mariana ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Cosa ne pensate del libro "La cattedrale del mare" di Ildefonso Falcones?

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ciao. Ho letto questo libro l'hanno scorso. Dire cosa penso non basterebbe l'intera pagina, diciamo che lo consiglio a chi piace leggere libri con storie lunghe. Falcones ha avuto un successone con questo capolavoro eppure mi aspettavo qualcosina in più. Forse perche mi illudevo era all'altezza dei Pilastri della terra di follett ma leggendo ho capito come è ben lontano.

    Nonostante questo è una bellissima storia molto toccante che nelle ultime 150 pagine mi ha coinvolto moltissimo e si è fatto leggere tutto d'un fiato. A metà libro mi ero bloccata, annoiata. Colpa mia credo piu che altro. Se non lo hai letto e la trama ti incuriosisce allora leggilo. Se gia lo hai fatto e chiedevi solo qualche opinione allora rispondo che è un bellissimo libro, non eccezionale ma che vale la pena leggere. Non lo suggerisco però a chi non riesce a leggere libri con piu di 500 pagine, sarebbe un colpo leggere questo.

  • 1 decennio fa

    E un libro interessante, ma impegnativo, non difficile devi stare solo attento ai dettagli della storia. E un libro bello per chi cerca, amore guerra, storia e avventura. Colpisce molto perchè parla di libertà, è ambientato nel 1300 e la storia gira intorno alla cattedrale della vergine del mare di Barcellona. Descrive una Barcellona diversa da quella che trovi in altri libri. Lo sfondo storico è molto chiaro anche se molto conosciuto non è un libro da perdere.

  • 1 decennio fa

    Bello, ma non eccezionale. Mi aspettavo decisamente qualcosa di più.

  • 1 decennio fa

    Io il libro l'ho letto appena uscito perchè mi è stato regalato per il compleanno (altrimenti credo non l'avrei mai comprato, nè letto), per cui è passsato un pò di tempo, credo un paio d'anni, per poter fare delle annotazioni più precise. Comunque, anche io l'ho finito in una settimana, perchè la storia mi ha avvinto e la scrittura è facile e scorrevole (descrzioni noiose? non ne ricordo! ma è pur passato parecchio tempo!). Carino, ma è un romanzo con nessuna velleità a voler assurgere alla definizione di romanzo storico, nè per i riferimenti, nè per la prospettiva storica. L'eroe, infatti, è un eroe del nostro tempo (ovvero magari ce ne fossero oggi, ma comunque dotato di una sensibilità attuale!) e riesce in maniera inverosimile, perciò fiabesca, a superare tutte le avversità che si abbattono su di lui (anche queste inverosimili per numero e gravità!) e ad ottenere la giusta ricompensa al suo impegno e alla sua onestà. Inverosimile molto spesso oggi, figuriamoci allora nel medioevo quando l'uomo si sentiva appunto piccolo, impotente difronte al "Signore" e difronte al signorotto! Gli altri personaggi anche sono privi di sfaccettature: in antitesi al buono e giusto, c'è una strega cattiva, avida e senza sentimenti d'amore e compassione. Lo definirei una favola senza l'elemento fantastico, giusto perchè privo di un'effettivo mago o fatina. Se i personaggi fossero stati più sfaccettati dal punto di vista psicologico e se ci fosse stato un finale non lieto, ma più verosimile, sarebbe stato un grande romanzo, certo un altro romanzo!!! Però il suo successo stà nel fatto che la scrittura è avvincente e poi fa sempre piacere (anche a me!) leggere storie (almeno nei libri) dove l'impegno, l'onestà, l'amore vincano nella vita e rendano ragione delle mille peripezie passate! Lo consiglio perciò ai romantici, non ai lettori di veri romanzi storici più esigenti.

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