nanni ha chiesto in Casa e giardinoGiardinaggio · 9 anni fa

chi è che mi spiega in modo approfondito l'arte dei bonsai?

i bonsai d'ulivo tutte le varie fasi per un bel bonsai 10 punti al migliore

Aggiornamento:

grazie mille royal , ma anche tu coltivi bonsai rispondimi via mail va bene??

2 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Migliore risposta

    Tutto ma proprio tutto sul bonsai: http://www.bonsai-italia.it/

    BONSAI D'ULIVO

    Olea europea: Ulivo un bonsai bello e difficile da coltivare. Scopri come potare, irrigare e quale terreno usare per questa pianta bonsai.

    Pianta molto rustica e tipicamente mediterranea, l'ulivo si presta molto bene come bonsai, anche se la coltivazione da seme può risultare eccessivamente lenta. Gli esemplari più suggestivi di ulivo sono sempre yamadori con forme inaspettate.

    IRRIGAZIONE:

    TMassima tolleranza allo stress idrico, può stare diversi giorni senza irrigazione, ma potrebbe produrre polloni

    TERRENO:

    Gradisce terreno leggermente basico e calcareo, non ha grandi esigenze di fertilizzazione. teme il ristagno idrico quindi massimo drenaggio

    POTATURA:

    le ferite guariscono in fretta la potatura drastica può essere eseguita tutto l'anno.

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    Guida rapida alla coltivazione dei bonsai

    Per tutti coloro che si avvicinano al mondo bonsai e hanno bisogno di qualche utile consiglio per iniziare questa magnifica esperienza senza traumi e sopratutto senza... perdite!

    Attenendoci alla traduzione letterale dal giapponese, bonsai significa "albero in vassoio". Ma questa espressione non può da sola rendere il senso di un'arte viva da millenni nella cultura orientale.

    Il bonsai è un oggetto d'arte vivente che riesce a colpire il nostro spirito e ad infonderci intense emozioni, regalandoci una sensazione di profonda armonia con la natura tutta.

    Acer palmatum (cm.83)

    Non guardiamolo quindi come un estraneo, ma piuttosto come un amico che ci accompagnerà per tutta la vita. Un amico che ci allieterà con la sua bellezza, in cambio di poche ma costanti cure.

    All'interno di questa guida rapida abbiamo cercato, per quanto possibile, di offrire una serie di consigli fondamentali per la sua coltivazione. La sua attenta lettura risulterà senz'altro utile, al neofita come all'esperto, per la buona riuscita di questa splendida esperienza.

    Curare un bonsai non è poi così difficile come normalmente si crede. Bisogna innanzitutto non dimenticare mai che non ci troviamo di fronte ad un oggetto sconosciuto, creato chissà come e che abbisogna di chissà quali cure, ma ad una semplice pianta che, per presentarsi nella sua attuale bellezza, ha avuto bisogno di numerosi e pazienti interventi di formazione, spesso della durata di molti anni, che l'hanno trasformata in un albero in miniatura. Ma comunque pur sempre una pianta. Evitiamo dunque di farci assalire dal timore di far morire il nostro bonsai perché non sappiamo come curarlo: ricordiamo che in linea di massima esso ha bisogno delle stesse cure normalmente prestate alle altre piante, solo molto più attente, costanti e rispettose delle esigenze della specie alla quale appartiene. I classici decessi dei bonsai, infatti, sono solitamente dovuti al fatto di aver dimenticato di annaffiarli o, altrettanto spesso, alla errata esposizione: bonsai da esterno si vedono morire in casa, magari sistemati su di un termosifone, e bonsai da interno si vedono congelare sul balcone. E allora? Allora seguiamo questi consigli.

