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Isabella ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

ricerca x la scuolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa?

mi sapete trovare qualche informazione tecnica dell'invenzione della lavatrice da parte della donna??deve essere lungooo

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il XX è sicuramente stato un secolo ricco di scoperte, invenzioni e brevetti che hanno inciso in maniera diretta e dirompente sulla qualità della vita dell’uomo.

    Ma erroneamente, si tende a considerare il campo delle invenzioni e dei brevetti una prerogativa maschile.

    Nel corso del secolo scorso, sono moltissime le donne che hanno invaso il campo e rivoluzionato la vita delle donne. Alcuni di esse hanno contribuito a facilitare e migliorare specificatamente per il gentil sesso. Queste “scoperte” sono state indotte dalla necessità e hanno contribuito a rendere la donna sempre più emancipata.

    Chi avrebbe mai pensato a una lavatrice o una lavastoviglie se non una donna?

    E ancora, era ovvio che prima o poi qualche signora si sarebbe insorta e si sarebbe ribellata a guaine e corsetti e avrebbe ridotto la biancheria intima in modo da dare meno fastidio possibile. Infatti, le modifiche subite da slip e reggiseni hanno più a che fare con la praticità che con la seduzione, ma il risultato non cambia, la biancheria intima si è ridotta al minimo.

    La guerra delle invenzioni

    Tra le invenzioni più stravaganti e impensate concepite dalle donne per una reale necessità della comunità ci sono quelle del tergicristallo, della guida per impedire alle ruote di treni e tram di uscire dai binari, il primo lampione pubblico a gas, la sedia a rotelle, il giubbotto salva-gente e perfino la scatola della pizza.

    Dall’unione tra la capacità analitica di un uomo e l’estro di una donna è nato il primo prototipo di elaboratore elettronico, il bisnonno del nostro computer.

    Insomma, chi si ostina a pensare che le donne ragionino con la sola parte destra del cervello (quella dove risiede la sfera emotiva) sarà costretto a ricredersi, e a pensare che dopo tutto, la regola della necessità che aguzza l’ingegno non ha alcun genere.

    COntinuate la lettura per conoscere il "dietro le quinte" di alcune invenzioni al femminile.

    La lavatrice diventa elettrica

    La prima “macchina per lavare” nacque nel 1767 da un’idea di Jacob Christian Schäffern, teologo di Ratisbona.

    L’invenzione non fu particolarmente ispirata, se non fosse per la presenza di una prima rudimentale centrifuga da azionare a mano. Ma è solo nel 1906 che Alva Fischer costruì il primo prototipo di lavatrice elettrica. L’elettrodomestico concepito dalla Fischer però aveva il grande difetto di avere il motore posizionato molto vicino al cestello, e quindi il rischio di cortocircuiti e di scosse elettriche era alto.

    Bisogna aspettare fino agli anni trenta perché venga pensato l’isolamento del motore.

    Al giorno d’oggi, la lavatrice è molto cambiata dai primi anni della sua esistenza e grazie all’avvento della domotica, le lavatrici sono diventate automatizzate ed alcune addirittura “intelligenti”, come ad esempio quelle azionabili a distanza oppure quelle che sono talmente fedeli da segnalare via sms al proprietario l’avanzamento del ciclo di lavaggio.

    L’ultimissimo trend in fatto di panni sporchi è quello di non lavarli in privato, ma di recarsi alle lavanderie pubbliche a gettone integrate con dei bar o dei ristoranti. Il più grosso cambiamento è quindi quello di trasformare una noiosa incombenza domestica in un momento di socializzazione.

    I piatti li vuol lavare lei

    A Josephine Cochrane si imputa la maternità di un prodotto che ha aiutato molte generazioni di donne.

    Comunemente, piatti, bicchieri e posate venivano lavati in grossi recipienti con acqua fredda, e venivano sgrassati con metodi non inquinanti quali il limone, l’aceto, la cenere. Ma nel 1886 una ricca signora proveniente da una buona famiglia dell’Illinois, Josephine Cochrane, sbottò con la frase passata alla storia “Se nessuno ha ancora inventato una macchina per lavare i piatti, lo farò io stessa!”

    E così fece. La cosa divertente è che la Cochrane non era un’inventrice. Era semplicemente una donna che amava i cocktail e le cene sociali, e sebbene avesse la servitù che si occupava di rassettare, inventò un macchinario che potesse svolgere il lavoro in meno tempo del suo personale e che lo facesse rompendo un minor numero di stoviglie…

    L’opinione pubblica lo ritenne più un capriccio che un elettrodomestico utile, e per circa una cinquantina d’anni venne snobbato dalle famiglie americane, mentre invece trovò da subito ampio utilizzo nell’industria della ristorazione e del turismo

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