Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Il ribaltone del Rasoio di Occam ....?

In questa sezione viene usato spesso il principio del Rasoio di Occam (" La spiegazione più semplice di un quesito, risulterà essere la più accettabile") soprattutto come strumento di razionalità tra atei e agnostici. ES: " Dio non si vede, pertanto non esiste "

Ma se ci pensiamo bene, non è stato forse lo stesso principio a creare la figura di Dio? ES " Non so spiegare le origine di un fulmine pertanto è opera di Dio". Lo possiamo notare anche nel modo di pensare delle persone appartenenti a generazioni precedenti che risolvono i loro interrogativi con un " E' la volontà di Dio!" .

Secondo voi può essere vero che Dio sia stato per secoli anzi millenni la "risposta più semplice" ?

Grazie.

Aggiornamento:

@ Erhaben - è sempre un piacere leggere ciò che scrivi. Perciò scrivi sempre più che puoi ;)

9 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    A parte la questione di D-o, che è una questione di credo personale.......

    Io sinceramente non penso possa valere il Rasoio di Occam sempre e comunque.

    Certo, in molte occasioni è utile, ma pensate, non so... alla Relatività... O alla meccanica quantistica... Non credo proprio che Einstein avrebbe rivoluzionato la fisica moderna con il Rasoio di Occam: si sarebbe accontentato della spiegazione semplice e lineare di Newton...

    C'è un detto che dice: A volte la spiegazione più semplice è la spiegazione più intelligente. E a volte è pure sbagliata.

    Pensa a TUTTA la filosofia, che per le anime sempliciotte è solo un ammasso di sèghe mentali che non danno alcun aiuto alla vita pratica... in parte è vero... ma se tutti gli uomini la pensassero così, non sarebbero mai esistiti i filosofi. Le ali dello spirito umano non si sarebbero mai dispiegate nel cielo della speculazione...

    Sta' a vede' le spolliciate eh... AHAHAHAH

    Comunque... Il Rasoio di Occam vuole che non si moltiplichino gli enti fuor di stretta necessità... D-o in tal caso è proprio un ente fuor di necessità... ma che ti debbo dire... io ci credo ugualmente... ma, come dire, io lo relego fra le convinzioni strettamente personali, non lo adduco come spiegazione a un bel nulla al di fuori delle mie personali riflessioni. Se per assurdo (dico per assurdo perchè io non studio questa materia abbastanza da poter mai arrivare a fare una cosa simile) dovessi scrivere un trattato di scienza - mai e poi mai tirerei in ballo D-o. Se dovessi, pure, scrivere un libro di filosofia, mai e poi mai tirerei in ballo D-o, se non come solita analisi di un concetto dal punto di vista critico-filosofico - si chiama onestà intellettuale.

    Non so che altro aggiungere ora, se mi viene in mente qualcos'altro di più utile a questa discussione, ripasso più tardi...

    __________________

    Mi è venuta in mente solo una cosa che potrei aggiungere... ovvero il fatto che non dobbiamo dimenticarci che la ragione umana tende SIA verso la ricerca dell'unità (nelle osservazioni empiriche) e dunque, verso la semplicità, SIA verso la ricerca della complessità - e non sono, anche se in apparenza potrebbero sembrarlo, due tendenze contraddittorie... ma entrambe necessarie ad una mentalità scientifica completa... Esempio accademico banalissimo: la classificazione di Linneo: possiamo guardarla in due versi, dal basso verso l'alto (la ragione cerca di unificare sotto un numero sempre minore di gruppi la molteplicità delle varie osservazioni sugli organismi presenti in natura) sia dall'alto verso il basso (lo scienziato si impegna anche nel cercare di rendere sempre più particolareggiate le divisioni, ama dividere di nuovo ogni gruppo in molteplici sottogruppi seguendo nuovi criteri...); scusa l'esempio non proprio calzante... (accidenti a Kant, anzi no, accidenti a me che uso esempi di Kant anche quando non c'incastra) insomma, quello che voglio arrivare a dire è che la realtà è è semplice ED ANCHE complessa, una E ANCHE molteplice... e a volte postulare enti che in apparenza, o a una prima osservazione, non sono strettamente necessari, PUO' portare a conclusioni positive... non si può frenare il genio scientifico nel suo impulso oserei dire quasi creativo verso la scoperta... certo, nel passato abbiamo pessimi esempi... penso, per dire, a quando ancora si credeva che la Terra fosse al centro dell'universo e che le orbite fossero perfettamente circolari... i conti "non tornavano", e i filosofi (persino Aristotele), gli astronomi, che facevano? Moltiplicavano il numero dei cieli (questo marasma di cielo uno dentro l'altro, lol), finchè tornavano i conti... e, sì, erano in errore! Ma da qui non possiamo trarne l'insegnamento che quel metodo sia sbagliato a prescindere... Un tale metodo potrebbe (e dico, potrebbe), in altri ambiti della scienza e della ricerca, un giorno, portare a una soluzione esatta... Sarebbe sciocco precludersi una via così, a priori... La scienza è fatta anche di errori, ma non bisogna farci spaventare dagli errori... Magari già nel passato, almeno una volta, postulare enti si è rivelato positivo... ma siete voi gli scienziati, lo sapete, io ho un'altra formazione...! Ora non vorrei dire una cavolata, ma la meccanica quantistica, non è iniziata proprio con un "azzardo" di questo tipo? Cito da wiki: "All'inizio del XX secolo furono elaborate alcune teorie EURISTICHE (eh, appunto! Euristiche!*), che ricorrevano a postulati arbitrari, non deducibili a partire dai postulati della meccanica classica..." Ditemelo se dico càzzate! (nel senso, ditemelo, ho la mail accessibile a tutti)

