Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

cosa ne pensate? Padova. I genitori non pagano: parroco chiude le porte dell'asilo a una bambina.?

Mancavano tre rette arretrate. Il sacerdote difende la scelta, il sindaco la contesta: «Erano stati autorizzati all'esonero»

PADOVA (19 maggio) - Via dalla scuola materna perchè i genitori non pagano le rette. Il parroco e il comitato di gestione della scuola dell’infanzia di Terraglione (frazione di Vigodarzere, in provincia di Padova), hanno deciso di non ammettere più in classe una bambina perché non risultavano pagate tre rette mensili. Dopo aver frequentato da settembre a dicembre la scuola dell’infanzia, a gennaio di quest’anno alla piccola, quattro anni, figlia di immigrati, viene chiusa la porta dell’asilo.

Una scelta contestata dal sindaco Franco Frazzarin che ha scritto al parroco di Terraglione, don Bernardo Pegoraro, per manifestare la sua amarezza. “La giunta comunale – scrive il sindaco Frazzarin - ha autorizzato l’esonero dal pagamento della retta di frequenza alla famiglia della bambina. L’esonero riguarda l’interno anno scolastico, da settembre 2009 fino a giugno 2010. assumendo a carico l’onere complessivo di 1.270 euro. Spiace constatare che, per decisione unilaterale del comitato di gestione, sia stata presa la decisione di non ammettere la bambina dal mese di gennaio. Di questa intenzione doveva essere messa al corrente l’amministrazione che avrebbe provveduto a dare copertura della retta. Ritenendo questo comportamento non conforme ai contenuti e allo spirito della convenzione in essere, si auspica un opportuno chiarimento».

Difende la decisione il parroco di Terraglione, don Bernardo Pegoraro. «Dopo tre mesi di rette non pagate e dopo aver chiesto anche un aiuto al Comune, senza ricevere risposta, cosa dovevamo fare? La famiglia non pagava niente, anche la scuola materna è in difficoltà. Ci siamo rivolti al Comune per sapere cosa fare, ma la risposta ci è arrivata soltanto quando avevamo già preso la decisione. Noi li abbiamo informati, è inutile che si scandalizzino: prima non si impegnano e non fanno niente, e poi si scandalizzano. Adesso il problema è risolto: la bambina, dopo aver ripreso per qualche tempo, ora non frequenta più. La famiglia si è trasferita».

(fonte: il gazzettino online)

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19 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La bambina non doveva essere cacciata, tanto meno da un prete, ma anche non fosse stato un prete la bambina non avrebbe mai dovuto subire un trattamento discriminatorio rispetto ai suoi compagni. I bambini non si toccano, qualsiasi sia la condizione.

    La scuola avrebbe dovuto vedersela con i genitori per avere il pagamento della retta o per vie legali o attraverso il comune, ma la bambina doveva rimanere a scuola ed essere trattata come tutti gli altri compagni.

    Non conosco la situazione dei genitori della bambina, personalmente parlo dei genitori immigrati allo stesso modo in cui parlerei di genitori italiani.

    Usufruire di un servizio senza pagare la retta non è un insegnamento da dare ai bambini, magari vai a pulire le scale, ma i soldi per tua figlia li devi trovare soprattutto per darle il buon esempio e un buon insegnamento civico. Se proprio hai difficoltà, ti muovi in tempo e fai i tuoi giri in comune per ricevere l'aiuto di cui hai bisogno se sei indigente ma tua figlia NON DEVE TROVARSI in una situazione del genere, io non lo permetterei, dovessi andare a cercare lavoro porta a porta.

    Il comportamento del parroco è deprecabile.

  • 1 decennio fa

    Non ci vedo niente di strano: La chiesa cattolica italiana è un'organizzazione imprenditoriale a fini di lucro, per cui il comportamento del gestore della scuola (il parroco pegoraro) è perfettamente coerente.

