Marco Croato ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 1 decennio fa

disastri ambientali 2010?

ciao... avrei bisogno anche solo di una lista (ma sarebbe meglio se mi scriveste in due righe che è successso e magari i danni procurati) riguardo i disastri o danni ambientali avvenuti nel 2010 in particolare, ma non solo, in italia...

GRAZIE in anticipo

10pt AL MIGLIORE!

2 risposte

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  • xxx
    Lv 4
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Tra le esigenze più sentite dall'uomo contemporaneo c'è quella di vivere in un ambiente salubre ed esteticamente piacevole.

    La rivoluzione industriale, se da un lato ha migliorato il tenore di vita di ampi strati sociali altrimenti esclusi dalla fruizione di tutta una serie di beni e servizi, ha dall'altro creato degli squilibri nell'ecosistema globale. E il liberismo sfrenato, da molti auspicato in economia come catalizzatore di sicuro progresso, minaccia di produrre danni ancora più terribili.

    Tutti, credo, vogliamo continuare a godere degli agi e delle comodità che il mondo contemporaneo ci offre copiosamente. Si tratta, però, di modulare meglio, in maniera più concertata e razionale, le attività economiche, di garantire quello "sviluppo sostenibile", invocato dalle autorità mondiali più illuminate, che permetta di soddisfare non soltanto i nostri bisogni, ma anche quelli delle generazioni future.

    Superare il narcisismo egotista del massimo piacere e divertimento da realizzare nel presente immediato significa dirigere il nostro pensiero al benessere dei nostri figli e nipoti, consegnare loro, in una ipotetica e ideale staffetta, un pianeta vivibile.

    Non solo; significa tutelare il patrimonio urbanistico, architettonico e artistico delle nostre città, così piene di storie e di cultura.

    Soddisfare il nostro senso estetico e permettere che le testimonianze più alte delle civiltà che ci hanno preceduto siano accessibili anche alle generazioni future.

    Per ottenere questi importanti obiettivi, c'è bisogno si diffonda in maniera sempre più capillare, e massimamente in coloro che amministrano e governano, una sensibilità e una cultura che anziché alla quantità, siano orientate alla qualità.

    Le metropoli, troppo densamente abitate, sono già oggi invivibili; i centri urbani del mondo sviluppato sono soffocati da un traffico ingovernato e folle, dallo smog che impedisce di respirare, dalle esalazioni industriali che a volte minacciano da vicino i cittadini; le acque, spesso usate senza razionalità e rispetto cominciano già a scarseggiare, quando non sono avvelenate da ogni sorta di veleno prodotto dalle lavorazioni industriali e dai consumi domestici o inquinate da microrganismi patogeni, il cui sviluppo è dovuto ad uno sviluppo produttivo non armonioso.

    VEDI ROBA PO

    L'utilizzo di fonti fossili di energia, petrolio e carbone soprattutto, produce come sottoprodotto l'immissione nell'atmosfera di biossido di carbonio (CO2), un gas che contribuisce ad aumentare l'effetto serra, quindi il riscaldamento terrestre, fonte, secondo molti studiosi, di cambiamenti climatici catastrofici.

    VEDI FONTI SINNOVABILI

    Qualsiasi intervento parziale, settoriale, locale sull'ambiente ha, secondo me, scarse probabilità di successo.

    Sempre più va profilandosi la necessità di intervenire sul modo di produrre, nell'impedire quelle lavorazioni che, come sottoprodotti generano veleni pericolosi per l'uomo, nel cercare delle fonti di energia il più pulite possibile.

    Il 20 aprile 2010, mentre la trivella della Deepwater Horizon stava completando un pozzo petrolifero, una esplosione sulla piattaforma ha innescato un incendio, con la conseguente morte nell'immediato di 11 persone ed il ferimento di altri 17 lavoratori.

    Due giorni dopo la piattaforma è affondata depositandosi a circa 400 metri di profondità. Nonostante il suo affondamento, dal pozzo petrolifero sul fondale marino è continuato a fuoriuscire il petrolio greggio. Il 7 maggio 2010 la British Petroleum ha poi tentato arginare la falla coprendo con una cupola di cemento e acciaio dal peso di 100 tonnellate, ma la perdita non si è arrestata e anche questo tentativo di riparare il danno è fallito.

    Il petrolio e le sostanze chimiche disperdenti rilasciate sul luogo del disastro contamineranno la popolazione locale nel breve e medio termine per via inalatoria; nel lungo termine per via orale, come conseguenza dell'accumulo degli idrocarburi nella catena alimentare.

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  • topis
    Lv 7
    1 decennio fa

    l'effetto serra e il riscaldamento globale

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