    La prima cosa da fare è trovare la giusta collocazione al bonsai. Se è un'essenza da interno, va ovviamente sistemato in casa, ma facendo attenzione a non posizionarlo vicino ad una fonte di calore (come un termosifone) né ad esporlo a correnti d'aria. Inoltre, sceglieremo un luogo molto luminoso ma non attaccato ad una finestra dove batte il sole, perché il vetro funzionerebbe come una lente e rischierebbe di bruciare il nostro benamato. Poi, in primavera/estate quando la temperatura supera i 15°, potremo, anzi dovremo, sistemarlo all'esterno in modo da permettergli di rinvigorirsi. Le essenze da esterno dovranno necessariamente essere collocate all'aperto, pena un forte indebolimento o la morte. Ma anche in questo caso conviene stare attenti a sistemarle in pieno sole o a mezz'ombra come richiesto dal singolo tipo di pianta e, in ogni caso, in un luogo dove vento forte, grandine ed eventuali animali non possano danneggiarlo.

    Scelta la nuova dimora del nostro pargoletto, ora dobbiamo imprimere nella mente la magica e fondamentale regola del bonsaista perfetto: non dimenticare mai di annaffiare il bonsai!! L'annaffiatura è, infatti, fondamentale per il bonsai più che per le piante, perché il vaso che lo contiene dispone di ben poca terra che, soprattutto d'estate, si asciuga molto in fretta pregiudicandone la vita. Non bisogna, però, neppure esagerare, dal momento che alcune specie non gradiscono molta acqua, ma attenersi a quanto precisato nella scheda informativa. Vale comunque la regola di toccare il terriccio con le dita per capire se è umido o asciutto e quindi, se asciutto, annaffiare. Sconsigliamo nel modo più assoluto di annaffiare il bonsai immergendolo nell'acqua per alcuni minuti, poiché questa operazione lava via dalla terra le sostanze nutritive che contiene. Questo, se il terriccio del bonsai in questione dispone di un buon drenaggio (nel caso di alcuni bonsai - soprattutto d'importazione cinese - che hanno un terriccio fortemente argilloso e quindi non drenante, è invece necessaria l'annaffiatura ad immersione, nell'attesa di effettuare, appena possibile la rinvasatura della pianta con un terriccio migliore e ben drenante). Utilizziamo invece un annaffiatoio munito di diffusore a getto fine, in modo da bagnare il terriccio uniformemente e senza smuoverlo. È altresì molto utile nebulizzare la chioma del bonsai, soprattutto per le essenze da interno che sono costrette in ambienti chiusi e secchi. In ogni caso, non preoccupatevi!! Perché col tempo sarete in grado di capire "ad occhio" le esigenze idriche, e non solo, del nostro prediletto.

    Altra cosa importante, spesso dimenticata, è che il bonsai, non essendo un soprammobile, come ogni essere vivente ha bisogno di nutrirsi, e non solo di bere!! Dobbiamo, quindi, provvedere a fertilizzarlo periodicamente, di solito dall'inizio della primavera all'autunno inoltrato, escludendo i mesi più caldi dell'estate e seguendo le esigenze della specie in questione. Come tipo di concime, bisogna utilizzare quello consigliato per il tipo di pianta, ma, se non ne disponiamo o non sappiamo quale usare, possiamo anche adoperare un generico fertilizzante commercializzato come specifico per bonsai, o un normale concime bilanciato minerale (meglio se arricchito di oligoelementi) di quelli normalmente in commercio. In tutti questi casi ricordiamo, però, di non esagerare con le dosi, ma di seguire attentamente le istruzioni della casa produttrice, magari diluendolo un po’ più di quanto scritto, perché un eccesso di concime può addirittura essere letale per il nostro bonsai.

    Un ultimo consiglio riguarda la potatura ed il rinvaso. La prima è necessaria per contenere il bonsai nella sua forma attuale ed evitare che perda la linea che tanto faticosamente si era impostata. Il rinvaso è altresì necessario, di solito ogni due o tre anni, dal momento che le radici, avendo a disposizione pochissimo spazio, finiscono per intasare tutto il vaso e devono quindi essere potate, oltre al fatto che il terriccio sfruttato va sostituito. Entrambe queste operazioni hanno bisogno di una mano esperta, per evitare danni irreparabili. Per questo consigliamo, nel caso vogliate provarci, una attenta lettura di testi specializzati e, nel caso non vogliate arrischiarvi, di contattare un centro bonsai o comunque uno specialista del settore.

  • 9 anni fa

    fanno dei corsi per coltivare bonsai a roma, non so te dove vivi.

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