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? ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaTesti · 10 anni fa

Qualcuno mi potrebbe scrivere un commento sulla canzone "Aushwitz" di Guccini?

Il testo è questo:

Son morto che ero bambino

son morto con altri cento

passato per il camino

ed ora sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve

e il fumo saliva lento

nel freddo giorno d'inverno

e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone

ma un solo grande silenzio

è strano non ho imparato

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può un uomo

uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

Ma ancora tuona il cannone

ancora non è contenta

di sangue la belva umana

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà

che l'uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare

e il vento mai si poserà.

Ancora tuona il cannone

ancora non è contento

saremo sempre a milioni

in polvere qui nel vento.

Per favore fare presto!!! Grazie a tutti ... Kiss <3

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    è il mio cantautore preferito!

    Lo stesso Guccini ha dichiarato che "la prima idea" per questa tristissima quanto bellissima e celeberrima canzone gli venne dalla lettura di Tu passerai per il camino - Vita e morte a Mauthausen (Mursia, 1965), un libro di memorie di Vincenzo Pappalettera.

    Come afferma Paolo Jachia, "Guccini scrive e canta la storia terribile ed emblematica di un anonimo bambino morto e bruciato nel famigerato campo di sterminio nazista (il 27 gennaio, data della liberazione dei prigionieri di Auschwitz, è stato proclamato universalmente e perennemente giorno del ricordo e della memoria). Una storia-simbolo delle altre sei milioni di vittime dell'orrore hitleriano, ma è da rimarcare che Guccini non si limita alla condanna del nazismo ma allarga la sua condanna a ogni guerra e allude probabilmente al dramma della guerra in Vietnam, allora in corso"

    l tema dell'Olocausto e dello sterminio nazista perpetrato tra l'altro nel campo di concentramento di Auschwitz sono trattati qui dal compositore emiliano con particolare vena e (dolente) delicatezza poetica. La canzone risente nella sua struttura musicale dell'influenza del primo Bob Dylan, che peraltro Guccini ascoltava in quel periodo.

    Auschwitz è senz'altro fra le canzoni più conosciute del cantautore Modenese, rimane tutt'oggi un vero e proprio inno alla pace, un monito all'uomo e una domanda senza risposta.

    La canzone si apre con una strofa di introduzione cruda e decisa, il protagonista è un ragazzo, non una persona particolare, uno come altri cento

    « Son morto con altri cento »

    Questo per sottolineare quanto poco valore ha una vita umana, ciò che ha dato la morte a quel bambino ha massacrato migliaia di volti.

    La seconda e terza strofa vengono poste in un tono più lieve e meno diretto; ciò che permane tutta la prima parte della canzone è infatti quel senso di leggerezza che ci propone quel bambino, e la crudeltà cieca con cui è stato ucciso. Il bambino stesso non trova spiegazione, e non riesce a perdonare o capire:

    « È strano: non riesco ancora a sorridere qui nel vento »

    Nella seconda metà della canzone, Guccini rivolge il pensiero verso la mente umana, e, parlando attraverso il bambino portato via col vento, si chiede perché ciò accade; quando questa furia animalesca finirà; quando l'uomo potrà imparare dai propri errori e quando quel vento smetterà di soffiare.

    « ...e il vento si poserà »

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  • Anonimo
    10 anni fa

    a metà degli anni '50 l'europa prende coscienza del peso storico avuto dall'olocausto e la canzone è di questo che parla. è una canzone che credo si possa giudicare estremamente attuale, semplice ma toccante che racchiude indignazione e desolazione. il punto di vista è quello di una vittima e questo contribuisce ad aumentare l'efficacia evocativa del testo. una delle frasi a mio avviso che svolge al meglio questa funzione è la metafora "passato per il camino", la frase usata dagli aguzzini nei campi di concentramento per schernire gli internati. inoltre guccini, da grande poeta quale è, passa improvvisamente dall'utilizzo della prima persona singolare a quella plurale a testimonianza di come quest'esperienza non sia un caso individuale e isolato, ma che riguarda milioni di altre persone e, indirettamente, tutti noi.

    spero ti possa essere utile! :)

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