paoletta92 ha chiesto in SaluteSalute - Altro · 10 anni fa

Sono affetta da Lupus?

Due anni fa ho fatto gli esami del sangue e avevo gli antistrafilococchi alti e la mia dottoressa mi ha detto che potevo avere un raffreddore asintomatico e quindi di non preoccuparmi. Ho rifatto gli esami la settimana scorsa e gli anticorpi sono rimasti pressocchè invariati. Da qualche mese inoltre mi è venuta una macchia scura su tutto il dorso della mano. Mi è stato detto che potrebbe essere il Lupus, è possibile?

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  • 10 anni fa
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    Gli esami (tests) di laboratorio servono a confermare la diagnosi di LES e capire se e quali organi sono interessati. Gli esami del sangue e delle urine devono essere eseguiti regolarmente, sia per monitorare il livello di attività e di gravità della malattia, sia per determinare l’eventuale tossicità dei farmaci utilizzati per la terapia. Le più importanti analisi comprendono:

    1) Esami di laboratori di routine per valutare il livello d’attività della malattia e l’interessamento dei vari organi:

    VES (velocità di eritrosedimentazione) e PCR (Proteina C Reattiva) valutano il livello dell’infiammazione. Nel LES la PCR può essere normale, mentre la VES è spesso elevata. L’aumento dei valori della PCR può indicare nuove complicanze infettive in corso.

    Il conteggio completo delle cellule del sangue (esame emocromocitometrico o più semplicemente emocromo) serve per evidenziare la presenza di un’anemia (diminuzione dei globuli rossi) o di una riduzione di piastrine (piastrinopenia) e dei globuli bianchi (leucopenia).

    L’elettroforesi delle siero proteine può rivelare un aumento delle gammaglobuline (indice di infiammazione) ed una riduzione dell’albumina (indice di interessamento renale).

    Altre analisi chimiche valutano la funzionalità renale (l’aumento dell’azotemia, creatinina, e squilibri elettrolitici), la funzionalità del fegato (transaminasi) e l’eventuale interessamento del tessuto muscolare (enzimi muscolari).

    Per valutare l’interessamento renale, è importante effettuare l’esame delle urine, sia al momento della diagnosi che in seguito. Gli esami delle urine sono da eseguirsi periodicamente, anche se la malattia è in remissione. L’esame delle urine può mostrare se c’è infiammazione ai reni (nefrite), la presenza di sangue (ematuria) o di proteine (proteinuria). Alcune volte può essere utile valutare la proteinuria delle 24 ore (raccolta di urine per 24 ore per valutare la quantità totale di proteine presenti). La proteinuria delle 24 ore è un buon indice di precoce interessamento renale, utile anche all’esordio della malattia.

    2) Analisi immunologiche:

    Anticorpi antinucleo (ANA), anticorpi Anti DNA nativo, anticorpi Anti-Sm (vedi diagnosi), anticorpi antifosfolipidi (vedi appendice I).

    Ci sono analisi di laboratorio che misurano il livello di complemento nel sangue. Il complemento è un termine collettivo per un gruppo di proteine del sangue che distruggono i batteri e regolano le reazioni immunitarie e infiammatorie. Alcune proteine del complemento (C3 e C4) si possono consumare durante il processo immunitario e bassi livelli di tali proteine indicano una malattia attiva, specialmente se vi è interessamento dei reni.

    Ci sono inoltre molte altre analisi per stabilire gli effetti del LES sui vari apparati del corpo. La biopsia (il prelevamento di un piccolo pezzo di tessuto) del rene permette di ottenere informazioni sul tipo, grado e avanzamento delle lesioni e aiuta molto a scegliere la terapia da seguire. Una biopsia della cute aiuta nella diagnosi di vasculite cutanea, di lupus discoide o di altre manifestazioni cutanee. Altri test possono essere radiografie del torace (per cuore e polmoni), elettrocardiogramma (ECG) e ecocardiogramma del cuore, le prove di funzionalità respiratoria, l’elettroencefalogramma (EEG), la risonanza magnetica nucleare (RMN) o la tomografia assiale computerizzata (TAC) del cervello, e ulteriori biopsie di tessuti specifici.

    Come si cura?

    Al momento non esiste una cura definitiva, ma nella maggior parte dei bambini con il LES, il trattamento è molto utile per il controllo della malattia. La terapia ha scopo sia di prevenire le complicanze, sia di trattare i sintomi e i segni della malattia.

    Generalmente il LES quando viene diagnosticato per la prima volta è molto attivo. In questa circostanza, la terapia richiederà alte dosi di farmaci per controllare la malattia e impedire danno agli organi. In molti casi la terapia frena l’episodio acuto ed è possibile mantenere una remissione (assenza di malattia più o meno prolungata) con minima assunzione di farmaci.

    Quali sono le terapie?

    La maggior parte dei sintomi del LES sono causati da infiammazione, perciò la terapia ha lo scopo di ridurre l’infiammazione. Vi sono quattro gruppi di farmaci usati;

    Farmaci antinfiammatori non sterodei (FANS): si usano per il dolore causato dall’artrite. Si danno solo per brevi periodi, tendendo a diminuirne la dose quando l’artrite migliora. Ci sono vari tipi di questi farmaci, inclusa l’aspirina. L’aspirina viene raramente usata per la sua capacità antinfiammatoria, ma è prescritta nei bambini che hanno elevati anticorpi antifosfolipidi per prevenire la formazione di coaguli nel sangue (vedi appendice).

    Antimalarici come l’idrossiclorochina sono efficaci per le lesioni cutanee sensibili all’esposizione solare e altre manifestazioni cutanee del LES: Non esiste nessuna correlazione fra il LES e la malaria.

    Glucocorticosteroidi (corticosteroidi) come il prednisone e il prednisolone ridu

    Fonte/i: Il lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia cronica autoimmune che può colpire diversi organi del corpo, in particolare la cute, le articolazioni, il sangue ed i reni. Autoimmune significa che c’è una disfunzione del sistema immunitario che invece di proteggere il corpo da virus e batteri, attacca i propri componenti (vedi prossimo paragrafo). Si riscontra più frequentemente nella popolazione femminile che ha raggiunto lo sviluppo (da 15 a 45 anni) e in questo gruppo d’età la proporzione delle donne colpite è nove volte quella degli uomini. Nei bambini che non hanno raggiunto la pubertà, i casi sono più frequenti nei maschi. Le cause specifiche sono sconosciute.
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