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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 1 decennio fa

Il referendum sulla privatizzazione degli acquedotti (comunemente detto privatizzazione dell'acqua)?

Leggo che la privatizzazione dell'acqua, o meglio, delle reti idiriche, secondo alcuni, sarebbe demonizzata solo perchè voluta da berlusconi.

Che il privato lavora senz'altro meglio del pubblico, permettendo risparmi.

Ora io mi chiedo, se questo è vero, perchè si verificano i seguenti fenomeni:

1) Perchè nei comuni dove è stata privatizzata la rete idrica le tariffe sono cresciute anche del 300%?

2) Perchè molti comuni lombardi e piemontesi (e credo anche veneta) ad amministrazione Leghista sono assolutamente contrari alla privatizzazione dei loro acquedotti?

3) Perchè l'efficentissima società privata che distribuisce l'acqua in provincia di agrigento non di rado lascia a secco la rete, tanto che molte case hanno dovuto installare serbatoi ausiliari dove raccogliere l'acqua per quei momenti?

4) Perchè non si può mai chiedere semplicemente che il pubblico faccia bene il suo lavoro? A parità di efficenza il pubblico sarà sempre meno caro del privato, perchè non ha l'obiettivo del profitto ma solo del pareggio di bilancio.

5) Spesso viene fatto notare come la privatizzazione riguardi gli "acquedotti" e non l'"acqua" (cioè non le sorgenti). Ora, credo che per cinquantasettemilioni e novecentomila italiani su cinquantotto milioni sia più o meno la stessa cosa. Se dovessero, caso impossibile, chiudervi il rubinetto, voi sapreste dov'è la sorgente più vicina? Andreste a prendere acqua direttamente là? Quella più vicina a casa mia è a circa sessanta chilometri... non è praticissimo andarci tanica in spalla...

8 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    O perbacco! ed io che l'ho firmato sperando che fosse CONTRO la privatizzazione...

    tua svista (e scherzi miei ) a parte, sono perfettamente d'accordo con te.

    aggiungerei l'informazione sul comune di Parigi, dove la destra che detiene il potere ha deciso di ridare al controllo pubblico l'acquedotto della città, gestito malissimo dai privati.

    ma sia ben chiaro, io non credo che i privati non facciano bene il loro lavoro, anzi...è proprio il senso dell'impresa privata che quale suo primario scopo sociale persegue la massimizzazione del profitto e non certo la qualità del servizio.

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  • 1 decennio fa

    anche io sono daccordo con te!

    NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ACQUEDOTTI!

    BERLUSCONI TRA POCO PRIVATIZZERà ANCHE L' ARIA!

    BASTA!

    ITALIANI SVEGLIAMOCI!

    ciao

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  • Anonimo
    10 anni fa

    Qualcuno si ricorda come la Cina ha riavuto Honk Kong in un battibaleno allo scadere del trattato???

    Bene come già sapete ha semplicemente minacciato il mondo anglosassone interessatissimo a quel paradisco fisco-commerciale di chiudere i "rubinetti dell'acqua" acqua per la quale questa graziosa isoletta che immagino fatturi in 6 mesi piu' di noi in 6 anni DIPENDE UNICAMENTE DAGLI ACQUEDOTTI CINESI

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  • 1 decennio fa

    Guarda io ho firmato esattamente per i punti che citi tu.In più una volta in radio ascoltavo un esperto che raccontava come in alcuni casi questi diventino circoli viziosi citando un evento realmente accaduto:perchè dei cittadini che pagavano l'acqua a seconda del consumo effettivo stavano molto attenti all'uso che ne facevano ma così facendo la società privata non riusciva a sostenere i costi e paradossalmente hanno dovuto farla pagare molto di più..

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  • 10 anni fa

    io dico solo che trovo semplicemente pazzesco che ancora si creda nella bontà del libero mercato, è un'utopia in confronto alla quale l'anarchia è un progetto ingegneristico.

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  • 10 anni fa

    allora

    la faccenda dovrebbe essere valutata da due punti di vista: interessi dell pubblico che usufruisce del servizio e interessi dello stato.

    se la faccenda venisse gestita da un gruppo di professionisti come se si trattasse di un impresa privata, si dovrebbero investire in un primo tempo dei soldi in riparazioni acquedotti, ricerca fonti acqua(non sempre sono sufficienti), installazione di contatori acqua come quelli che usiamo attualmente epr la corrente elettrica.

    il pubblico pagherebbe in funzione del consumo, con rialzi di prezzo per finanziare ulteriormente il mantenimento delle infrastrutture, finanziamenti di ricerche per diminuire le perdite d' acqua sul percorso (l' acqua dolce potabile è una risorsa che stiamo sopravvalutando, sta diminuendo sempre piu per via degli sprechi), assicurare la qualità dell'acqua, e perché non investimenti in ricerca per rendere il servizio piu efficace + beh, perché no profitto.

    questa descritta sopra è il modello di un impresa di stato funzionale. le differenza con il privato è quindi minima.

    quindi cosa cambia? gli obietivi e il dove va il profito.

    gli obietivi dello stato sono : in primis fornire il servizio e in seguito fare profito. i soldi del profito inoltre tornano direttamente allo stato e possono essere investiti in altri servizi ed infrastrutture.

