?
Lv 4
? ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Chi ha voglia di leggere questo mio pezzetto?

Stasera mi sono sentita ispirata e ho cominciato una cosetta. Prima di leggere vorrei che consideraste questi particolari:

1) E' una cosa venuta di getto, su cui non ho pensato molto.

2) Molte frasi risulatno sconclusionate pure a me, quindi non abbiate freni nel criticare (critiche costruttive, s'intende)

3) Signori, è mezzanotte passata... abbiate pietà e non linciatemi moralmente per errori di battitura -.-"

Ok, spero che vi piaccia ^^

***

Sera. Una di quelle musicali sere d’estate, quando il Sole è tramontato da un pezzo ma c’è ancora la luce necessaria a distinguere i contorni e i colori del paesaggio. Quando si sente sulla pelle quella brezza leggera, calda e profumata, che sembra provenire da un luogo imprecisato, lontano nel tempo e nello spazio. Quando sembra di confondere il canto dei grilli con la melodia di un violino e si desidera essere ovunque e da nessuna parte. Quando la mente si svuota per pochi, indescrivibili secondi, lasciandoci l’assurdo ed insoddisfabile desiderio di essere l’unica persona su questa Terra.

Era in momenti come questo che Rexanne avrebbe voluto che il tempo si fermasse, oppure fermarsi lei, rimanendo ad osservare tutte le stelle passare nel cielo e aspettando il sorgere del Sole.

Ma non aveva tempo di fermarsi, stava già camminando fin troppo lentamente. Seguì la strada sterrata, passando in mezzo agli alberi. Doveva parlare assolutamente con quella ragazza strana… “la nuova”, come veniva chiamata da quelli che avevano un po’ di rispetto per lei. Per tutti gli altri era “la mandriana”, “la guardiana di porci”, “l’idiota della fattoria”… a volte si inventavano di peggio. Per Rexanne era da poco diventata semplicemente Cad. Cad, efficace diminutivo dell’intero nome, Cadence Bekka Jeoffreyson.

Con il fiato corto raggiunse la porta. L’atmosfera magica che si era creata con il tramonto stava svanendo per lasciare il posto alla paura. Il buio stava avvolgendo tutto, trasformando il paesaggio in un oscuro campo di “caccia alla ragazza pazza”. Già, perché non c’era spiegazione valida che giustificasse la sua presenza lì in quel momento se non la pazzia. Tirò la cordicella della campana e aspettò qualche secondo. Suonò di nuovo, ma niente. Di nuovo. Di nuovo. Stava per suonare ancora una volta quando improvvisamente la porta si aprì. Un uomo sulla quarantina, alto e snello, la squadrava da dietro gli occhiali giocherellando con una matita.

- Buonasera signor Jeoffreyson. Cadence è in casa? - domandò alla fine la ragazza, dopo essersi resa conto di non aver ancora detto niente. Come se non avesse sentito, l’uomo continuò a fissarla, ma senza vederla per davvero.

- Entra! - rispose un’altra voce al posto suo. - Cad è in camera sua, abbiamo appena finito di cenare. - una donna bassa e robusta scansò il signor Jeoffreyson dalla porta. Doveva essere la madre di Cadence, Rexanne l’aveva vista qualche volta di fronte alla scuola. Era certo un personaggio che si faceva notare, con quella nuvola di ricci rossi e i vestiti a fiori tanto colorati da fare male agli occhi. Al contrario del marito, però, aveva sempre un enorme sorriso stampato in faccia.

“E’ un bene.” pensò Rexanne. “Non vorrei avere a che fare con una come lei quando è arrabbiata.”

- Tu sei Rex, non è vero? - continuò la donna facendola entrare. La casa era piena di colori forti e vivaci; la signora Jeoffreyson le aveva fatto strada in quello che doveva essere un salotto, ma aveva più l’aspetto di un museo folcloristico. Seduti sui divani indiani color verde prato c’erano tre ragazzini di età diverse che giocavano ad una specie di gioco dell’oca, urlando e accusandosi a vicenda di aver truccato i dadi. Nell’aria c’era un odore intenso ma gradevole, forse qualche spezia piccante e saporita che la madre di Cad aveva usato per preparare la cena. Rexanne stava cercando di orientarsi in quel miscuglio di sensazioni quando le parole della donna si fecero spazio nella sua mente.

- …Rex?

- Sì, Rexanne. Cad parla spesso di te. - rispose il donnone con uno dei soliti sorrisi. Poi assunse un’aria interrogativa. - Sei tu, vero? -

Rex? No, non era lei. Rexanne, forse. Ma ormai non era più convinta neanche di quello.