    Fonti:

    la chiesa amministra patrimoni di miliardi di euro, ha una banca (lo IOR) tra le più losche, organizzate e potenti al mondo,

    I conventi di frati si sono trasformati dappertutto in sorte di immobiliari o altre attività (es. i benedettini di Finale Ligure gestiscono un apiario con laboratorio ed esportazione di miele e prodotti cosmetici in tutta italia, oltre ad amministrare palazzi e ville per vacanze estive).

    Non parliamo del business della carità e dei missionari, sennò oltrepassiamo la soglia della decenza (e dell'ipocrisia).

    Vogliamo ancora parlare di religione riguardo la chesa??

  • Anonimo
    1 decennio fa

    in barba alla costituzione italiana che lo vieta, gli istituti scolastici paritari privati ricevono cospicui finanziamenti statali.

    il vaticano è il maggior proprietario di istituti scolastici privati e, per logica deduzione, è anche il maggior fruitore di finanziamenti pubblici, che vanno ad aggiungersi alle rette scolastiche richieste.

    lo stesso vale per le mense, ostelli, altre strutture di assistenza sociale, cliniche ed ospedali cattolici: tutti generosamente finanziati con ingentissimi contributi statali, con il denaro dei contribuenti.

    http://www.youtube.com/watch?v=PP3TtG1f6k0

    Youtube thumbnail

    http://www.beppegrillo.it/2009/06/vaticano_spa.htm...

    la parola "solidarietà" è il nome di un business fruttuoso, per alcuni. questi episodi sono una chiara testimonianza tra tante.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    lo sostengo da sempre.

    La Chiesa è stata geniale a ribaltare il concetto di carità:

    E' lei che la riceve e gli altri la fanno a lei.

    E' una delle tre virtù teologali: fede e speranza però non sono realmente delle virtù se ci pensi, sono stati d' animo. Ma la carità è concreta, e la Chiesa è la destinataria di questi oboli.

    Il gettito delle entrate è nettamente (e soprattutto noto) più basso delle uscite (ricevere è immediato, far uscire è burocratico, quindi lento)

    chemerdaquelpretucolo.

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  • 1 decennio fa

    Alla faccia della carità cristiana. Una famiglia in difficoltà, per giunta esonerata dal comune (anche se il comune è stato lento) che si fa? Gli si sbatte la porta in faccia e la bambina (un'innocente in assoluto) la si lascia fuori. Bravi bell'esempio di carità, di sostegno ai poveri e ai bisognosi.

    Da questo si capisce che sono tutte strònzàtè le favolette che raccontano quando vogliono i soldi dell'otto per mille.

    Se quei soldi non servono proprio per queste situazioni, allora che cavolo ci fanno? (se li mangiano).

    E comunque, oltre ai soldi che gli danno i cittadini attraverso lo stato (perché lo stato non ha soldi suoi, almeno non li avrà finché non sarà in attivo e non lo sarà mai), anche se non li ricevessero, non mi pare un comportamento degno da parte di religiosi.

    Questo per ricordare a tutti quelli che dicono che le scuole esistono grazie ai preti e alla chiesa, che grazie a loro c'è istruzione e cure verso le fasce deboli, che se non hai i soldi non sei nessuno, se non paghi non ottieni un cavolo, che le scuole dei preti sono costose e se non fosse per mantenere la parvenza di santità e di persone che aiutano, loro dei bisognosi se ne occuperebbero dandogli un tozzo di pane e facendogli dire tanti rosari. Punto.

    -------------------------------

    Se il comune ha esonerato la famiglia, vuol dire che le condizioni della famiglia stessa erano gravi, erano sensa soldi. Magari mandavano nonostante tutto la bambina all'asilo proprio perché lavoravano entrambi, ma naturalmente essendo immigrati non avevano nonni o zii a cui affidare la piccola. E anche questo non è bastato.