    gli obietivi del privato (atenzione, monopolista naturale, visti i costi di infrastruttura) è prima il profito, poi il servizio. il servizio rischia quindi di rimeterci di brutto per prezi ben superiori.

    perche il governo vorebbe oiu la seocnda che la prima, e perche dovrebbe preferire la opzioen di vendere tutto e subito piutosto che investire adesso e siscuotere succesivamente in maniera sistemetica?

    il problema probabilmente è o la stupidita (preferiscono tutto e subito, senz apensare alle conseguenze future) o hanno un budget limitato che non permette gli investimenti per rendere l'impresa dell'Acqua rentabile e in questo preciso momento mantenere gli acquedotti publici è un bucco nero per i fondi publici.

    detto cio, ritengo l'idea di un referendum una enorme CA..TA. la cosa va studiata da gente del settore, da economisti, da ci sa qual'è la disponibilita di fondi e va presa la decisione. spendere per un referendum e chiedere alla gente se è meglio pagare pre l'acqua piu di quanto non pagava prima sia giusot è demenziale. non conoscendo le cifre non posso esprimermi in maniera ogettiva, quindi, oviamente preferisco riemprimi la piscina pagando qullo che paga il povero disgraziato che l'acqua del rubineto se la beve (sistema attuale senza contatore acqua).

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    perchè ci saranno amici da arricchire. Semplice!

    E' ovvio che una società privata ha i suoi costi e i suoi stipendi. E' anche ovvio (in italia succede sempre) che chi ha l'appalto si fa i soldi!

    I comuni delle regioni da te citati sono ovviamente in disaccordo perchè sono gli elettori a pagare la bolletta.

    Cercavo qualcosa sulla Girgenti acque (gestore acqua di agrigento) e sul suo AD Giuseppe Giuffrida, ma niente...

    Ho solo scoperto che a marzo la girgenti ha aumentato il capitale sociale portandolo da 4 a 9 milioni di euro e che ha ammesso che le sue tariffe sono alte! (ma va?)

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  • 4) "Perchè non si può mai chiedere semplicemente che il pubblico faccia bene il suo lavoro?"

    Se ci riesci, ben venuto. Come? Io non sono contrario alle privatizzazioni, ma mi va anche bene il pubblico che funziona. Quali sono le tue proposte per farlo funzionare? Perché dare per scontato che il privato non funzioni?

    Finora abbiamo anche tante prove di pubblico che funziona male. Non è che la Sicilia e la Puglia finché tutti gli acquedotti erano gestiti dal pubblico fossero i paradisi dell' acqua. E anche quando il servizio è garantito, bisogna vedere quanto costa. Perché se la tariffa è 100, ma il costo che l' acquedotto sostiene è 1000 i 900 ce li si mette con le proprie tasse...

    Tu dirai, ma il prelievo fiscale è progressivo, e io ti rispondo dovrebbe esser progressivo...ma è OT.

    Il servizio non deve essere assolutamente integrato con soldi pubblici. Questi semmai vanno destinati ad aiutare le famiglie più povere (che così si possono pagare la bolletta).

    "A parità di efficenza il pubblico sarà sempre meno caro del privato, perchè non ha l'obiettivo del profitto ma solo del pareggio di bilancio"

    Peccato che di solito il pubblico sia molto meno efficiente. Perché se l' imprenditore cattivo ha come scopo quello di lucrare, anche il dirigente pubblico non brilla per bontà, e non potendo lucrare sugli utili lucra in altri modi che minano l' efficienza.

    Mi dirai che invece ci sono dei dipendenti pubblici che brillano per integrità. Vero. Raramente chi ha queste doti fa carriera e diventa dirigente..ma capita. Però è anche vero non è che non tutti gli imprenditori abbiano come obiettivo quello di salassare il prossimo...sai com' è in un sistema sano l' imprenditore cerca di massimizzare il proprio profitto proprio aumentando l' efficienza..e alla fine ci guadagnao tutti, i clienti che hanno il servizio a poco, i soci della ditta e persino i lavoratori, che vengono premiati per mantenere alta l' efficienza....utopia dirai tu. Concordo. Ma forse è più vicina alla realtà dell' impresa pubblica che lavora bene...

    In un mercato libero l' imprenditore che non lavora bene fallisce. L' impresa pubblica che non lavora bene invece si fa foraggiare dallo stato.....

    Ma quello degli acquedotti è un caso particolare, perché si tratta di piccoli monopoli, ed è per questo che non sono un fan sfegatato delle privatizzazioni...ma lo stesso mi sfugge l' automatismo in base al quale dovrebbero funzionare male per forza...

    Rimanendo pubblica la proprietà dell' acqua, che sia pubblica o privata la gestione degli acquedotti sempre dell' ente pubblico è la responsabilità primaria. Sta a questi gestire bene il tutto. Se si privatizza la gestione non la si dovrebbe cedere agli amici degli amici.....ma in Italia funziona così, è per questo che le privatizzazioni spesso vanno male....ma non è colpa delle privatizzazione in sé, è colpa della modalità con la quale in Italia si gestisce la res publica....

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