Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitici · 1 decennio fa

Si condanna Dell'Utri per colpire Berlusconi e riscrivere la storia d'Italia?

Sarà contento oggi l’oscuro procuratore palermitano che, chiedendo a gran voce una “sentenza storica” è riuscito a ottenere dalla Corte d’appello la condanna di Marcello Dell’Utri. E che pervicacemente, nonostante la corte abbia in realtà assolto per la famosa “trattativa” tra Stato e mafia di cui blaterava l’eroico “pentito” Spatuzza, dice che lui continuerà le indagini su quello. Certo, bisogna riscrivere la storia, non fare giustizia. Con molta eleganza l’oscuro procuratore ricorda anche che le pagine politiche da lui scritte “erano quelle che avevano quagliato meglio”. Senza rossore.

Ma il fatto più grave della sentenza su Dell’Utri ( che comunque, compromesso o no, è stato condannato ) è che una corte abbia ascoltato le sirene di un’accusa che chiedeva non la condanna per un fatto commesso, ma una “sentenza storica” per “processare il potere”. Ecco le parole del procuratore generale: ”Germoglia da tempo un interscambio tra politica e mafia. Questa sentenza potrebbe sancirlo”. E invitava i giudici a riscrivere la storia del nostro paese, costruendo un gradino che avrebbe portato a un altro gradino. Cioè a tentare, per l’ennesima volta, di addossare a Silvio Berlusconi la responsabilità delle stragi.

E’ questo che debbono sapere tutte le tricoteuses d’Italia. Con la sentenza compromissoria di oggi si è condannato il cittadino Dell’Utri non per un fatto commesso ma per l’evanescenza di un reato che non esiste. Ma il progetto è ben più ambizioso. E’ quello di riscrivere la storia per sancire, domani, che Falcone e Borsellino non sono stati uccisi dalla mafia ma da un imprenditore di Arcore che nel 1992 e nel 1993 decise di insanguinare l’Italia con tritolo e bombe. Questa è la tesi, questa è la follia di una parte della nostra magistratura. In questo quadro il cittadino dell’Utri è vittima due volte. Perché l’obiettivo da colpire non è lui.

22 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Eccoti tutta la notizia (e la data di pubblicazione) così facciamo un pochino luce sui tentativi di manipolazione vero??

    Berlusconi: «E' un teorema giudiziario:

    Vogliono riscrivere la storia d'Italia»

    ROMA - «La condanna a 24 anni di carcere comminata al senatore Andreotti è l'ultimo stadio di un teorema giudiziario attraverso il quale settori politicizzati della magistratura hanno cercato di cambiare il corso della politica democratica e cercano di riscrivere la storia d'Italia». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi aggiungendo, tra l'altro, che «condanne e assoluzioni si inseguono impazzite al di fuori di ogni logica e in un contesto giudiziario funestato dalla partigianeria e dall'accanimento». «Sul piano istituzionale c'è solo da augurarsi che lo stato di diritto sappia correggersi, in questo caso con la verifica finale della Corte di Cassazione. Sul piano politico - prosegue Berlusconi - è decisivo unire tutte le forze democratiche e liberali in un progetto di ricostruzione di una vera legalità e di una vera giustizia emendata da ogni forma di pregiudizio politico». «Esprimo la più sincera solidarietà al senatore Andreotti, già assolto e ora vittima di una amministrazione della giustizia penale che ha abbandonato ogni scrupolo formale e che nega in radice il diritto della persona al giusto processo».

    LA CASSAZIONE FARA' GIUSTIZIA - «Ho la fondata convinzione che la Cassazione farà giustizia di questa incredibile sentenza, ma questo significa lasciare ancora nella pubblica opinione il seme del dubbio perverso circa la possibile colpevolezza del senatore Giulio Andreotti che probabilmente è il grosso bersaglio che qualcuno intendeva colpire». Questo il commento del questore del Senato Mauro Cutrufo (Udc) alla condanna del senatore a vita Giulio Andreotti per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

    SMENTITI I LUOGHI COMUNI - «Il merito della vicenda sarà valutato con la lettura delle motivazioni della sentenza; questa condanna smentisce un luogo comune che si stava diffondendo fra i cittadini: che ci sono due pesi e due misure e che gli imputati considerati potenti dovevano essere sempre e inesorabilmente assolti». Lo afferma Antonio Ingroia, segretario di Md a Palermo e pm del processo al senatore Marcello Dell'Utri.

    «DISGUSTO» - «Provo disgusto e indignazione per un sistema giudiziario ormai impazzito, dove nessun cittadino può sentirsi al sicuro perché può essere vittima delle bizzarrie più assurde e incredibili». Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi reagisce alla notizia della condanna inflitta oggi ad Andreotti dal tribunale di Perugia.