    E' vero che acqua, luce, cibo non sono gratis, ma la questione era tra il comune e l'asilo. Anche perché non parliamo di metà dei frequentanti che non pagavano, ma di una bambina sola. Non credo che l'asilo sarebbe andato sul lastrico se avesse continuato ad accogliere la bambina. Poi se la dovevano vedere con il comune, non sbatterla fuori.

    Inoltre si sta sempre a chiedere i soldi per questa cosa o per quell'altra, i bambini in africa, la fame del mondo, la missione dei sacerdoti, e chiedere di aiutare questa famiglia no? Se non è carità questa cosa lo è? La carità non è lucrare sulle attività, il lucro serve per fare carità. E quale carità migliore se non aiutare chi ne ha bisogno?

    Non bisogna alimentare chi se ne approfitta, perché io a quelli taglierei le mani, ma una volta che hai verificato la situazione (e si può fare), attivati per aiutare. Ma no, ma chi se ne frega, devi pagare e basta, anche se non hai di che mangiare, anche se tutto va per l'affitto, anche se non sai dove altrimenti lasciare tua figlia, tira fuori i soldi. Un applauso.

  • 1 decennio fa

    "Adesso il problema è risolto: la bambina, dopo aver ripreso per qualche tempo, ora non frequenta più. La famiglia si è trasferita".

    Occhio non vede, cuore non duole.

    Che miseria morale (da chi ce la vorrebbe insegnare!): dopo aver mostrato la sua meschinità questo gentiluomo pensa di risolvere tutto con una scrollata di spalle... non ho parole.

    Non è un caso che Dante metta nel girone degli avari schiere di chierici (religiosi, papi e cardinali): non è cambiato molto da quei tempi.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    per fortuna che la chiesa è misericordia e carità! Ha ha ha ....

  • 1 decennio fa

    ''Ci siamo rivolti al Comune per sapere cosa fare, ma la risposta ci è arrivata soltanto quando avevamo già preso la decisione. Noi li abbiamo informati, è inutile che si scandalizzino: prima non si impegnano e non fanno niente, e poi si scandalizzano. Adesso il problema è risolto: la bambina, dopo aver ripreso per qualche tempo, ora non frequenta più. La famiglia si è trasferita''

    Temo che politica e Chiesa in Veneto vadano a braccetto.

    Fonte/i: ma che schifo-_-
  • Anonimo
    1 decennio fa

    "Adesso il problema è risolto: la bambina, dopo aver ripreso per qualche tempo, ora non frequenta più. La famiglia si è trasferita"

    Dati i presupposti, se la Chiesa avesse in mano il problema della fame nel mondo, aspetterebbe che morissero tutti. Così gli affamati non sarebbero più un problema.

  • ilamar
    Lv 7
    1 decennio fa

    penso che il Comune è stato molto lento (come al solito) a dare una risposta all'asilo. Che gi assessori si sono indignati solo a cose fatte e non si sono scandalizzati della loro non risposta ma dell'operato del parroco.

    IL parroco per conto suo e per la carità che dovrebbe manifestare avrebbe potuto aspettare un po' di più prima di chiudere le porte... dove mangiano in 50 mangiano anche in 51.

    Non mi raccontate che l'asilo era in crisi, ci credo ovviamente ma di sicuro una bocca da sfamare in più non li avrebbe ridotti sull'astrico.

    Penso insomma che la cosa sia gestita con molto poco tatto e molto poco tempismo da entrambi: sia dal Comune che dall'asilo.

    ciao!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Meno male che la Chiesa aiuta i poveri , >ç<

    Però una soddisfazione me la sono levata,eh! L'ultima volta che sono andato a messa(già allora ero ateo) mi sono messo a dire a quello che prendeva i soldi "Non do i soldi a voi,ve li fregate" quello "Dio non ti salverà" Io: "Ma quale Dio? Zeus? Afrodite?Era?Shiva? SONO ATEO!!!"

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