Poesie riguardanti la seconda guerra mondiale o il nucleare?

Avrei bisogno che mi consigliaste qualche poesia per la mia tesi d' esame di terza media con il tema del nucleare ( preferibilmente ) o della seconda guerra mondiale. Grazie a tutti...

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La bambina di Hiroshima- NAZIM HIKMET(il mio compaesano)

    Apritemi sono io…

    busso alla porta di tutte le scale

    ma nessuno mi vede

    perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

    Sono di Hiroshima e là sono morta

    tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

    Ne avevo sette, allora: anche adesso ne ho sette

    perché i bambini morti non diventano grandi.

    Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,

    avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

    Un pugno di cenere, quella sono io

    poi anche il vento ha disperso la cenere.

    Apritemi; vi prego non per me

    perché a me non occorre né il pane né il riso:

    non chiedo neanche lo zucchero, io:

    a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

    Per piacere mettete una firma,

    per favore, uomini di tutta la terra

    firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini

    e possano sempre mangiare lo zucchero

    -----------------------------------------

    GENERALE

    Generale, il tuo carro armato

    è una macchina potente

    Spiana un bosco e sfracella cento uomini.

    Ma ha un difetto:

    ha bisogno di un carrista.

    Generale, il tuo bombardiere è potente.

    Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.

    Ma ha un difetto:

    ha bisogno di un meccanico.

    Generale, l’uomo fa di tutto.

    Può volare e può uccidere.

    Ma ha un difetto:

    può pensare.

    Bertolt Brecht

    --------------------------------------…

    QUANDO LA GUERRA COMINCIA

    Forse i vostri fratelli si trasformeranno

    e i loro volti saranno irriconoscibili .

    Ma voi dovete rimanere eguali .

    Andranno in guerra , non

    come ad un massacro ,

    ad un serio lavoro . Tutto

    avranno dimenticato .

    Ma voi nulla dovete dimenticare .

    Vi verseranno grappa nella gola

    come a tutti gli altri .

    Ma voi dovete rimanere lucidi

    Bertold Brecht

    --------------------------------------…

    La guerra che verrà

    non è la prima. Prima

    ci sono state altre guerre.

    Alla fine dell’ultima

    C’erano vincitori e vinti.

    Fra i vinti la povera gente

    Faceva la fame. Fra i vincitori

    Faceva la fame la povera gente egualmente.

    Bertolt Brecht

    --------------------------------------…

    CHI STA IN ALTO DICE: PACE E GUERRA

    Sono di essenza diversa.

    La loro pace e la loro guerra

    son come vento e tempesta.

    La guerra cresce dalla loro pace

    come il figlio dalla madre.

    Ha in faccia

    i suoi lineamenti orridi.

    La loro guerra uccide

    quel che alla loro pace

    è sopravvissuto.

    Bertold Brecht

    -------------------------------------------------------------

    se questo è 1 uomo di primo levi...

    Voi che vivete sicuri

    nelle vostre tiepide case,

    voi che trovate tornando a sera

    il cibo caldo e visi amici:

    Considerate se questo è un uomo

    che lavora nel fango

    che non conosce pace

    che lotta per mezzo pane

    che muore per un si o per un no.

    Considerate se questa è una donna,

    senza capelli e senza nome

    senza più forza di ricordare

    vuoti gli occhi e freddo il grembo

    come una rana d'inverno.

    Meditate che questo è stato:

    vi comando queste parole.

    Scolpitele nel vostro cuore

    stando in casa andando per via,

    coricandovi, alzandovi.

    Ripetetele ai vostri figli.

    O vi si sfaccia la casa,

    la malattia vi impedisca,

    i vostri nati torcano il viso da voi.

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    Alle fronde dei salici di salvatore quasimodo...

    E come potevano noi cantare

    Con il piede straniero sopra il cuore,

    fra i morti abbandonati nelle piazze

    sull’erba dura di ghiaccio, al lamento

    d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

    della madre che andava incontro al figlio

    crocifisso sul palo del telegrafo?

    Alle fronde dei salici, per voto,

    anche le nostre cetre erano appese,

    oscillavano lievi al triste vento.

    Uomo del mio tempo...salvatore quasimodo

    Sei ancora quello della pietra e della fionda,

    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

    con le ali maligne, le meridiane di morte,

    t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,

    alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,

    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

    gli animali che ti videro per la prima volta.

    E questo sangue odora come nel giorno

    Quando il fratello disse all’altro fratello:

    «Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,

    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

    Salite dalla terra, dimenticate i padri:

    le loro tombe affondano nella cenere,

    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

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    C'è un paio di scarpette rosse di Joyce Lussu

    C'è un paio di scarpette rosse

    numero ventiquattro

    quasi nuove:

    sulla suola interna si vede

    ancora la marca di fabbrica

    Schulze Monaco

    c'è un paio di scarpette rosse

    in cima a un mucchio

    di scarpette infantili

    a Buchenwald

    più in là c'è un mucchio di riccioli biondi

    di ciocche nere e castane

    a Buchenwald

    servivano a far coperte per i soldati

    non si sprecava nulla

    e i bimbi li spogliavano e li radevano

    prima di spingerli nelle camere a gas

    c'è un paio di scarpette rosse

    di scarpette rosse per la domenica

    a Buchenwald

    erano di un bimbo di tre anni

    forse di tre anni e mezzo

    chi sa di che colore erano gli occhi

    bruciati nei forni

    ma il suo pianto

    lo possiamo immaginare

    si sa come piangono i bambini

    anche i suoi piedini

    li possiamo immaginare

    scarpa numero ventiquattro

    per l'eternità

    perché i piedini dei bambini morti

    non crescono

    c'è un paio di scarpette rosse

    a Buchenwald

    quasi nuove

    perché i piedini dei bambini morti

    non consumano le suole.......

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    soffia nel vento-bob dylan

    19 gennaio 1944-Quasimodo

    Milano,agosto 1943-Quasimodo

    la guerra di piero-de andreé

    10 punti x favore

  • 1 decennio fa

    Ti consiglio quelle di Salvatore Quasimodo:

    Milano, agosto 1943

    Alle fronde dei salici

    Uomo del mio tempo (questa fa proprio al caso tuo)

    In bocca al lupo

    Fonte/i: Insegno Lettere in una terza media :)
  • 1 decennio fa

    La bambina di Hiroshima- Nikmet Nazim

    Apritemi sono io…

    busso alla porta di tutte le scale

    ma nessuno mi vede

    perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

    Sono di Hiroshima e là sono morta

    tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

    Ne avevo sette, allora: anche adesso ne ho sette

    perché i bambini morti non diventano grandi.

    Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,

    avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

    Un pugno di cenere, quella sono io

    poi anche il vento ha disperso la cenere.

    Apritemi; vi prego non per me

    perché a me non occorre né il pane né il riso:

    non chiedo neanche lo zucchero, io:

    a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

    Per piacere mettete una firma,

    per favore, uomini di tutta la terra

    firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini

    e possano sempre mangiare lo zucchero.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Poesie sul nucleare non ne conosco, mentre sulla Seconda Guerra Mondiale ce ne sono moltissime, e una delle più famose è quella scritta da Primo Levi "Se fossi un uomo"

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