profilassi antimalarica chi l'ha fatta?

consigli,pareri,conseguenze... effetti collaterali.

attendo vostre risposte.... grazie!

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il problema è che i diversi Plasmodi della malaria - ce ne sono 4 tipi diversi - variano molto come sensibilità ai farmaci nelle diverse regioni geografiche, quindi una profilassi che va bene in India o in centroamerica serve a poco o nulla in Kenya (per fare un esempio).

    Una volta bastava il chinino, oggi sono molto spesso resistenti soprattutto in Africa: la Meflochina (Lariam) provoca spesso disturbi neurologici, funziona anche sulle forme chinino-resistenti ma qualche caso di resistenza anche a questo farmaco è ormai descritto.

    Il farmaco più moderno e meglio tollerato è il Malarone, associazione di proguanile e atovaquone, e sembra efficace anche nei casi di resistenza al Lariam, oltre a non dare particolari disturbi: va assunto quotidianamente dalla partenza (prenderlo prima come talora consigliato serve solo ad abituare un po' l'organismo al farmaco) e per qualche giorno dopo l'uscita dalla zona a rischio malarico.

    Si deve ricordare che solo il Plasmodium falciparum è veramente pericoloso, potendo provocare una malaria maligna con encefalite non di rado letale se non trattata in tempo, mentre le altre varianti (P: vivax, P. malariae e P. ovale) provocano un quadro febbrile ad evoluzione più benigna: è bene quindi informarsi se nel paese dove ci si reca è presente il P. falciparum, solo in questo caso la profilassi con Malarone è altamente consigliabile. Ricorda comunque che la profilassi non può che essere di breve durata, al massimo 4-5 settimane, poi ogni farmaco diventa difficile da tollerare: chi si ferma a lungo in un paese malarico segue altre precauzioni, tenendo presente che è pericolosa solo la puntura della zanzara anofele femmina in stato gravidico, che "becca" dopo il tramonto e nelle ore notturne fino all'alba. Evitare l'abbigliamento con colori scuri o sgargianti, coprire il più possibile le parti cutanee abitualmente scoperte nelle ore a rischio, non usare profumi o deodoranti, inoltre è utile assumere 2 compresse al giorno di preparati vitaminici B che, eliminati col sudore, allontanano le zanzare. Se possibile dormire con una zanzariera e spruzzare su cute e vestiti dei repellenti che di solito si trovano nei paesi a rischio.

    Ci sono ottimi siti Internet, soprattutto in inglese, che indicano il rischio di ogni paese, la resistenza ai farmaci e i tipi di Plasmodi presenti sul territorio.

    Fonte/i: Medico.
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  • 3 anni fa

    Se cerchi una cura per l'iperidrosi ti onsiglio questa http://MiracoloPerIperidrosi.latis.info/?tm4Q

    Gli individui affetti da sudorazione eccessiva tendono a produrre grandi quantità di sudore nelle aree interessate (ad esempio, sudorazione del palmo delle mani), e ad avere indumenti costantemente umidi. Questo può causare imbarazzo nelle attività lavorative e nella vita sociale, anche se la sudorazione eccessiva non è, di per se stessa, causa di cattivo odore.

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  • virna
    Lv 6
    1 decennio fa

    io personalmente non lho mai fatta,ma ho amche che viaggiano spesso e avendola fatta una volta dicono che è pesantissima..per cui pur viagginado nei paesi a rischio ora preferiscono non farla e curarsi al bisogno portandosi medicine apposite..poichè dicono che l'anti malarica è piu pesante della malattia stessa...ora vedi tu..

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  • 1 decennio fa

    Accanto alle vaccinazioni, vanno segnalate delle profilassi opportune per viaggi in determinate aree. E' questo il caso della profilassi contro la diarrea del viaggiatore (da effettuarsi solo in casi eccezionali) ma sopratutto per la chemioprofilassi anti-malarica. Il profilassi va iniziata una settimana prima della partenza fino a quattro settimane dopo l'uscita dalla zona malarica. L'effettuazione di una corretta profilassi pur riducendo il rischio di contrarre l'infezione, non è in grado di garantire una completa sicurezza contro il contagio malarico. Non vanno quindi trascurati eventuali sintomi che dovessero insorgere sia nel corso del viaggio che dopo il rientro dallo stesso. In questo caso occorre rivolgersi al medico curante segnalando con precisione sintomi e modalità di effettuazione del viaggio.

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