Descrizione del quadro di Mondrian "Composizione in giallo, rosso e blu"?

E magari anche qualche informazione sul Neoplasticismo e sullo stile dell'artista. Grazie

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    'opera dipinta nel 1921 rappresenta una tappa fondamentale della lunga e meditata ricerca stilistica di Piet Mondrian che a partire dal 1917, con la pubblicazione della rivista "De Stijl", è affiancata da un'intensa attività teorica.

    In questi anni infatti Mondrian getta le basi programmatiche del Neoplasticismo cui aderiranno Van Doesburg, Van Tongerloo e gli architetti Oud e Rietveld.

    Questo dipinto risulta essere la realizzazione esemplare delle teorie neoplastiche: l'allontanamento dell'elemento soggettivo e descrittivo, l'affermazione di un nuovo rapporto simmetrico tra l'universale e l'individuale. L'astrazione di tutte le forme e di tutti i colori e la netta definizione di linee rette e colori primari.

    L'analisi dell'opera risulta facilitata dal confronto con i quadri dello stesso titolo, dipinti da Mondrian quello stesso anno.

    Essi testimoniano come lo sviluppo del medesimo tema tende progressivamente all'astrattismo formale, secondo l'ideale neoplastico.

    In particolare appare significativo il confronto di questa tela con quella perfettamente quadrata. Conservata nello stesso museo ed eseguita nel medesimo anno.

    Quest'ultima è caratterizzata da campiture ispirate alla forma regolare del quadrato e dall'ispessimento delle linee rette nere che le separano, riscontandosi da quella qui analizzata per un maggiore equilibrio formale.

    Da queste prime soluzioni deriveranno poi tutte le opere eseguite dagli artisti legati al Neoplasticismo, che in Piet Mondrian avranno caratteri pressoché immutati fino al 1932.

    Questo dipinto fu esposto alla XXVI Biennale di Venezia nel 1952 nella sezione dedicata a "De Stijl".

    Oggi è conservato presso il Gemeentemuseum dell'Aja, che rappresenta la maggiore raccolta pubblica dei dipinti di Mondrian dal periodo figurativo, quando ancora l'artista guardava alle scuole dell'Aja e di Amsterdam, a quello puramente astratto.

    La collocazione in un solo museo risulta utile a un visitatore come me che può così seguire lo sviluppo di uno stesso tema attraverso il passaggio graduale dal figurativo al Neoplasticismo.

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