- Ehm… sì, sono io. Pensa che se raggiungessi Cadence in camera la disturberei? Ho urgente bisogno di parlarle.

- Ma certo, cara! - rispose distrattamente la donna strofinando le mani sul grembiule a righe bianche e verdi e riacquistando il solito sorriso. - Segui quella scala, poi gira a destra. La camera di Cad è l’ultima del corridoio, non puoi sbagliare. - .

Rinunciando ad urlare un ringraziamento, la ragazza si incamminò per le scale. Con grande sollievo notò che i rumori perdevano intensità ad ogni gradino che saliva. Anche i colori erano meno intensi: le pareti erano tappezzate di una carta da parati bordeaux e la fioca luce delle lampade a muro contribuiva a rendere tutto più sopportabile per gli occhi di Rexanne. Ogni passo che faceva sulle scale di legno causava uno scricch

Aggiornamento:

Ogni passo che faceva sulle scale di legno causava uno scricchiolio quasi impercettibile, ma che contribuiva a rendere quella casa uno di quei posti adatti all’incontro con folletti e fate notturne. Seguendo le indicazioni della signora Jeoffreyson, la ragazza raggiunse una porta dalla quale filtrava una luce calda e confortante. In confronto alla confusione del piano inferiore, il silenzio che regnava in quel corridoio sembrava irreale. Allungò una mano e bussò con delicatezza, fino a quando non sentì arrivare la risposta.

- Avanti. - era la voce di Cadence, non c’erano dubbi.

Rexanne aprì la porta ed entrò. Conoscendo Cad, quella stanza era adatta a lei. Un letto molto semplice, un armadio a due ante, una libreria e una scrivania sotto la finestra.

Aggiornamento 2:

La ragazza era seduta proprio a quella scrivania e scriveva con penna d’oca. Si voltò a guardarla e, come al solito, invece di salutarla le sorrise semplicemente.

Aggiornamento 3:

Ed ecco di nuovo quella stretta allo stomaco, l’immancabile sensazione di gelosia che Rexanne provava ogni volta che aveva modo di constatare quanto fosse felice e spensierata quella che ora poteva considerare come sua amica. Tutto di Cadence era l’espressione della serenità: i ricci lunghi color nocciola, quei ricci che Rexanne aveva sempre desiderato, gli occhi verdi e brillanti, o il sorriso che doveva avere ereditato dalla madre. Il modo di vestire era una chiara dimostrazione di quanto le importasse dell’opinione altrui. Assolutamente fuori moda, con tutti quei pois, quei disegnini e quei colori. Sembrava che quella ragazza vivesse su un’isola tutta sua sulla quale non arrivavano mai notizie del mondo esterno. Quando non si conosce altro che quello che si ha intorno, è facile pensare di avere tutto. Eppure Cad sapeva bene cosa non aveva e cosa pensavano gli altri di lei. Non aveva abiti firmati, jeans alla moda e magliette di marca. Non aveva stile, era una sfigata.

Aggiornamento 4:

Ma questo non le interessava minimamente. Era la cosa che più faceva innervosire Rexanne: le sembrava che tutto quello che lei cercava disperatamente di ottenere, per Cad non era altro che vento.

- Sono venuta per parlarti di questo. - disse alla fine avvicinandosi alla scrivania e posandovi un grosso libro dall’aspetto antico. Si spostò una ciocca di capelli neri dietro all’orecchio, ma la rimise subito a posto appena si accorse di averlo fatto. Doveva togliersi quel brutto vizio.

Aggiornamento 5:

Grazie a tutti per i commenti ^^

@ By@nca: Ti ringrazio molto, sono felice che ti sia piaciuta. La tua poesia rende molto bene l'idea, le emozioni che mi suscita la parola "scrivere". Complimenti anche a te!

@ ...laila...: Rileggendo ho trovato io qualche errore, come "le sembrava che tutto quello che lei cercava disperatamente di ottenere, per Cad non era altro che vento.". Qui andrebbe molto meglio "fosse"... e poi ad un certo punto ho notato un'altra ripetizione, qualcosa come "continuava"... in ogni caso era sbagliato. Eheh, non avevo molta voglia di rileggere, ieri sera, lo ammetto...

10 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Beh... chapeau

    se questo è il risultato di un lavoro istintivo, senza riletture... non oso pensare a cosa può venire fuori quando ci lavori sopra un poco.

    Mi piace moltissimo il tuo stile, è molto 'maturo', descrizioni intense senza aggettivi o avverbi di troppo,

    anche la storia è accattivante, con un'ambientazione già ben circostanziata.

    Davvero complimenti.