    * le parentesi e il maiuscolo sono miei. La pagina è:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanica_quantistica

    Fonte/i: Comunque grazie The Human Nature, molto gentile, anche troppo, non merito! Come si fa a dire questa frase semza sembrare falsi modesti? LOL Scusa se ho scritto tanto... quando mi prende la mano non riesco più a riassumere... è un problema che sto cercando di risolvere a piccoli passi...
  • Anonimo
    1 decennio fa

    A me sembra che lo sia tutt'ora. Ma non solo è ed è stato la risposta più semplice, questa stessa risposta è stata usata come bandiera per numerose atroci violenze e ingiustizie di vario genere nel corso della storia, il che ne aumenta pesantemente la gravità.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    non la più semplice, la più banale.

    come hai banalizzato il ragionamento di Occam:

    Fondamentalmente la teoria dice di NON introdurre concetti nuovi non necessari ma di ridurre tutto all'essenziale, e quindi dio NON è necessario per spiegare le cose e non è dimostrabile (dimostrabile, non visibile) e quindi può essere cancellato.

  • 1 decennio fa

    le divinità sono li miglio esempio del rasoio di occam!

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    In parte quanto scrivi è vero. La paercezione di Dio nasce sicuramente dall'osservazione e dal ragionamento, ma non si ferma semplicemente alla necessità del conoscere il 'come' delle cose. Se così fosse nel momento in cui l'iomo avesse scoperto la natura del fuoco e del fulmine, avrebbe smesso automaticamente di credere ad un dio. In realtà la scoperta del trascendente è l'intuizione che al di la delle cose ci sia un perchè, una ragione, un senso. Questo senso lo posso semplicemente negare per affermare che Dio non esiste, oppure posso esplorare e provare a conoscere Dio, o meglio, ciò che noi identifichiamo con Dio. Quel 'perchè', quel senso che avvolge, riepie le cose e l'uomo stesso è Dio. Hai mai fatto caso che il bambino si stupisce di ogni cosa? In quel momento scopre che ciò che lo circonda ha delle regole che può osservare e quindi controllare, ma lo stupore è per lo più dovuto al fatto che per lui nulla è scontato, le regole ci sono, ma perchè non altre? Troppe poche volte ci chiediamo 'perchè?'!. Hai fatto caso che questa domanda ci viene in mente solo davanti ad una disgrazia? Ti rendi conto che quando ci capita qualcosa di bello raramente siamo disposti a chiederci 'perchè?' ?. (Cristo esalta gli umili propro perchè sono gli umili, gli aflitti che si pongono questa domanda, cioè hanno la fortuna di avere la capacità di incontrare Dio mentre i ricchi, quelli che non hanno bisogno di nulla, tantomeno di Dio, quella domanda non se la pongono). Anche non volendo credere a Dio (quello dei cristinani intendo) bisogna ammettere che siamo immersi in una Verità che va al di la della nostra percezione, in sostanza non non possiamo che percepire una parte di quella Verità. In parte i sensi ci permettono di misurare la percezione della Verità (e ci siamo inventati la scienza) , ma dall'altra indaghiamo sul senso di questa Verità. Paradossalmente sono i nostri sensi 'finiti' che ci danno la percezione dell'infinito e di ciò che da essi trascende.

    Dio non è la risposta più semplice, ma è il nome che diamo a quella Verità che trascende le cose.

  • 1 decennio fa

    il mio agnosticismo fa di me una persona per cui il " Dio non si vede, pertanto non esiste " non basta ad escluderne ogni possibilità, come non mi è mai bastata la banale e comoda risposta che da la religione sul tutto...

    molti pensano con totale ipocrisia di avere le risposte alle domande fondamentali... "chi siamo, dove andiamo e perchè..."

    forse dovremmo tutti avere un briciolo umiltà e farci un pò di autocritica

  • tog_43
    Lv 5
    1 decennio fa

    dipende che tipo di risposta,se semplicemente come origine di ciò che la nostra ignoranza non comprende,è una risposta semplicistica,se risposta allo scopo della nostra vita,allora la cosa si fa molto più complessa e qui,il rasoio di Occam non c'entra molto.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Preferisco sapere di poter pensare ad una zebra se sento rumore di zoccoli, anzichè ad un cavallo.

    Se fossi credente saprei che esiste solo il cavallo e negherei l' esistenza delle zebre anche se ne venissi travolto da una mandria (credono ancora alla storia della sindone, per quante prove la smontino).

    E comunque:

    "La natura, voi dite, è del tutto inesplicabile senza un Dio. In altri termini, per spiegare ciò che capite ben poco, avete bisogno di una causa che non capite affatto. "

  • 1 decennio fa

    Il principio di Occam lo applicherei alla evidenza dei fatti che osserviamo: ogni opera d'arte presuppone un artista o un progettista. Siccome tutte le singole opere del creato sono opere molto più belle, complesse, funzionali, di qualsiasi opera artistica umana, è certoche vi sia un Grande Artista che ha progettato tutto.

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