Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Conversioni: cosa ne pensate?

Noto documentarista ateo si converte studiando la Sindone.

In Convertiti al cristianesimo, al cattolicesimo, Ex-atei, Sacra Sindone on 18 maggio 2010 at 17:20

Numerose sono le ragioni per essere grato che David Rolfe, famoso documentarista e regista, dice di avere verso l’Uomo della Sindone. “Ateo convinto e consapevole dell’esistenza di numerose reliquie false, ho prodotto il mio primo documentario sull’argomento, The Silent Witness, (Il testimone silenzioso) nel 1977, deciso di scoprire e mostrare come e da chi era stata contraffatta la Sindone. Non potevo pensare che ci fosse un’altra spiegazione”. I suoi viaggi misero in contatto diversi studiosi e scienziati della Sindone e “nel corso dell’operazione le varie prove hanno cominciato a combaciare perfettamente”: lo storico Ian Wilson, utilizzando la sua conoscenza delle raffigurazioni artistiche di Cristo, ha formulato idee sul collegamento con il Mandylion di Edessa. Max Frei, botanico e perito giudiziario, ha completato la sua identificazione dei tipi di polline presenti sulla Sindone, molti dei quali appartenevano esclusivamente alla Palestina e alla regione di Edessa. “Il mio documentario, lungi dal rivelare la contraffazione, è divenuto un argomento affascinante per la probabile autenticità della Sindone”. Il progetto ha vinto il British Academy Award e molti altri premi internazionali. Il libro sulla produzione del documentario è divenuto un best seller nel Regno Unito. Rolfe scrivendo su L’Osservatore Romano dice che la Sindone è entrata a far parte del corso di studi in molte scuole: storia, fisica, religione, chimica, biologia, anatomia, arte, tessitura. Quale miglior modo per affascinare i bambini? Nel 2008 nuovo documentario per la Bbc e per la Rai sulla tensione attuale fra i risultati del test del c14, risalente a vent’anni fa, e i nuovi studi sulla Sindone. “La Sindone è un soggetto unico e adatto a essere ripresa in 3d perché contiene già in se elementi tridimensionali. Il nuovo documentario si pone la domanda legittima: è questa l’epoca per la quale è nata la Sindone? Il mio prossimo obiettivo sarà trovare un modo per portare la storia della Sindone a un pubblico più ampio in tutto il mondo”.

Conversione.

Ad un certo punto David Rolfe dice: “Noterete da come mi esprimo che nel corso della produzione sono divenuto credente e cristiano. È difficile studiare la Sindone per tanto tempo senza diventarlo. Questo non riguarda tanto aspetti oggettivi, sebbene siano piuttosto impressionanti, quanto soggettivi. La sua sottile immagine monocromatica è un’opera di genio sublime nel comunicare l’essenza del momento storico in cui è nato il Cristianesimo, attraverso le azioni di Gesù di Nazaret”. Quel che dice ricorda un pò la frase di Louis Pasteur: “Poca scienza allontana da Dio, ma molta scienza riconduce a Lui”

Interessante notare come la UAAR abbia ripreso nel 2008 la notizia da La Stampa, dopo il documentario girato da Rolfe, nella quale esperti americani ed europei, protagonisti dell’esame al radiocarbonio del 1988 hanno confidato alla Bbc: «Gli esami dell’88 non soddisfano, bisogna rifarli» Leggendo i commenti degli associati alla UAAR non si possono trattenere le risate quando invocano istericamente l’intervento immediato del CICAP (qui una foto che rivela la serietà del suo responsabile scientifico Luigi Garlaschelli) per rincuorare il loro ateismo ormai vacillante.

Antony Flew: il paladino dell’ateismo che ha scoperto scientificamente Dio.