    L'unica piccola cosa che a istinto mi ha spiazzato. All'inizio sembra che Rex non conosca quasi Cad, mentre poi si scopre che sono quasi migliore amiche. Mi ha lasciato la sensazione di qualcosa di spiegato male. Vedi tu, naturalmente.

  • 1 decennio fa

    wow non so che dirti sono strabiliata dal tuo racconto ,se avevo un po di sonno me l hai proprio tolto . ora sono lucida e curiosa , dico sempre che la scrittura è un arte pari a quella del disegno , e tu per me sei come una bravissima disegnatrice , ti prego , continua .

    Non posso negare di avere una certa invidia nei tuoi confronti , io non riuscirei a scrivere cose così genuinamente intriganti e ricche di particolari ma semplici al tempo stesso,(penso troppo complicato).

    Anche a me qualche volta vengono di botto alcune idee diciamo"scribaccine " ma niente del genere .

    wow ti scongiuro se scrivi un libro e lo pubblichi voglio essere la prima a leggerlo !

    la scrittura è una cosa che nasce dal core ,

    non si sa come mai ,

    sarà forse ,

    l ardore di un sentimento ,

    profondo.

    antico

    che dice

    parla;

    dimmi cosa provi .

    dedicata a te composta sul momento baci !

    Fonte/i: Ciao da Bianca ,con affetto e meraviglia! dettagli aggiuntivi .... answeriani non siate così pignoli !! Scrivere non è una cosa semplice !Non baastano due parole in riga per fare un brano ! quando l ispirazione chiama non puoi fare che rispondere e andare avanti a raccontare , succede così come per magia si viene trascinati in una vorticosa e affascinante scala a chiocciola che finirà solo quando le mani saranno troppo stanche per continuare ... Ma i pensieri non si fermeranno ,andranno avanti ininterrotti . Non importano gli errori di battitura perché il testo sarà bello così ; piacerà per le sue parole che corrono tenendosi per mano . E quando sarà finito l' unico pensiero sarà della gioa profonda ( anche un certo orgoglio ) e si vorrà farlo leggere a tutti subito , così che la magia della scrittura si divulghi e colpisca nel cuore i lettori . E chi legge non potrà fare a meno di parlarne fantasticarci sù ; continuare a leggere . Quando il testo sarà finito rimarrà lì ancora trasognante dell tutto appagato di quel viaggio strepitoso . E ora non venitemi a dire che "il pezzetto " non è forse intrigante !? dite la verità .... siate onesti ne siete un po' invidiosi ? io almeno lo confesso !! Ciao scusa .................ho scritto troppo !! Da Bianca milioni di ciao trasognanti con affetto e meraviglia .!
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non ci sono correzioni da farti. E' ben scritto, con una narrazione ben ritmata e descrizioni efficaci. Riesce a trasmettere emozioni e coinvolgere chi legge, e ti assicuro che non è una cosa da poco! =D

  • Anonimo
    1 decennio fa

    k bello, nn so k dire. 6 bravissima mi sono piaciute sopratutto le descrizioni: erano motlto profonde. continua così!!!!!!

    Fonte/i: ------------------------------------------> ^_^<--------------------------------------
  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    -.... una libreria e una scrivania sotto la finestra.

    La ragazza era seduta proprio a quella scrivania e scriveva con penna d’oca.- Qui ripeti la parola scrivania, cerca di cambiare l'impostazione della frase.

    Non ho trovato altri errori, forse perchè ero presa dalla storia e non sono riuscita a farci caso. Buonissimo segno. Se questo è quello che riesci a scrivere senza dare molta importanza alle parole e agli errori...beh complimenti!

    E' del tutto normale ritrovare errori anche dopo averlo corretto 10 volte :) cmq continua così che stai sulla buona strada!

  • 1 decennio fa

    Molto ben scritto, complimenti!! tienici aggiornati sulla continuazione della storia, sembra interessante. Mi piace come ti fermi a descrivere i particolari dell'ambiente, della casa, i colori e gli odori...molto brava!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Continua assolutamente! descrizioni impeccabili e uno stile molto piacevole! cosa dire, complimenti!

  • 1 decennio fa

    mi è piaciuto molto!

    mi è piaciuto molto il contrasto che hai descritto,tra la cad vestita tutta colorata e il suo vero animo triste che ritroviamo nella descrizione della stanza da letto.

    brava brava!però ora mi sono appassionata ti tocca scrivere ancora!

  • Anonimo
    4 anni fa

    Non male! semplice e scorrevole, fa venir voglia di sapere come andrà a finire =).. dovresti soltanto controllare meglio l. a. forma e l. a. grammatica ma immagino che questo sia solo l'inizio quindi avrai pace x farlo ;)...In bocca al lupo!

  • Luna
    Lv 5
    1 decennio fa

    continua

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.