Bulloni snervati.......?

Per molti bulloni di automobile è raccomandata la sostituzione ad ogni smontaggio.

E' il caso , ad esempio, dei bulloni di biella o delle viti del volano.

Eppure si tratta di bulloni ad alta resistenza, avvitati con la coppia di serraggio imposta dalla Casa costruttrice. (vedi note)

Dato che se il bullone avesse lavorato in campo elastico non ci sarebbe motivo di sostituirlo, dobbiamo pensare che il bullone è praticamente snervato. Se è così mi chiedo: perché la Casa impone di serrarlo fino allo snervamento? (La mia ipotesi è che lo snervamento produca una sorta di bloccaggio che impedisce al bullone di svitarsi in esercizio, oppure che si voglia tener conto della successiva dilatazione termica del bullone).

Però mi chiedo: è davvero sconsigliabile riutilizzarlo, magari serrandolo con un valore appena appena superiore a quello precedente? Dopotutto un bullone usato per una volta non si direbbe molto compromesso, dato che si riavvita a mano tranquillamente come uno nuovo e che poi resiste al serraggio come un altro.

In ogni caso, quale potrebbe essere l'indebolimento che ha subito dopo un solo ciclo di lavoro e di quanto sarà aumentato il rischio che si sviti in esercizio, se viene rimesso al suo posto con la coppia prevista?

Nota 1. Le viti del volano sono in acciaio 12.9 o 10.9 (altissima resistenza) per tutte le auto.

I bulloni di biella sono in acciaio ancora migliore. Quelli speciali costano 35 euro l'uno.

Nota 2. La coppia di serraggio è spesso imposta con un metodo misto.

Esempio: 65 Nm + 1/4 di giro.

Aggiornamento:

Osservazioni successive alle risposte.

Mah..... non penso sia una questione di fatica, perché la norma dovrebbe valere con criterio periodico-chilometrico per tutte le auto. Invece la raccomandazione vale per ogni smontaggio, indipendentemente dall'anzianità di lavoro del bullone.

@Turbopanico

Dici che molti meccanici non hanno la chiave dinamometrica e usano la pistola ad aria per avvitare le candele? Io direi che questi non sono meccanici, ma criminali che hanno sbagliato mestiere. Le candele sono avvitate direttamente nell'alluminio della testata. Vanno inserite a mano con molta sensibilità e poi serrate con precisione al valore prefissato (che è riportato anche sulla scatolina della candela). Un danno alla madrevite - se sei fortunato - lo sistemi col maschio, altrimenti devi portare la testata in rettifica o anche buttarla, se preferisci.

Avrai cambiato meccanico.. spero.

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Non me ne intendo di bulloni per automobile, e forse questo rientra solo nel rischio di rottura per fatica.

    Ho avuto modo di seguire attrezzature dove le viti in ottimo acciaio debbano essere svitate e avvitate più volte. Sono convinto che un continuo ciclo elastico provoca movimento tra le parti a contatto della filettatura, un continuo strisciare che provoca usura.

    Le superfici lisciate solo nei punti di contatto possono far variare i parametri di avvittamento e dare problemi.

    Potrebbe essere un punto di non omogeneità capace di accelerare la rottura per fatica.

    Pensa a una vite difettosa che lavora con un solo passo di filetto.

    P.S.La coppia di serraggio imposta con un metodo misto dalla Casa costruttrice garantisce che le viti non si svitino quando il motore è ancora integro e funzionante.

    Ma non vuol dire che rimane costante, anzi vi sarà una variazione della capacità a resistere dovuta a laschi e usure anche a livello superficiale, una vite apparentemente integra avrà sicuramente variate le condizioni di attrito.

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/S...

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/t...

  • ?
    Lv 6
    1 decennio fa

    la motivazione principale di quelle raccomandazioni ritengo che derivi dal fenomeno

    della "rottura per fatica".

    in che consiste? se la sollecitazione in un pezzo meccanico non è costante, ma

    varia continuamente nel tempo (compie cicli di oscillazione) la rottura avviene (in

    funzione di molti parametri) con sollecitazioni unitarie anche molto inferiori a quelle

    cosiddette ammissibili,quando viene superato un dato numero di cicli.

    la variazione brusca di sezione nel pezzo o la presenza di intagli accentuano il

    fenomeno:il bullone,con gli intagli della filettatura ed il salto di sezione dal

    corpo cilindrico alla testa, ne è un esempio classico.

    per i progettisti di elementi meccanici in movimento la rottura per fatica è una

    problematica sempre presente,mai risolubile con assoluta certezza.

    i ritiri,anche recenti,di autovetture dal mercato,ha nella rottura per fatica di

    un componente la causa più probabile.

    il consiglio di sostituire quei bulloni è una saggia norma di prudenza.

  • 1 decennio fa

    un bullone snervato non è affatto uguale ad uno nuovo....non rispetta più la legge di Hooke ed è pronto a rompersi al minimo sforzo....ecco perchè raccomandano la sostituzione ad ogni serraggio.

    il motivo di un serraggio così tenace ?

    non lo so...sebbene sia raccomandato di stringere le candele con una chiave dinamometrica, molti meccanici lo fanno con pistole ad aria e l'ultimo che lo ha fatto mi ha spanato la filettatura della candela numero 4 sulla testata del motore...un mezzo disastro.

    Forse non tutti sono dotati di chiavi dinamometriche oppure, considerando il titolo di studio di un meccanico (tipicamente terza media) è ben difficile fargli capire che la coppia massima di serraggio dev'essere 30Nm... quello stringe a manetta e snerva bullone e filettatura.

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