In Evoluzione, darwinismo e creazione, Ex-atei, Scienza e Fede, UAAR e Ateismo militante on 26 aprile 2010 at 17:27

Il mondo continua a rendere omaggio alla morte, avvenuta qualche giorno fa, di Antony Flew, lo scienziato ed epistemologo ateo britannico che ha scoperto Dio alla fine della sua vita. Già maestro di Richard Dawkins e paladino dell’ateismo scientifico, ha impiegato la maggior parte della sua vita a negare l’esistenza di Dio. Nel 2004, a soli sei anni prima di morire, ha però drammaticamente e coraggiosamente cambiato idea dopo aver studiato la ricerca genetica e il DNA. Le conclusioni di Flew scatenarono reazioni isteriche nei suoi compagni atei, in particolare in Dawkins e Hitchens, i quali insultarono Flew di demenza a causa della vecchiaia e di confusione. Durante la maggior parte della sua vita accademica era fermamente convinto che si doveva presupporre l’ateismo fino a quando non vi erano prove empiriche del contrario. Poi, nel suo ultimo decennio attraverso il DNA e il genoma umano ha trovato la prova che Dio esiste ed è il Creatore della vita. “Gli argomenti più impressionanti per l’esistenza di Dio sono quelli supportati dalle recenti scoperte scientifiche”, ha detto. Un bel ricordo è apparso oggi sul sito dell’arcidiocesi di Sidney.

Nel 2007, Antony Flew ha pubblicato un libro, manifesto della sua conversione, intitolandolo inequivocabilmente: “C’è un Dio”.

Aggiornamento:

senti, nick a caso:una marea di utenti hanno un sacco di account di riserva ,quindi non scassarci la testa

8 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Interessante, conoscete la storia del PREMIO NOBEL Alexis Carrel?

    Alexis Carrel nacque a Lione nel 1873. La sua famiglia era di commercianti benestanti. Rimasto orfano di padre, a cinque anni lasciò Lione per andare a vivere in campagna con la mamma. Tornò poi a Lione per gli studi liceali e per frequentare la Facoltà di Medicina. Furono propri gli studi universitari a spingerlo ad abbandonare le convinzioni religiose ricevute dall'educazione familiare per abbracciare la filosofia positivista e materialista. Conservò però sempre una forte nostalgia verso le certezze della sua fanciullezza, soprattutto avvertiva l'inquietudine che gli procuravano quelle nuove convinzioni positiviste, incapaci di dare una persuasiva risposta al senso della vita e della morte. Lui stesso, dopo la conversione, scrisse di quel periodo parlando di sé in terza persona:

    "Assorbito dagli studi scientifici, affascinato dallo spirito della critica tedesca, (Carrel) s'era convinto a poco a poco che al di fuori del metodo positivo, non esisteva certezza alcuna. E le sue idee religiose, distrutte dall'analisi sistematica, l'avevano abbandonato, lasciandogli il ricordo dolcissimo di un sogno delicato e bello. S'era allora rifugiato in un indulgente scetticismo. La ricerca delle essenze e delle cause gli sembrava vana, solo lo studio dei fenomeni, interessante. Il razionalismo soddisfaceva interamente il suo spirito; ma nel fondo del suo cuore si celava una segreta sofferenza, la sensazione di soffocare in un cerchio troppo ristretto, il bisogno insaziabile di una certezza."

    In quegli anni, negli ambienti medici, si discuteva molto di Lourdes e dei suoi miracoli. C'era chi ci credeva e c'era chi era profondamente scettico.

    Nel 1894, il famoso scrittore Emile Zola, dopo esser stato a Lourdes e pur essendo stato testimone di fatti inspiegabili, aveva scritto un libro in cui negava decisamente la veridicità delle apparizioni.

    Anche Carrel, nel suo positivismo, era convinto che quelli di Lourdes fossero solo sedicenti "miracoli", in realtà guarigioni frutto di autosuggestione. Volle però andare a constatare di persona e nel 1902 partecipò come medico ad un pellegrinaggio, occasione che gli fu offerta da un collega che aveva dovuto rinunciare all'ultimo momento. Da questo viaggio venne fuori un libro che ebbe il titolo di Viaggio a Lourdes.

