outsourcing, ma per rimanere competitivi a lungo termine oggi giorno sta diventando (quasi) obbligatorio.

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  • Anonimo
    10 anni fa

    Non se ne può più di questa ital ietta, siamo governati da dei Quaquaraqua...ricordate uomini,omuncoli,ometti,e poi !!!!! questi ci meritiamo.

  • 10 anni fa

    il lavoro? cosa dovrebbe importare del lavoro a chi non ha mai lavorato come i politici attuali?

    nella scuola da settembre ci saranno 41000 lavoratori licenziati...pardon, no, semplicemente non riassunti...vedi qualche sindacato che se ne preoccupi seriamente (cobas esclusi)? senti TG che ne parlino?

    pochi minuti fa Armani commentando l'albergo più alto del mondo, da 100.000 euro a notte ha detto che vorrebbe costruire un albergo per i giovani che non hanno soldi. l'intervistatore gli chiede: "pensa possibile costruirne uno da 100 euro a notte?" e lui: "no, poco più, diciamo 150".

    quanti soldi hanno i giovani che non hanno soldi? probabilmente pensava a giovani figli di imprenditori, banchieri e parlamentari

  • Anonimo
    10 anni fa

    questa è una domanda che devi porre esclusivamente ai comunisti e a tutti coloro che vedevano in Prodi il faro, il vate della politica.

    i danni che prodi e i comunisti tutti hanno portato al Paese è inimmisurabile.

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