Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Aiuto Saggio breve!! 10 punti!!?

Devo fare un saggio breve sul consumismo e la crisi basandomi su dei documenti e su esperienze personali..ho fatto la schedatura dei punti più importanti degli articoli che la mia professoressa:

-Nuovi beni di consumo: beni nuovi, che in ogni caso sostituiscono beni vecchi, li fanno scomparire o li regalano in un angolo, impedendo che il mercato si saturi.

-Da anni le fabbriche di automobili fanno a gara nel costruire motori sempre più potenti.Dopo un'inchiesta psichiatrica si è giunta alla conclusione che uno degli incentivi all'acquisto di una macchina nuova e più potente, è che l'automobile nuova dà all'acquirente una conferma della sua potenza personale.

-I popoli ricchi consumano troppo e tutto andrebbe a posto se consumassero di meno.

-Il bambino di oggi sta bene in salute, ma si prepara a diventare un adulto nevrotico perchè abbandonato al consumismo. I genitori sono distratti perchè troppo impegnati. E il bambino reagisce mangiando e bevendo peggio, perchè l'unico punto fermo della sua giornata è la pubblicità in tv. Dai genitori il cibo viene utilizzato come calmante del pianto o del capriccio.

-I teenager italiani ignorano la crisi. Fanno shopping almeno una volta a settimana spendendo in media 100 euro a uscita. Mentre le famiglie tagliano le spese, gli adolescenti non rinunciano neppure al superfluo. In cima alle voci maggiori di spesa c'è l'abbigliamento.

-Consumare è diventato un vero e proprio job, un lavoro da imparare.

-Gli italiani dopo la crisi hanno optato nuovi stili di vita, consumando meno e meglio. Acquistano frutta e verdura biologica, cosmesi naturali e prodotti di erboristeria. La motivazione non è solo che il prezzo è conveniente, ma anche la qualita è buona.

Questi sono i documenti che mi ha fornito la professoressa..mi scrivete qualche idea o saggio breve per questi documenti??? Al migliore 10 punti!!!

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Tra gli anni ’50 e ’60 del XX secolo l’Italia è protagonista del cosiddetto “boom economico”, che porta una profonda e rapida trasformazione delle strutture economiche e sociali: da paese prevalentemente agricolo diviene un moderno paese industrializzato.

    Questo è il risultato di svariati fattori: lo sfruttamento della grande congiuntura internazionale, agevolata anche dalla fine del tradizionale protezionismo, la disponibilità di nuove fonti di energia, la trasformazione dell’industria dell’acciaio con il conseguente incremento della produzione e abbassamento dei prezzi, l’esiguo costo del lavoro.

    Le conseguenze del “boom economico” fanno approdare il paese a un epilogo negativo in campo sociale, intellettuale e artistico: superficialità della vita, impersonalità intellettuale, svalorizzazione e standardizzazione culturale.

    Gli anni successivi al secondo dopoguerra vedono l’Italia come uno tra i paesi più industrializzati del mondo e fortemente inserito nel “sistema” occidentale di mercato. Gli anni del “miracolo” furono anche anni di grandi trasformazioni degli stili di vita, dei mezzi di comunicazione, dei costumi del popolo italiano, dell’aspetto del territorio. Si verifica un sensibile aumento del tenore di vita delle famiglie, assecondato inoltre da innovazioni tecniche che agevolarono e allettarono la vita quotidiana: si fa uso dei primi elettrodomestici, le strade italiane vengono percorse dalle prime automobili Fiat e confluiscono nelle moderne autostrade; l’avvento del sonoro nel cinema viene ora accompagnato da quello del colore e si intensifica la produzione cinematografica anche in Italia: “Il sorpasso”, “La vita agre”, “La dolce vita”, “Miracolo a Milano” e moltissimi altri, con film che rappresentano nei suoi diversi aspetti questo grandioso e florido periodo della storia italiana; la comparsa della televisione, ormai presenza indiscussa e indispensabile nelle case di ogni famiglia.

    Se, in Italia ma non solo, vivere all’insegna del benessere significa perdere l’individualità, la capacità di critica, la qualità della vita stessa, che si rispecchia nell’arte in tutte le sue forme, a favore di una felicità facile e artificiale, che traspare da lineamenti e da espressioni ebeti, alla quale bisogna puntare ad ogni costo e con qualsiasi mezzo, per una vita in cattività dove perfino i gesti e le azioni quotidiani sono prevedibili e ripetuti continuamente in modo costante fino a perdere la concezione del tempo stesso, per valori materiali a cui è impossibile sottrarsi perché inconsciamente troppo allettanti o perché indispensabili per vivere in una società basata su questi. Forse viene spontaneo pensare che il vero benessere non è da cercare nell’accumulazione di beni (della “roba”), ma nell’apprezzamento dei beni di prima necessità, della loro qualità più che quantità, beni non imposti da agenti esterni ma desiderati e cercati poiché sono questi che determinano la vera qualità della vita, beni che tuttavia l’uomo non è mai stato capace di apprezzare e dei quali è incapace di accontentarsi.

    A fronte di queste considerazioni, è lecito credere che la povertà del mondo contadino e preindustriale sia più genuina e porti al vero benessere ricercato dall’uomo, rispetto alla ricchezza di cui godiamo attualmente, poiché i beni necessari rendono necessariamente povera e precaria la vita, mentre i beni superflui la rendono superflua e priva di valore. Raggiungere uno scopo o una meta soffrendo e con le proprie capacità rende più felici e soddisfatti piuttosto che passivamente e con supporti esterni.

    Il boom economico ha favorito questo processo di facile guadagno e facile conquista, facendo perdere all’uomo la volontà di imporsi e mettersi in discussione, l’arte e la cultura sono diventate a loro volta vittime del consumismo e portatrici dei suoi valori; hanno dimenticato anch’esse il loro ruolo di critica trasformandosi in prodotti solamente estetici. Il boom economico, come la “bomba”, ha lasciato al suo passaggio solamente aridità intellettuale e artistica: tutto il resto è stato spazzato via e ci vorranno diversi anni prima che possa nascere e germogliare qualcosa di sano e incontaminato.

    prendi qualche spunto, non è da copiare in quanto analizza solo alcuni aspetti

    ciao:))

    Fonte/i: internet
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