    COSSIGA SARCASTICO - Sarcastica e amareggiata la reazione di Francesco Cossiga alla notizia della condanna inflitta a Perugia a Giulio Andreotti. L'ex presidente della Repubblica indirizza principalmente i suoi strali su Galante Garrone e la nuova associazione «Libertà e giustizia», ma ha critiche anche per il presidente Ciampi. E Cossiga annuncia una sua iniziativa legislativa per ripristinare le immunità parlamentari. «Rimango in attesa - afferma l'ex Capo dello Stato - delle illuminanti e sagge parole del presidente della Repubblica che con una nuova pastorale, dopo quella sul fumo e posponendo quella sul pecorino sardo, indirizzerà certamente ai giudici di Perugia per esprimergli il proprio compiacimento per il sereno coraggio dimostrato». Cossiga infine afferma: «Credo che di questo primo effetto del loro atto debbano essere contenti i "soci del club dei girondini", detto altrimenti "Libertà e Giustizia", che si è costituita con alla guida il famoso giustizialista Galante Garrone che questa sera ha tutti i motivi per brindare, ma che mi auguro, a motivo della sua età, lo faccia in modo parco... Vorrei però ricordare ai nostri "girondini" che dopo di loro venne il "Terrore", che neanche loro risparmiò».

    «FURORE GIUSTIZIALISTA» - «Al di là del giudizio sulla sentenza di oggi, è ormai chiaro che il paese continua ad essere esposto ad una furia giustizialista che non cessa né accenna a placarsi»: è il commento di Daniele Capezzone, Segretario di Radicali Italiani, alla notizia della sentenza di Perugia. «Tutto - osserva Capezzone - e in primo luogo agenda e tempi della politica e del dibattito civile, è ormai orientato e dettato dall’ultima iniziativa di un pm o dall’ ultimo verdetto di una Corte».

    «IL PROCESSO DEVE ANDARE AVANTI» - «Nessun commento alla sentenza, ma non posso nascondere il mio sconcerto perché conosco Andreotti da oltre 50 anni e ritengo impensabile che sia responsabile di un tale reato». Così si è espresso l' ex presidente della Repubblica e senatore a vita, Oscar Luigi Scalfaro. «Poiché siamo dinanzi a due sentenze totalmente contrastanti - ha aggiunto -, confido nella prosecuzione del processo».

    17 novembre 2002

    certo é che avrai impiegato ore per girarla a tuo favore!!! Un minimo di vergogna no vero?

    e parlavi di accanimento mediatico?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    che si condanna dell'utri perchè giudicato colpevole di associazione esterna in associazione mafiosa non ti passa per la capa, vero?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    no,si condanna dell'utri perche' mafioso e fondatore,assieme a berlusconi,di un partito,nato come rifugio dei piu' loschi personaggi degli ultimi 20 anni!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    E hai pure il coraggio di dire ste cose?

    Siamo in mano ai mafiosi e quando qualcosa si muove c'è sempre qualcuno molto bigotto o opportunista pronto a difendere.

    Tu cosa sei?

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  • Tara
    Lv 7
    1 decennio fa

    Benvenuta in questa sezione, appena arrivata ti trovi davanti un problema grosso come una montagna e tu lo vuoi eliminare, ma guarda che qui c'è gente che non si ferma ai telegiornali o a un solo giornale ,ti consiglio di fare altrettanto.

  • 1 decennio fa

    Mi spieghi cosa ci guadagni a difendere un uomo accusato di associazione mafiosa? ma non capisci che i primi a pagare siamo noi cittadini.. E' possibile essere cosi stupidi per non capirlo?

  • Sonda
    Lv 5
    1 decennio fa

    Ciò che va dagli anni 70 al 92 invece non ti tange. Come mai? brucia rendersi conto che il caro marcellino è stato (ed è) un mafioso, vero?

    Non per niente ritiene ancora che il killer Mangano fosse un eroe, e non perchè era una brava persona, ma solo perchè non lo sputt@nò.

    Tu non puoi realmente credere che una persona che dice che parlare di mafia "fa fare brutta figura all'italia" sia una bella persona.

    Ti prego, apri gli occhi

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perchè non tiri fuori le palle e affermi che Dell'Utri è un uomo di mèrda nonostante faccia parte del tuo partito?

  • Se insisti a non essere obiettiva ,avrai sicuramente qualche convenienza .Quindi fai bene a difendere il tuo presidente.Purtroppo questi sono i fatti che italiano medio ti ha documentato.Allora perche' insisti a non elaborare un tuo ragionamento,se poi hai voglia di fantasticare e oziare ci sono modi migliori che quelli della politica . Ciao testa dura

    Fonte/i: Dai caproni.....
  • 1 decennio fa

    hai proprio ragione, non vedo perché qualcuno debba essere condannato solo per aver frequentato dei bos mafiosi e scambiato con loro qualche favore tra amici. Poi è chiaro che si voglia in realtà colpire Silvio, cui gli invidiosi non perdonano l'ever utilizzato soldi non suoi, messi gentilmente a disposizione da qualcuno, per fare carriera. Ma scusate, i soldi sono soldi, che importanza ha se sono dei mafiosi o no? l'importante è che servano a fare la bella vita.

    i giudici sono tutti dei frustrati. Tranne quelli che assolvono Silvio.

    Fonte/i: hai pienamente ragione anche sul reato che non esiste. Il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato che esiste solo in Italia ed è stato fortemente voluto proprio da due giudici inquirenti...un certo Giovanni Falcone e tal Paolo Borsellino.
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