    Alexis Carrel era in incognito. Solo pochi conoscevano la sua identità.

    Voleva solo constatare e aiutare qualche malato. Nel suo scompartimento giaceva una giovane donna, Marie Ferrand (chiamata così nel libro, ma in realtà si chiamava Marie Bailly). Era gravissima: ventre gonfio, pelle lucida, costole sporgenti, addome teso da materia solide, sacca di liquido che occupava la regione ombelicale, febbre alta, gambe gonfie, cuore veloce.

    Si trattava di peritonite tubercolare. Dolori tremendi! Il dottor Carrel le praticò un'iniezione di morfina.

    "Avete ancora i genitori?" le domandò.

    "No, sono morti di tubercolosi da alcuni anni", rispose la donna.

    Dall'età di quindici anni, ella era tubercolotica. I medici che la tenevano in cura dicevano che ormai era all'ultimo stadio. Ella però, pur sentendosi alla fine, era convinta che la Vergine, a Lourdes, le avrebbe concesso qualcosa d'importante: se non la guarigione, almeno la forza per morire in pace.

    Arrivato a Lourdes, Carrel incontrò un suo vecchio compagno di collegio, nel suo diario ne riporta solo le iniziali: A.B. Gli chiese:

    "Sai se qualche malato è guarito, stamane, nelle piscine?"

    "No, nessuno. Però vidi un miracolo davanti alla grotta. Una suora che camminava con le stampelle. Arrivò, si fece una gran segno di croce, bevve l'acqua della fonte miracolosa. Subito il suo viso s'illuminò, buttò via le stampelle, corse agile alla Grotta, gettandosi in ginocchio davanti alla Vergine. Era guarita."

    "La sua guarigione", commentò Carrel, "è un caso interessante di autosuggestione!"

    L'amico ribatté:

    "Quali sono le guarigioni che, se le constatassi, ti farebbero riconoscere l'esistenza del miracolo?"

    "La guarigione improvvisa di una malattia organica. Una gamba tagliata che rinasce. Un cancro scomparso, una lussazione congenita che improvvisamente guarisce. Allora sì che crederei!.. Se mi fosse concesso di vedere un fenomeno tanto interessante, tanto nuovo, sacrificherei tutte le teorie e le ipotesi del mondo. Ma non il minimo timore di arrivare a questo. C'è una ragazza, Marie Ferrand, presso la quale mi hanno chiamato dieci volte ed è in pericolo di vita. È tisica, ha una peritonite tubercolare all'ultimo stadio. È in uno stato pietoso. Temo che mi muoia tra le mani. Se questa ammalata guarisce, sarebbe veramente un miracolo. Io crederei a tutto e mi farei frate."

    Nella Sala dell'Immacolata (riservata ai malati più gravi) tutto era pronto per la funzione presso le piscine. Il dottor Carrel si avvicinò al lettino della "sua" ammalata, Marie Ferrand. La visitò rapidamente: il cuore stava per cedere, era alla fine. Il medico le praticò un'iniezione di caffeina, poi disse ai presenti senza farsi sentire dall'ammalata:

    "E' una peritonite polmonare all'ultimo stadio. Figlia di genitori morti di tubercolosi in giovane età, è tisica dall'età di 15 anni. Può darsi che viva ancora per qualche giorno, ma è finita."

    Anche un altro medico confermò la diagnosi nefasta di Carrel.

    Alla piscina non fu possibile immergere Marie Ferrand. Le fecero alcuni lavaggi al ventre. La portarono davanti alla Grotta. L'aspetto della donna era sempre cadaverico. Erano circa le 14.30. Carrel osservava il volto dell'ammalata: gli parve più normale, meno livido. Gli sembrava di avere un'allucinazione, continuò ad osservarla. Le contò le pulsazioni. La respirazione sembrava rallentata. Il volto di Marie Ferrand continuava a cambiare. I suoi occhi sembravano catalizzati verso la Grotta. C'era in lei un sensibile miglioramento, non lo si poteva negare. Lo stupefacente, però, avveniva adesso: Carrel vide a poco a poco la coperta abbassarsi al livello del ventre. Il gonfiore spariva. Si sentì impallidire.

