Anonimo
Anonimo ha chiesto in Casa e giardinoManutenzione e riparazione · 1 decennio fa

divisione acque piovane ambito civile?

se ho uno stabile diviso (in modo verticale ed indipendente) tra due proprietari ma con un unico tetto, tenendo presente che un proprietario ristruttura la sua metà rendendola abitabile, può esso obbligare l'altro proprietario a dividere il canale di scolo delle acque del tetto in modo tale che ognuno convogli l'acqua della propria porzione di tetto nelle proprie tubature?? mi potete dare anche eventuali riferimenti di legge? Grazie!! 10 punti assicurati al migliore!! ;)

Aggiornamento:

ecco alcune delucdazioni che potrebbero essere utili: tenete presente che un proprietario ha ristrutturato la sua metà rendendola abitabile, mentre l'altro non ha fatto nulla

in fase di ristrutturazione il canale dello scolo del tetto è stato diviso (piu di 7 anni fa) e le acque di scolo sono state incanalate in due canali separati per i due proprietari... ora, adesso il secondo proprietario vuole ripristinare un unico canale sulla proprietà dell'altro come era all'origine pirma che la proprietà stessa fosse venduta (ai due attuali proprietari che la avevano acquistata insieme) e successivamente divisa (sempre tra i due proprietari) ... può esso obbligare l'altro proprietario a riunificare il canale?

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Io dissento da Giorgia (anche se non sono answeriano doc e non ho almeno quattro pollici, ma sono sicuro di quello che dico).

    Voi vi siete diviso lo stabile e va bene.

    Ma tu stesso hai detto che il tetto è unico.

    Quindi, per questa struttura permane la comunione fra voi due che, nel silanzio del titolo si intende ripartita in parti uguali.

    Questo perchè la struttura è unita con soluzioni di continuità.

    Diverso è il caso in cui le falde sono totalmente separate. Allora si che la comunione non sussiste.

    Prova ne è che all'origine la grondaia era comune come anche il tetto.

    Pertanto, la grondaia non doveva essere divisa e chiunque dei due proprietari può chiederne il ripristino, salvo che la divisione non avvenga di comune accordo.

    Hai traccia di questo accordo al momento della divisione? Nell'accordo vi dovevate dividere anche il tettose era possibile strutturalmente, l'avete fatto?

    La scelta di un proprietario di ristrutturarsi il mezzo tetto soprastante non pregiudica la possibilità dell'altro in caso di riparazione di chiedere il contributo alle spese per il tetto che unico per tutti.

    Il fatto che esistano due pluviali, è una scelta progettuale correlata con le necessità di smaltire le acque intercettate dalla grondaia. Per questo, potevano essere anche tre o quattro.

    Non vuol dire che ognuno ha il suo pluviale o si fa il suo pluviale.

    Se controlli sui titoli e sulla mappa catastale scoprirai che il lotto ove insiste la costruzione è comune a tutt'e due gli alloggi. Avrà lo stesso mappale.

    A questo punto è tutto chiaro, non si applica in questo caso l'art. 908 citato da Giorgia perchè siete tutti e due proprietari dello stesso tetto, della grondaia e dei pluviali.

    L'art. 908 vale invece tra voi e le eventuali proprietà vicine, se esistono.

    Prova a chiedere conferma di quello che ti ho detto ad un amministratore di condominio...

    Riferimenti normativi:

    Art. 1117 Codice Civile - Parti comuni dell'edificio

    Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo (attenzione, se il contrario non risluta dal titolo):

    1) il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune;

    2) i locali per la portineria e per l'alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;

    3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

    1119 Indivisibilità

    Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino (ovviamente deve essere consensuale e documentata).

    1123 Ripartizione delle spese

    Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.

    Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.

    Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità.

    X Giorgia, scusami la premessa di prima:

    Per sostenere che il tetto è separato, art. 1123, il tetto deve avere le due falde separate, a quote diverse, non congiunte sulla linea di colmo.

    Cioè le falde devono essere divise all'origine, per come è fatto l'edificio.

    Se il tetto è così: ^, è tutt'uno strutturalmente e giuridicamente (unico edificio catastale richiamato sull'atto con sub. diversi).

    Anche i muri maestri sono comuni, anche le facciate, anche se loro pensano di essersi diviso tutto, non è così

  • 1 decennio fa

    Il Codice Civile ha già pensato al Vostro problema

    Art. 908 Scarico delle acque piovane

    Il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino nel suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino.

    Se esistono pubblici colatoi, deve provvedere affinché le acque piovane vi siano immesse con gronde o canali. Si osservano in ogni caso i regolamenti locali e le leggi sulla polizia idraulica.

    Aggiungo:

    Credo che 7 anni fa sia stata fatta la cosa più giusta, dividere i scoli delle acque meteoriche in due distinti canali.

    Partendo dal presupposto giuridico che si acquista allo stato di fatto, non vedo nessun modo per obbligare l'altro proprietario a fare un qualsiasi lavoro in contrasto all'art.908.

    Se per ipotesi si unifica lo scolo delle due falde di tetto e di seguito arriva un nuovo Proprietario che non gli và bene, si rischia di andare in giudizio ai sensi dell'art.908

    Aggiungo per GianniTerribile:

    Forse è meglio chiedere ad un Legale Civilista.

    Ricordo in merito a quanto detto dall'utente che ha posto la domanda, il tetto non fa da copertura a tutti e due ma, ognuno è separato in modo verticale non orizzontale.

    Con questi propositi , un cm. quadrato di tetto non fa da copertura ad entrambi ma solo al proprietario che gli è sotto.

    Resta comunque il fatto che anche se sono in disaccordo , ho riflettuto e apprezzato il Tuo parere

    Un saluto

    Aggiornamento:

    Ciao GianniTerribile, leggi questo link e la Sentenza di Cassazione.

    http://www.overlex.com/leggithread.asp?id=10542

    Sembra che nelle Comunioni in orizzontale si ha l'onere delle competenze dalle fondamenta al tetto in modo distinto e separato.

    Dai uno sguardo e fammi sapere.

    Ciao.

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