ilaria i ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Qualcuno riesce a trovare..?

Mi servirebbe il testo completo della novella di Verga "L'amante di Gramigna". Purtroppo riesco a trovarlo solo con il finale modificato.

Qualcuno riesce a trovarmi l'originale? Grazie

3 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'amante di Gramigna

    Parecchi anni or sono, laggiù lungo il Simeto, davano la caccia a un brigante, certo Gramigna, se non erro, un nome maledetto come l’erba che lo porta, il quale da un capo all’altro della provincia s’era lasciato dietro il terrore della sua fama. Carabinieri, soldati, e militi a cavallo, lo seguivano da due mesi, senza esser riusciti a mettergli le unghie addosso: era solo, ma valeva per dieci, e la mala pianta minacciava di moltiplicarsi. Per giunta si approssimava il tempo delle messe, tutta la raccolta dell’annata in man di Do, ché i proprietari non s’arrischiavano a uscir dal paese per timor di Gramigna; sicché le lagnanze erano generali. Il prefetto fece chiamare tutti quei signori della questura, dei carabinieri, e dei compagni d’armi, e subito in moto pattuglie, squadriglie, vedette per ogni fossato, e dietro ogni muricciolo: se lo cacciavano dinnanzi come una mala bestia per tutta una provincia, di giorno, di notte, a piedi, a cavallo, col telegrafo. Gramigna sgusciava loro di mano, o rispondeva a schioppettate, se gli camminavano un po’ troppo sulle calcagna. Nelle campagne, nei villaggi, per le fattorie, sotto le frasche delle osterie, nei luoghi di ritrovo, non si parlava altro che di lui, di Gramigna, di quella caccia accanita, di quella fuga disperata. I cavalli dei carabinieri cascavano stanchi morti; i compagni d’armi si buttavano rifiniti per terra, in tutte le stalle; le pattuglie dormivano all’impiedi; egli solo, Gramigna, non era stanco mai, non dormiva mai, combatteva sempre, s’arrampicava sui precipizi, strisciava fra le messi, correva carponi nel folto dei fichidindia, sgattajolava come un lupo nel letto asciutto dei torrenti. Per duecento miglia intorno, correva la leggenda delle sue gesta, del suo coraggio, della sua forza, di quella lotta disperata, lui contro mille, stanco, affamato, arso dalla sete, nella pianura immensa, arsa, sotto il sole di giugno. Peppa, una delle più belle ragazze di Licodia, doveva sposare in quel tempo compare Finu “Candela di sego” che aveva terre al sole e una mula baia in stalla, ed era giovanotto grande e bello come il sole, che portava lo stendardo di Santa Margherita come fosse un pilastro, senza piegare le reni. La madre di Peppa piangeva dalla contentezza per la gran fortuna toccata alla figliuola, e passava il tempo a voltare e rivoltare nel baule il corredo della sposa, “tutto di roba bianca a quattro” come quello di una regina, e orecchini che le arrivavano alle spalle, e anelli d’oro per le dieci dita delle mani: dell’oro ne aveva quanto ne poteva avere Santa Margherita, e dovevano sposarsi giusto per Santa Margherita, che cadeva in giugno, dopo la mietitura del fieno. “Candela di sego” nel tornare ogni sera dalla campagna lasciava la mula all’uscio della Peppa, e veniva a dirle che i seminati erano un incanto, se Gramigna non vi appiccava il fuoco e il graticcio di contro al letto non sarebbe bastato a contenere tutto il grano della raccolta, che egli pareva mill’anni di condursi la sposa in casa, in groppa alla mula bianca. Ma Peppa un bel giorno gli disse: - La vostra mula lasciatela stare, perché non voglio maritami. Figurati il putiferio! La vecchia si strappava i capelli, “Candela di sego” rimasto a bocca aperta. Che è, che non è, Peppa s’era scaldata la testa per Gramigna, senza conoscerlo neppure. Quello si ch’era un uomo! -Che ne sai?- Dove l’hai visto?- Nulla. Peppa non rispondeva neppure, colla testa bassa, la faccia dura, senza pietà per la mamma che faceva come una pazza, coi capelli grigi al vento e pareva una strega – Ah! Quel demonio è venuto sin qui per stregarmi la mia figliola! Le comari che avevano invidiato a Peppa il seminato prosperoso, la mula baia, e il bel giovanotto che portava lo stendardo di Santa Margherita senza piegare le reni, andavano dicendo ogni sorta di brutte storie, che Gramigna veniva a trovare la ragazza di notte in cucina, e che glielo avevano visto nascosto sotto il letto. La povera madre teneva accesa una lampada alle anime del purgatorio, e persino il curato era andato in casa di Peppa, a toccarle il cuore colla stola, onde scacciare quel diavolo di Gramigna che ne aveva preso possesso. Però ella seguitava a dire che non lo conosceva neanche di vista quel cristiano; ma invece pensava sempre a lui, lo vedeva in sogno, la notte, e alla mattina si levava colle labbra arse assetata anch’essa come lui. Allora la vecchia la chiuse in casa, perché non sentisse parlare di Gramigna; e tappò tutte le fessure dell’uscio con immagini di santi. Peppa ascoltava quello che dicevano nella strada, dietro le immagini benedette, e si faceva pallida e rossa come se il diavolo le soffiasse tutto l’inferno in faccia. Finalmente si sentì che avevano scovato Gramigna nei fichidindia di Palagonia. - Ha fatto due ore di fuoco! – dicevano – c’è un carabiniere morto, e più di tre compagni d’armi feriti. Ma gli hanno tirato addosso tal gragnuola di fucilate che stavolta hanno trovato un lago di sangue dove

    Fonte/i: nn so se è giusto spero di si.... spero di cuore di esserti stata di aiuto ; )
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Certo,ti aiuto volentieri!!

    Pultroppo nn riesco a copiarla tutta è troppa,vai su qst sito e vedrai

    (Impossibbile visualizzare il seguente sito)

  • 1 decennio fa
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