    Alle 15 la tumefazione era ormai scomparsa. Carrel credeva d'impazzire. Si avvicinò alla donna, ne osservò la respirazione, guardò il collo. Il cuore batteva regolarmente. Le domandò:

    "Come vi sentite?"

    Marie rispose sottovoce: "Benissimo. Non sono molto in forze, ma sento che sono guarita."

    Carrel così ha scritto, sempre parlando di se stesso in terza persona:

    "Il medico non parlava più; non pensava più. Il fatto inatteso era totalmente contrario a tutte le previsioni, che egli credeva di sognare. Si alzò, traversò le file serrate dei pellegrini, i quali gridavano invocazioni che egli a stento sentiva, e se ne andò. Erano circa le 16. Quel ch'era accaduto era la cosa impossibile, la cosa inattesa, il miracolo."

    Marie Ferrand, guarita, fu portata all'ospedale diretto dal dottor Boissaire, lo scienziato che difendeva la veridicità di Lourdes. Carrel tornò a visitarla e dovette constatarne la inspiegabile guarigione. Lo stesso fecero altri medici. Marie era felice e diceva:

    "Andrò dalle suore di San Vincenzo, loro mi accoglieranno e io assisterò i malati."

    Carrel era commosso. Uscì dall'ospedale. Era ormai notte. Si recò alla Basilica e vi entrò. Scorse il suo amico A.B. e cominciarono a parlare. Mentre il medico fissava la statua dell'Immacolata, l'amico gli chiese:

    "Sei convinto, ora, filosofo incredulo?"

    Carrel si limitò a rispondere:

    "Una giovane moribonda è stata guarita sotto i miei occhi in pochi istanti. È una cosa meravigliosa, è un miracolo."

    A.B. concluse ironizzando:

    "Ma non è meno vero che ora sei obbligato a vestire il saio! Addio."

    Carrel rimase solo e fu allora che cominciò a credere.

    Il medico positivista, diventato credente, dedicò poi l'intera sua vita alla scienza (fu insignito del Nobel nel 1912) e a propagare il messaggio cristiano. In tarda età fu ingiustamente accusato di collaborazionismo con il governo filonazista di Vichy. Fu un'accusa che lo prostrò molto e lo condusse, il 5 novembre 1944, ad un infarto che gli fu fatale.

    A Carrel si deve una famosa frase che esprime bene il realismo cristiano e l'umiltà che dovrebbe contrassegnare ogni ricerca scientifica:

    "Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore; molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità."

  • 1 decennio fa

    Vogliamo parlare di quanti cristiani sono poi diventati atei? Facciamo una statistica e vediamo quali sono di più..

  • 1 decennio fa

    "Poi, nel suo ultimo decennio attraverso il DNA e il genoma umano ha trovato la prova che Dio esiste ed è il Creatore della vita" : Quale sarebbe?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il giorno dell' apocalisse saprò che Claudio ha letto una domanda superiore alle 4 righe

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    il giorno che leggerò una domanda superiore alle 4 righe sarà il giorno dell'apocalisse, e oggi non lo è

  • shakar
    Lv 4
    4 anni fa

    Ognuno è libero di decidere della propria vita come vuole,c'è chi si converte a dio,chi a satana,chi ai testimoni di geova,chi all islam chi diventa ateo o agnostico. E allora? dove stà questo miracolo? Dovremmo esultare tutte le volte perchè uno è diventato cattolico o ateo?

  • 1 decennio fa

    tutto ha un prezzo, un valore economico, anche una convinzione fortemente radicata e razionale.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Molto interessante, grazie per questa testimonianza. Anche la scienza ci da ragione.

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